Toradora – Recensione di San Valentino

di Regola 1

Oggi è San Valentino! La tappa fondamentale che per nessuna ragione al mondo può essere trascurata in ogni manga o anime di stampo sentimentale, ma non deve passare inosservata neppure a noi del mondo reale ricordandoci comunque che non è necessario aspettare una specifica festività per manifestare i propri sentimenti…perchè spesso succede che ne prendi atto il 15 febbraio e devi aspettare un anno…comunque, che il cioccolato lo abbiate regalato o ricevuto, che sia stato un giri o un honmei noi di Komixjam sappiamo benissimo che le flag settate in questa ricorrenza sono dieci volte più potenti, ed è così che sono qui a presentarvi tutto timido il nostro dono.

 

(Giri e honmei sono due termini riferiti ai tipi di cioccolato che il giorno di San Valentino le ragazze regalano ad altre persone: il primo è di circostanza, amicizia e ringraziamento, il secondo serve a trasmettere sentimenti d’amore e dovrebbe essere confezionato a mano secondo la regola otaku oggi vigente; flag, è un termine usato per gal game e eroge, i famosi simulatori di storie d’amore, che indica un evento nel quale con la giusta azione si sono conquistati punti nei confronti di una specifica eroina avviandosi per la sua conquista.)

 

Perchè Toradora? Tra le varie opzioni avevo serie, manga o anime, famose o meno, ed è stata alla fine di una tormentata riflessione e varie consultazioni che ho optato per una delle serie anime shonen-romantico più belle degli ultimi anni. Prodotta dallo studio J.C. Staff a cavallo tra il 2008 e il 2009, successivamente trasmesso nel 2011 in Italia sul canale Rai4, l’adattamento animato in venticinque episodi (e un OAV) della light novel di Yuyuko Takemiya è il titolo ideale per questa giornata fatta di cuori e cioccolata, nonchè una delle più acclamate dal pubblico e spesso citata dal sottoscritto quando si va a parlare di questo genere. E poi non è sbagliato, di tanto in tanto, ritornare su titoli famosi e di successo.

 

Si dice che l’unica bestia che in battaglia potesse tenere testa alla tigre fosse il drago…no, Toradora non ci parla dell’eterna lotta tra Hokuto e Nanto, ma della storia d’amicizia, poi d’amore, aspra e dolce allo stesso tempo come un’arancia tra Ryuuji e Taiga, due semplici studenti delle superiori entrambi costretti ad affrontare quotidianamente svariati problemi, anche di ordine pratico, a causa della loro complicata situazione famigliare. Il complessato-nemico-dei-germi Ryuuji vive insieme alla madre in una modesta abitazione, non in stato di povertà ma alle prese con difficoltà finanziarie per l’assenza di un padre e marito, datosi alla fuga anni prima; la minuta e irascibile Taiga preferisce invece vivere da sola in un immenso appartamento lontana da entrambi i suoi due genitori divorziati. Il loro incontro è dovuto alla sbadataggine di Taiga che mette una lettera d’amore nella borsa di Ryuugi diretta in origine al suo miglior amico Yusaku: dopo i primi fraintendimenti decidono di allearsi, anche perchè Ryuugi è cotto di Minori, amica di Taiga, ma il caos sopraggiungerà in questo quadrato relazionale con l’arrivo della bella idol Ami, che trasformerà il tutto in un pentagono le cui regole non sono ben chiare.

 

Taiga, Minori e Ami sono il trio di “eroine” (personaggi femminili principali) tra i meglio bilanciati e riusciti in decenni di animazione giapponese: ogni spettatore si sentirà in qualche modo chiamato a fare il tifo per una delle tre, che risulterà essere indubbiamente la sua preferita… col risultato che la serie finisce per attirare un vasto pubblico diversificato anche in gusti e preferenze (per chi facevate il tifo voi?). Toradora è quell’anime che vorrei di tanto in tanto rivedere, ma il tempo è tiranno e non ce n’è sempre il modo: l’atmosfera, le relazioni che si strutturano fra questi cinque strani personaggi, i temi a volte umoristici, a volte tristi e commoventi che vengono affrontati e un’animazione qualitativamente di molto sopra la media sono i principali motivi del successo della serie. I personaggi sono adolescenti che si portano dietro contemporaneamente la gioia di vivere, o la sua frenetica ricerca e tante contraddizioni, indecisioni, intestardimenti… onde evitare di continuare per ore (che potrei realmente dedicare alla visione di alcuni episodi) mi contento nell’affermare che questo anime è completo.

Io? Sapevo fosse inutile ma tifavo per Minori.

Noi di Komixjam non ci aspettiamo alcun regalo per il White Day, l’attenzione e il tempo che ci date sono già sufficienti. Vi saluto con le note della seconda sigla di chiusura, “Orange”, augurando buon San Valentino a tutti poichè amare è dono e capacità di ogni singolo essere umano.

[youtube eaodr8S4qvE]

Commenti (1)

  1. Toradora stata una bella diversione dal genere di anime che seguo normalmente, lo guardai senza pretese su Rai 4 e non me ne sono mai pentito, bella storia, bel finale, bei personaggi, belle scene e non avendolo mai visto in giapponese mi sa che ho apprezzato pi di tanti il doppiaggio italiano, ne valsa la pena insomma…ah io ho sempre fatto il tifo per Taiga, quando due persone sono fatte per stare insieme non ci si deve opporre alla fine…

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