Lucca Comics&Games 2013 – il report di Regola

di Regola 2

 

Giusto il tempo di arrivare, sistemare bagagli e acquisti ed eccomi qui a scrivere, raccontare in forma più diretta rispetto all’anno scorso, del mio Lucca Comics 2013, animato da quel desiderio di dare voce a quelle impressioni quando sono ancora vivide, quando sono ancora stanco e vorrei solo dormire e dimenticare per certi versi questi giorni stressanti, faticosi, culminanti in un mal di testa figlio della consapevolezza “che certe cose non fanno per me“. Meglio scrivere, e raccontare questa che è la mia personalissima esperienza e visione della fiera, quello che ho visto, fatto, notato, constatato e pensato, un sunto di quattro giorni finalmente terminati sembrati interminabili in alcuni momenti e troppo brevi in altri. E al Lucca 2014 non ci voglio ancora pensare.

È iniziato tutto il giovedì mattina, partiti alle quattro io e bila (con un terzo che non nominerò) ci siamo lanciati in quest’avventura che come primo atto ci riservava un lungo viaggio, che sarebbe stato interminabile se non ci fossero state tutte quelle cose di cui parlare, del programma, delle cose da fare e di tutto quello che può venirci in mente lanciandoci nell’esercizio dell’associazione libera. Fatto sta che programma alla mano quest’edizione appariva immediatamente inferiore a quella dell’anno scorso: non perchè ci fosse meno passione da parte degli organizzatori e degli espositori, ma proprio perchè gli appuntamenti con autori (e che autori, ne parleremo dopo) e animatori vari parevano meno interessanti per il sottoscritto. Forse abbiamo pagato l’assenza di un grosso sponsor come l’Ubisoft e Assassin’s Creed (edizione 2012) e ci ritroviamo un bungee jumping… mah. Giovedì arriviamo presto alla fiera, anche il parcheggio non è un problema eccessivo, e sistemata la questione dei biglietti il primo giorno è dedicato ai primi acquisti, prenotazioni varie e passeggiate per viozze e stand di ogni genere, scrutando i primi cosplayer, ma soprattutto studiando la planimetria della fiera. E la prima cosa che si notava era indubbiamente la posizione strategica dello stand Panini, in un altro padiglione lontano dalla sua concorrenza manga ma vicino allo stand della RW/Lion. Sarei rimasto quattro giorni lì solo per vedere l’eterna lotta evolversi fino allo scontro definitivo in cui entrambi gli schieramenti si sarebbero annullati a vicenda. Invece ho preferito evitare quel padiglione esemplare per la sua impraticabilità già il giovedì, anche perchè ci sono voluti 30 minuti per comprare I Fiori del Male (e sentirmi dire che il secondo volume di Bloody Maiden è esaurito… esaurito?!). Il pomeriggio passa abbastanza rapidamente tra cosplay e passeggiate, anche per riprendere confidenza con le varie strade di Lucca, le scorciatoie e i locali che è meglio frequentare nei giorni di ressa, per non dover percorrere il tragitto che collega la Cittadella a San Michele in tre ore. Circa. La passeggiata all’area Games, piena di cose che conosco benissimo ma non m’interessano più, è stata veloce ma completa (dicono che c’era la presentazione di uno scritto della Troisi, e l’howardiano in me è morto un altro po’). La sera si conclude con il concerto (metà a dire il vero) del gruppo musicale Final Fantasy Italian Project che mi hanno regalato alcuni bei momenti iniziando da Bombing Mission di Final Fantasy 7 e continuando con alcuni pezzi di questo capitolo della saga che conosco a memoria, ma One Winged Angel era a mio avviso da evitare, essendo impossibile da rendere senza portarsi dietro una trentina di archi. Stanchi anche per il viaggio ci ritiriamo quindi nei nostri alloggi.

Purtroppo già dal primo giorno si presentano alcune difficoltà, e il primo è legato alle telecomunicazioni: non funzionava niente a causa della mole di persone presenti. Inoltre, i servizi di wi-fi offerti durante la fiera (come quello di DevilItalia nell’Area Palco) sebbene comodi in alcuni momenti non erano funzionali poichè sovraccaricati. Già questo ha visto fallire miseramente la mia idea di organizzare una “caccia a Regola” dando indicazioni sulla pagina di Facebook dal secondo giorno. Altro problema, che probabilmente avrete notato, essendo io una persona che odia le foto, i fotografi, fotografare e le persone fotogeniche la mia capacità di usare un obiettivo per immortalare i cosplay più belli che incontro è pressochè nulla; inoltre, l’idea stessa di fare foto non mi passa per la testa, devo sforzarmi, e quindi ho fatto solo una ventina di pessime foto in quattro giorni. L’anno scorso ne ho fatte tre, vedo miglioramenti all’orizzonte. Ma di cosplay ne ho visti tanti. Troppi. Perchè come in tutte le cose ti capita di vedere persone che ne fanno di belli, anche di intelligenti, e ne vedi tanti, ma tanti, che ti fanno riflettere sulla natura del genere umano e della necessità di intervenire sul singolo individuo in taluni casi. Ma Machete vuole bene a tutti.

E arriva quindi il secondo giorno, molte persone mosse dal ponte di Ognissanti hanno deciso di radunarsi a Lucca, soprattutto perchè negli ultimi anni comincia a radunarsi sempre più un pubblico che non è appassionato nè di fumetti, nè di videogiochi, nè di cosplay, nè di gioco di ruolo dal vivo… le famiglie, i ragazzi che vogliono stare in mezzo alla gente, arrivano e tolgono lo spazio a quelli che loro chiamano nerd… ma bisognerebbe ricordare a queste persone che i veri nerd non si vedono in giro. Se escono di casa non sono Veri Nerd.

Famiglie, passeggini, fotografi si ammassano per le strade che cominciano a diventare impraticabili, ma già dal venerdì il mio piano è in atto: le conferenze, fornite spesso di poltrone o sedie non interessano quasi mai a nessuno. Per questo mi sono mosso in direzione dell’area Showcase, assistendo a metà della conferenza di Miguel Angel Martin, che presentava Brian the Brain, autore di fumetti spagnolo famoso per lasciarsi prendere la mano quando si tratta di affrontare tematiche erotiche o legate al mondo delle parafilie (suo il fumetto Psychopatia Sexualis noto ai sessuologi) che consiglio a quelli che vogliono leggere di temi complessi, che necessitano di una stabilità e maturità non indifferenti. Ma il venerdì pomeriggio è il turno dello Showcase di Miki Yoshikawa, autrice di Yankee-kun&Megane-chan e Yamata-kun e le Sette Streghe, che da questo incontro e altri momenti nei giorni successivi sono riuscito a identificare come una figura professionale che mi sento di rispettare e ammirare, per il suo spirito intraprendente riscontrabile anche nel suo lavoro. Un’autrice che è stata la prima giapponese in assoluto ad esibirsi all’estero in una chiesa del 1300 (la Chiesa dei Servi) e a lavorare, invece che su uno schizzo inchiostrato in poco meno di mezz’ora, su una tavola del suo manga che ancora deve essere pubblicata (uscirà a metà novembre su Weekly Shonen Magazine), mostrando tutti i passi dallo storyboard all’inchiostratura spiegando anche come procedere con l’impaginazione… tutto tranne il lettering che spesso è compito di persone specializzate nella casa editrice (oramai il lettering è tutto digitale). Autrice poi famosa per essere stata l’allieva di Hiro Mashima (ed è risaputo che io odio il suo lavoro, e non mi convince neppure come figura professionale) si è conquistata la mia stima sia per i suoi gusti personali in fatto di manga, preferisce leggere storie cruenti e crudele (“zankoku”, arrivato al mio orecchio mi ha permesso di anticipare anche l’interprete), mentre come shonen sembra essere interessata soprattutto a Naruto. Qui l’interprete non ha tradotto quest’affermazione (sia perchè Naruto è un manga di un’altra casa editrice sia in Giappone che in Italia) ma quel titolo si è sentito in modo molto distinto. In pratica… sono contento di leggere i suoi manga e di avere fatto mezz’ora di fila per il suo autografo.

Acquisti parte prima.

Dopo via con una breve volata con Kirisuto in cosplay al Japan Palace, dove non ho comprato niente per la fila da fare sia all’ingresso che all’interno (avrei potuto evitare la coda entrando dall’uscita forte del mio pass, ma ero con dei comuni mortali). Qualche foto alle action figures (non sono un collezionista di questo materiale e difficilmente comprerei a Lucca per i prezzi che tendono a proporre… anche perchè preferisco investire in albi) giusto per far vedere di esserci stati e poi in giro di nuovo, questa volta per le mura stracolme di gente. Non c’era prato o muretto che non fosse occupato, addirittura la biglietteria ha interrotto le attività intorno alle sette di sera. Non credo di aver mai visto fila alla biglietteria di sera. Fatto sta che il clima è stato veramente magnanimo nei primi due giorni, anzi, per certi versi in alcuni momenti ho patito il caldo. Il venerdì si è concluso poi nel migliore dei modi…

Al cinema Astra quella sera davano Machete Kills, e con Rorschach e un altro amico siamo riusciti a prendere posto e vedere il film di Rodriguez, anticipato da sette minuti di Capitan Harlock, il film in Computer Grafica che esordirà nelle sale italiane l’1 Gennaio 2014. Spendiamo qualche parola su Harlock: aldilà del solo fatto che la pellicola vale per la qualità tecnica con cui pare essere realizzata, il film ha tutte le carte in Regola per essere trascinante, emozionante ed epico aldilà di ogni possibile modifica che è stata portata alla trama originale per far quadrare tutto in un paio di ore. Harlock è lì, parla forse un pò troppo, ma tutto il suo fascino e il suo carisma sono presenti, seguirò senza indugio il mio capitano in qualunque avventura.. e poi, come si dice, i pirati rendono tutto più bello (infatti Avanti Tutta Coco è un manga spettacolare). Ma Machete dicevo.. quel film è troppo. Troppo nel senso che nelle sue quasi due ore di durate le scene che chiaramente parodiano il genere del trash movie hanno spontaneamente suscitato una scomposta ilarità nella stragrande maggioranza del pubblico (solo inorridito qualche femminino) che si lanciava continuamente in applausi e ovazioni per quello che è un sequel riuscitissimo nella sua semplicità: un film che deve essere stato indubbiamente divertentissimo da realizzare, e una vera e propria sorpresa per il sottoscritto che non si divertiva così al cinema dai tempi di… da talmente tanto tempo che non me lo ricordo (il terzo Riddick mi è piaciuto, ma non a questi livelli). Come dire, Machete capita.

E poi arriva il sabato e la maledetta, stramaledetta e indesiderata pioggia. Che sottolinea il mio primo, pesantissimo, momento di disagio nel corso della fiera, perchè il sabato si presenta come una giornata dura quanto il venerdì, e forse con più persone perchè la maggior parte degli eventi principali sono proprio in questo giorno. Credo che le due ore e oltre per trovare parcheggio abbiano pesantemente turbato l’umore mio e di bila, ma la gente che ovunque popolava e rendeva inabitabile Lucca, arrivata per divertirsi, urtava pesantemente il mio sistema nervoso sul punto di un crollo psicotico causato da dolori muscolari, pessimo sonno, pessimo cibo e l’invasione dei miei spazi liminali (o AT Field se volete un termine più nerd). Avrei ucciso chiunque potesse darmi un pretesto, e credo si vedesse: la crisi si è protratta fino all’incontro di sabato in cui noi delllo staff ci siamo finalmente radunati tutti e abbiamo chiaccherato del più e del meno (eravamo io, bila, Ciampax, Kirisuto, Rorschach). E la cosa bella è che se ho maltrattato qualcuno nel corso del mio momento sociopatico, non provo alcun senso di colpa. L’unica soluzione, a un certo punto è stata isolarsi dal mondo tramite cuffie e musica, e God Only Knows – Secret of the Goddess è stata la canzone più ascoltata dal sottoscritto in questi momenti finali (ma perchè dura 13 minuti). Per fortuna la seconda parte della giornata, è andata decisamente meglio anche perchè recuperare l’autografo di Miki Yoshikawa è stato meno faticoso del previsto (solo mezz’ora di fila) e sono riuscito ad arrivare in tempo alla proiezione di Wolf Children, che avevo già visto, ma che sapevo sarebbe piaciuto ad alcune persone e ci tenevo ad accompagnarle: certo, il film esce nei cinema il 13 Novembre, ma visto che era presentato in anteprima avrebbero potuto anche proiettarlo in italiano invece che in giapponese con i sottotitoli… soprattutto perchè volevo farmi un’idea del lavoro di adattamento fatto dalla Dynit.

Successivamente, in barba ai tempi stretti ci siamo lanciati verso la Camera di Commercio dove Tito Faraci (non devo presentarvi Tito Faraci, vero?) teneva una conferenza sul suo nuovo romanzo, Death Metal, in cui avrebbe ripercorso insieme alla presentazione di questa sua opera anche la sua passione per la musica metal. Un romanzo, il suo, che presenta uno spaccato crudo e anche nostalgico di una delle scene musicali più underground nel nostro paese, poichè la musica “cattiva” non è mai stata accolta con grande entusiasmo nonostante da trent’anni a questa parte nei testi, nelle filosofie di vita, nei soggetti che hanno lavorato al genere, siano state prodotti album validissimi e molto più profondi di qualunque lavoro [inserire genere musicale non apprezzato]. La musica è tutta bella, quando è fatta con la testa, ed è una componente fondamentale della mia giornata, quindi con gli anni essendomi fatto una certa cultura sono riuscito ad apprezzare sia le battute, sia i titoli citati da Faraci perchè, sebbene non abbiamo gusti molti simili conoscevo quello di cui parlava… laddove Faraci citava Slayer, Carcass e Celtic Frost (una delle band storicamente più importanti per il metal) io continuo ad ascoltare Dark Tranquillity e In Flames e Insomnium (per quanto riguarda il Death). Comprerò Death Metal di Faraci, perchè riuscito a conquistare un mio parere positivo, oltre che la mia curiosità per una delle mie tante passioni che spesso non emerge nel mio lavoro di blogger. Lasciato Faraci arriva il momento di decidere, Thor o Gem Boy con Cristina d’Avena?

Acquisti parte seconda.

Siccome non sono un appassionato di Thor il Gallico.. mh? Ah no, è Disney, giusto la scelta è stata ovvia, anche perchè metti che mi passa lo sfizio di andare a vedere sto’ film di cui tutti parlano bene (riporto quanto mi è stato detto) uscirà comunque a breve nei cinema, mentre il concerto per il trentennale della carriera di Cristina d’Avena è una volta sola nella vita. E con un’Area Palco ghermita, piena di gente che si stava divertendo, cantando insieme agli artisti sul palco quelle canzoni che tutti conosciamo benissimo credo di aver vissuto il momento più bello di questo Lucca 2013. Trascinante per le battute di Carletto (E quà si mangia Johnny, Le CentoMila e KenShiro, Baciami Luciana, Il mistero della pietra azzurra… e tante altre) e per la regressione che tutto il pubblico ha vissuto, un tornare bambini e un cantare che ha riportato tutti a quando tante cose avevano un fascino e una magia meravigliosa. E poi tutti a dormire.

Una tavola esposta al Japan Palace.

Domenica è stato il giorno delle conferenze stampa delle case editrici, J-Pop/GP Manga e Star Comics, in una Lucca che si era già calmata, spenta, in cui la gente c’era ma niente in confronto al bagno di folla del venerdì e del sabato. Una giornata in cui darsi anche al turismo e agli ultimi acquisti, visitando questa bellissima città che ogni anno ospita per quattro giorni milioni di persone mosse dalla curiosità, o dalla voglia di un fine settimana diverso ma che in qualche modo sembrano venire come spettatori di una fiera, senza mischiarsi, senza volere conoscere e capire cosa sono fumetti, videogiochi, telefilm, cinecomics e quant’altro possa venire in mente. No, non si mischiano e guardano con l’occhio di chi pensa “io e mio figlio nel passeggino mai, solo a Carnevale“, alcuni sorprendentemente scoprono l’esistenza di questa fiera per caso o per sbaglio, come se fosse una delle manifestazioni più anonime degli ultimi venti anni. Ed è per questo che la domenica è stato un bellissimo giorno, sia per gli annunci interessantissimi che arrivano dalla Star Comics (ne volte due caldi caldi? Ristampa di Yu Yu Hakusho e TerraforMars in Italia per il 2014; ho chiesto e hanno chiaramente lasciato intendere che non avrò mai fra le mani Captain Alice di Yuzo Takada, ma pazienza…) e per la passione mostrata dalla casa editrice J-Pop/GP e di portare in Italia manga che siano belli, interessanti, che meritano di essere noti al pubblico. Una conferenza quella J-Pop/GP veramente bella, anche per la partecipazione di Kengo Hanazawa, autore di I am a hero, ospite a questo Lucca, che ci ha tenuto a ringraziare personalmente per l’ospitalità e il calore con cui è stato accolto nel nostro paese. Penso di essere stato fiero di essere italiano (cosa ardua di questi tempi) e di leggere/comprare tanti manga di queste due case editrici.

Conferenza Star Comics.

E la Panini? Non riuscirò mai a capire pienamente questa casa editrice, non ci riesco dai tempi di Marvel Manga (cosa che solo i vecchi come me possono capire) ma quest’anno ancor di meno per la loro scelta di portare Inio Asano (Solanin e Buonanotte Pun Pun), autore complesso, non adatto al grande pubblico sebbene produca opere studiate e pregne di significato. Non ne azzeccano una: l’anno scorso portarono un autore inadatto al contatto col pubblico (Takeshi Obata) e quest’anno uno che il pubblico non lo conosce neppure. Come se non bastasse, per qualche misteriosa ragione hanno portato solamente i primi sei dei nove volumi pubblicati de L’attacco dei Giganti… non voglio esprimermi, neppure sul fatto che pare questo manga sia andato quasi esaurito (e di copie ne hanno portate tantissime). Poi c’era Ortolani, come ogni anno, ma degli italiani preferisco ve ne parli bila… sebbene incrociavo Davide La Rosa almeno ogni due ore… La Rosa presente alla conferenza Star Comics che non ha mancato di stupire e divertire il pubblico. Andare a questi incontri è sempre interessante, perchè ti mette in contatto con quelle persone che fanno un lavoro fondamentale per gli appassionati di manga e fumetto come il sottoscritto, d’altronde: senza Star Comics io non avrei letto in italiano neppure la metà dei miei manga preferiti. E poi io, questo lavoro fatto di contatto con il pubblico moderno, non lo farei mai; quindi cresce di anno in anno la stima per queste persone.

Conferenza J-Pop/GP Manga/Edizioni BD.

In conclusione, un Lucca bello ma con le sue contraddizioni e i suoi punti di forza ancor più esasperati dal fatto che la fiera si è indubbiamente allargata: sia come metri quadrati occupati, sia come biglietti venduti, sia dal sempre crescente numero di curiosi che vengono ogni anno (mamme, capisco che far prendere aria ai vostri bambini sia importante, ma girare col passeggino negli stand stracolmi di gente non è il massimo). I cosplayer erano tantissimi, non sono andato alla premiazione del contest ufficiale quindi non ho visto professionisti all’opera; il migliore tra tutti quello che ho visto andando in giro è stata una Kushina probabilmente non realizzata nel migliore dei modi, ma che mi ha colpito per i tratti della cosplayer che erano naturalmente adatti a quel personaggio. Ovviamente non ho una foto; come non ho foto delle decine di cosplay di Akatsuki e dei personaggi di Bleach, che nella maggior parte dei casi sono tra i più presentati perchè facili da fare, poco dispendiosi come Law o Bartholomew Orso (un pigiama non è un vanto, dannazione). Tanti Soul Eater come sempre, tanti che hanno portato Harry Potter perchè bacchetta e mantello “son per sempre“, Shingeki in buona quantità, mi aspettavo più Cavalieri dello Zodiaco ma ho visto un’armatura di Sagitter ben realizzata. Goku in tante forme, una veramente interessante col vestito strappato e sangue finto a simulare le ferite, ma tante persone che per pigrizia o impossibilità di fare altrimenti si presentano con abiti colorati con tinte… sbagliate. Complimenti ai Rufy e Ace (assurdo come molte ragazze portino cosplay di Ace) che nonostante il freddo giravano praticamente scoperti, un bel Usop visto la domenica pomeriggio, il cui naso pareva vero… e poi tanti, ma tanti, troppi Doctah, da farti pentire di aver visto quella serie, da farti urlare contro la mandria di ragazzini che conoscono solo Ten e Eleven perchè nessuno che azzarda e porta Nine; ma grazie al cielo ho visto sventolare la sciarpa di un Four. Star Wars a non finire, una Darth Vader femminile in giro per la cittadella a cui avrei consigliato di procurarsi una scorta, e poi tante bestie strane e sconvolgenti di quella saga, mostriciattoli di altre serie, qualcuno che decide di rischiare e tenta un Walter White di Breaking Bad. Batman armaturati e Catwoman ovunque, anche i Marvel non scherzavano soprattutto perchè i cosplayer di Thor avevano la priorità all’ingresso per il film il sabato (trasmesso tre volte), ma aldilà dell’overrated Wolverine, ho visto degli Spider-man veramente ben realizzati; Marvel e DC belli ovunque, che apprezzo sempre anche io quando si presentano con le tutine colorate che andavano di moda nello scorso millennio… ma che come gli “orrori manga” non mancano anche questi di suscitare nell’osservatore il desiderio di chiedere motivazioni…. e poi tanti altri, ma non li ricordo perchè sono vecchio, egocentrico e bisbetico. Ma la scena indubbiamente più esilarante fu allo stand Panini, quando una signora chiese l’ultimo volume uscito di One Piece.

Figo quel Crocodile.

P.S.: numero mutandine viste pari a 11.

P.P.S.: perdonate eventuali errori nella sintassi, ma il mio tempo a disposizione è ridotto da tanti, tanti impegni.

 

Commenti (2)

  1. Premesso che io ci sono andato solo di gioved, quindi nel giorno in cui c’era meno gente, io l’ho trovata davvero una bella fiera. Non mi definisco un fanatico dei fumetti, (se lo fossi, avrei ribaltato per aria tutti i botteghini in cui non ho trovato degli Sturmtruppen), n di videogiochi n quant’altro, quindi io non vedo dove sia il problema se anche le famiglie decidono di venire alla fiera. L’errore pi grande sarebbe appunto ghettizzarla. In questo modo si fa capire alla gente che le persone che seguono fumetti e manga sono persone “normali”, (noi lo sapevamo gi, ma loro no), dato che in questo paese si hanno ancora dei pregiudizi verso gli appassionati del settore. Contento che la fiera si stia allargando, e contento che la gente sia contenta di aver trovato finalmente un luogo dove, per dire, non vieni considerato un mostro se anche solo ti metti un cappello in testa. Per quel che riguarda i cosplay scadenti, io penso che sia lo stesso discorso per coloro che prendono i fumetti: puoi essere malgiudicato se non ti vesti uguale al tuo personaggio preferito? :mah: Per il resto, contento di esserci andato, di essermi divertito girandovi solo per 3 ore, con delle persone simpatiche e soprattutto civili, (trovate voi un posto che raduna 200000 mila persone senza che queste causino degli incidenti).

  2. Mai sentito la sirena dell’ambulanza tante volte come i quei giorni XD

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