Gli Inguardabili – Maji de Watashi ni Koi Shinasai!

di Regola 1

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So benissimo che questo è il primo mercoledì del mese e doveva esserci l’appuntamento con Riflettori, ma provate a capirmi: il mio cervello, dopo il Lucca di quest’anno, è in fase di deframmentazione e aggiornamento anche per impegni non legati al mio ruolo di blogger, e quindi sento forte una necessità di operare in maniera più agile rispetto alla precisa e ordinata programmazione delle mie uscite regolari. Credo che il mercoledì diventerà il giorno delle sorprese, andando avanti di questo passo, e non più legato a questo mio modo di recensire in negativo. Le cose da dire si stanno accumulando, ma il mio tempo si riduce, ho comunque intenzione di coprire tutti gli argomenti programmati (e ci sono delle sorprese per i prossimi mesi). Quindi oggi abbiamo Gli Inguardabili, mentre mercoledì prossimo “chi lo sa“.

Maji de Watashi ni Koi Shinasai! (Insomma, innamorati di me!), prodotto dallo Studio Lerche nel 2011, detto anche Majikoi per semplicità è un anime che era nella lista delle serie da stroncare quando ho creato questa rubrica, circa un anno fa… meglio tardi che mai. I motivi che mi hanno spinto a inserire questo titolo nell’angolo della vergogna sono svariati, e c’era fondamentalmente una sola vera ragione che combatteva con ostinazione nella speranza di convincermi a salvare il salvabile… ma è stata una battaglia inutile, persa in partenza, come la mia pazienza. Che a questo punto deduco non esista proprio.

Majikoi nasce come una visual novel di stampo eroge nel 2009, e gli elementi piccanti presenti nel videogioco sono stati moderati nell’anime quanto bastava per non cadere nella categoria hentai. Majikoi rimane un ecchi, di stampo harem, con tutte le sue contraddizioni, i suoi personaggi iperbolicamente ridicoli, fastidiosi o già visti da qualche altra parte, che possono costruire una situazione esilarante qualche volta, ma più per sbaglio che per precisa competenza dello sceneggiatore. Questo non è valido tuttavia per quanto riguarda il personaggio di Miyako Shiina. Non mi dispiacerebbe un anime solo su questo personaggio… invece devo sorbirmeli tutti, compreso il tipico protagonista che è tra i peggiori che abbia mai visto realizzare. Partiamo dal protagonista quindi, Yamato Naoe (che non ha niente a che fare con Naoe Riki di Little Busters) è lo stratega della famiglia Kawakami, che oltre a tramandare l’arte marziale definitiva ha l’abitudine di accogliere tra le loro mura domestiche orfani e addestrarli a combattere per il bene della famiglia. Ma Yamato non possiede nessuna vera e propria capacità marziale, se non quella di guidare le sue compagne, e questo ferisce gravemente la sua virilità. Il riscatto per Yamato è operare per il bene della sua “famiglia” adottiva e reagire alle varie componenti del suo harem con quella che è la strategia comportamentale più adatta in base alla situazione. Un pianificatore nato, Yamato, che continua a collezionare materiale pornografico di ogni genere nonostante le figure femminili molto disponibili nei suoi confronti, talmente tanto disponibili da costruire un violento contrasto con quelle che sono le sue scuse, i suoi rifiuti, le sue fughe.. un protagonista tipico, troppo tipico anche per i miei gusti, che però non riesce a tenere in ordine il suo gregge in nessun modo, siccome nel momento della verità le varie figure femminili accettano di seguirlo nuovamente come stratega “perchè si“.

Ma lasciate che vi presenti le varie figure femminili:

  • Momoyo Kawakami, detta la “sorellona” è considerata una delle persone più forti sulla Terra, interessata solo a combattere e affranta per le difficoltà che incontra nel trovare avversari alla sua altezza; Yamato si è dichiarato per ben due volte a Momoyo, ma questa ha schivato le sue proposte amorose perchè spaventata dala sua incapacità di gestire tale sfida. Ciononostante sarà possessiva e protettiva nei confronti di Yamato, fino a mostrare palesemente tutte le tipiche tsunderiche contraddizioni, rafforzate dal suo fare alquanto mascolino;

Medaka, is that you?
  • Kazuko Kawakami (Wanko) è la ragazzina energica che si allena tutti i giorni allo scopo di superare in forza la sua sorellona, ma che ancora non ha realizzato il motivo reale che la muove: il desiderio di rubare il cuore di Yamato. Ovviamente però, essendo ancora una bimba è ferma alla fase in cui vede il protagonista come un amico e non come un uomo, quindi Yamato stesso non è particolarmente attivo nei suoi confronti;

  • Yukie Mayuzumi è la ragazza timida per eccellenza, che per esprimersi parla attraverso il pupazzetto di un cavallo nero chiamato Matsukaze: ovviamente è immersa nel suo ruolo, e considera il pupazzetto animato dalle sue capacità di ventriloqua realmente esistente e  con comportamenti indipendenti dalla sua volontà, quindi lo “sfrutta” per dire tutte le cose che vorrebbe urlare ma per le quali non riesce a tirare fuori il coraggio (perchè è timida? Perchè è vigliacca, questo personaggio ha urtato gravemente il mio autocontrollo). Matsukaze ovviamente dice tante cose sconce. Insopportabile quella metà episodio passata da Yukie a parlare con Matsukaze (quindi se stessa) nella vasca da bagno;

  • Christiane Friedrich è la tipica spadaccina straniera orgogliosa e violenta mandata dal padre in Giappone perchè convinto che la disciplina insegnata in quel paese sia la migliore al mondo (ma perchè il padre di Chris è un fan dei film di guerra giapponesi, di quelli pesantissimi che devi vedere almeno con 6 mesi di distacco l’uno dall’altro). Scusate vado a urlare in bagno per cinque minuti…

[youtube VnfXL2V9rUs]

  • …Christiane, dicevo, è quel personaggio talmente tanto autoritario che il protagonista, allo scopo di conquistarla deve usare le tecniche di attacco più esagerate di sempre, al punto tale che in alcuni momenti mi è parso di avere a che fare con Koyomi delle Monogatari… i dialoghi (pochi) fra questi due personaggi ricordano molto la parodia di quelli che il mezzo vampiro protagonista delle storie di Nisioisin costruisce con la lumaca Hachikuji. Con la differenza che non vi sono argute affermazioni di mezzo.

“Apri tutto” (cit.)

E poi c’è lei… Miyako Shiina, l’unico personaggio veramente bello della serie, che giustamente non può dominare la scena bensì dividerla con gli altri, eppure vorresti in certi momenti la sua apparizione condita da affermazioni sconclusionate. Come quando attacca foto del suo volto su tutte le svestite tizie della collezione pornografica di Yamato. O come quando di sua spontanea volontà vorrebbe girare un video porno per il protagonista. Oppure quando programma un eroge (contanto di scene a luci rosse) per spiegare al protagonista come conquistarla… lei lo ama alla follia. Lui no, non si sente degno di tutto questo affetto perchè da piccolo in realtà non l’ha difesa dai bulli prima di un certo tempo… cavolo, il bagno è occupato!

Majikoi è delirantemente geniale per scene come quella in cui tutto l’harem si ritrova per guardare un film porno della collezione del protagonista per capire quali sono i suoi gusti, ma poi, quando è il momento di affrontare un plot serio tende a scadere e presentare riflessioni al pubblico gestite con una tempistica poco digeribile. Si passa da momenti deliranti, che se vedono protagonista Miyako sono divertenti, ad altri in cui si cerca di tornare seri ma lo sceneggiatore non ha potuto fare a meno di far combattere fra di loro simboli fallici. Momenti in cui ci sono scene che paiono prese da Ikkitousen, o da Baka to Test (anche se di questa serie c’è pochissimo, a dire il vero, perchè gli elementi organizzativi di questa famiglia in rapporto con la scuola cadono in secondo piano). C’è spazio per tutto: techno-lesbiche, robottoni, cattivi geniali nella loro idiozia che ritornano continuamente senza essere mai realmente sconfitti, festival in cui il dolcetto caratteristico è a forma di fungo, sfide su cui viene puntato il proprio onore, e quelle scene di azione fatte di fermi immagini e linee cinetiche. I combattimenti sono tutti uguali, ma perchè sono proprio un continuo copia incolla (pugno che fa volare via Momoyo, che sfonda una parete di cemento, usa la tecnica per guarirsi e si rilancia in questo ciclo quasi infinito). Mezze motivazioni muovono i cattivi della serie, così come i personaggi principali si muovono per delle mezze motivazioni di Yamato, da cui di tanto in tanto ti aspetteresti una trovata geniale, invece riesce a risolvere le situazioni in modi che non si capiscono bene, direi, quasi agendo a “casaccio” (è un anime umoristico, ma il genere non giustifica la mancanza di idee). Il problema è che con quelle scene veramente divertenti (una per episodio almeno) non si riesce a venire a patti con tutto il resto della serie, che è prodotta anche con poca cura delle animazioni… niente di impossibile da vedere, ma sicuramente un prodotto che avrà tormentato i realizzatori nel sonno per la scarsa cura del dettaglio. In definitiva, una serie che potrebbe essere vista per sbaglio in preda ad ottimisti vaneggiamenti, ma che difficilmente mi prenderei la responsabilità di consigliare.

 

Commenti (1)

  1. io ho appena finito di guardare la serie e ti dirò quello che dici è vero però io non la ritengo inguardabile fatta male si ma inguardabile no, bho forse sarò io che mi diverto a vedere delle robe sparate cosi a muzzo

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