J-Pop e GP Manga: Le novità da Lucca Comics & Games 2013

di Ciampax Commenta

Il ritorno dalla fiera di Lucca è sempre carico di una marea infinita di fattori: c’è la stanchezza, la felicità di aver acquistato fumetti e gadget, la gioia per aver partecipato a questo o quell’altro evento, l’amarezza perché è finita la fiera e si ritorna nella “fiera” della quotidianità! E quest’anno, per il sottoscritto, c’è stato anche il piacere di presenziare alla conferenza della J-Pop/GP Manga/Edizioni BD, durante la quale sono state annunciate le novità per il prossimo anno, tra le quali alcuni prodotti davvero notevoli (a mio parere). Per cui bando alle ciance, e passiamo a visionare i titoli presentati da Jacopo Costa Buranelli, il “Grande Capo” della J-Pop!

Sebbene i titoli GP Manga siano solo due, risultano indubbiamente interessanti. Si parte, da Gennaio 2014, dalla nuova opera del Kishimoto meno “famoso” (ma non per questo meno bravo): dopo 666 Satan, edito da J-Pop, e Blazer Drive, edito da GP, ecco arrivare “Crimson Wolf” (Kurenai no Okami to Ashikase no Hitsuji) pubblicato in patria da Kodansha. La storia ruota attorno all’idea che nel cuore di ogni uomo alberghi un “lupo” fatto dei pensieri e sentimenti più reconditi, il quale si trincera dietro l’aspetto della “pecora” che ognuno di noi mostra: il giovane Youchi dovrà fare i conti con questa duplice natura dell’animo umano quando incontrerà Ayame, giovane ragazza priva della maschera da pecora, in grado di estrarre il lupo dall’animo del giovane, al quale chiederà di divenire la parte “remissiva” che lei non riesce a manifestare.

A maggio parte un titolo sicuramente atteso da molti, visto il successo dell’anime omonimo: “Sankarea“, storia dell’impossibile (o forse no?) amore tra il sedicenne (e nerdissimo, se me lo permettete) Chiharu e la bella ma, ahi-noi, morta-vivente Rea (il cui nome completo è Sanka Rea e dà il titolo all’opera). A metà tra il classico shonen con tematiche vagamente horror e uno shojo di quelli in cui il romanticismo viene abilmente miscelato all’azione, questo manga, edito anch’esso da Kodansha in patria, risulta molto godibile e, dal mio punto di vista, molto più godibile della versione “americana” della storia (non che siano rifacimenti, solo l’idea di base è simile) narrata nel libro/film “Warm Bodies”.

Se la GP si appresta a sfornare due nuovi shonen, la J-Pop decide di puntare decisamente al seinen, visto che le opere presentate, anche quelle per un pubblico più giovane, sono indubbiamente caratterizzate da una narrazione più matura, e da tematiche che in certi casi stanno a metà tra il classico shonen  e le opere seinen, appunto. Si comincia con “Historie” (ancora un’opera Kodansha!), opera prima di Hitoshi Iwaaki in cui vengono narrate le vicende del giovane Eumenes, destinato a divenire il più stretto collaboratore di Alessandro il Grande. Un manga che ha conquistato tanti e tali premi da meritare sicuramente un posto nella vostra libreria.

Sempre tratto da un anime, arriverà “Ano Hana” (che probabilmente già conoscete), storia di un gruppo di ragazzi che, persisi di vista ai tempi delle scuole elementari, si ritrovano da adolescenti, non senza l’aiuto di uno di loro, Jinta, il quale, dopo essere entrato in contatto con il fantasma di Meiko “Menmo” Honma, decide di fare in modo di riunire i vecchi amici, che si erano separati proprio a causa della morte di Menmo. Una storia dolce e leggera, sull’amicizia, l’amore e le promesse, che a mio parere segue perfettamente lo stile di opere come “Angel Beats” o “Clannad”, ma che al suo interno tratta la tematica della crescita degli adolescenti (e del modo in cui cambiano) in modo maturo e non tipicamente shonen, se me lo concedete.

Sulla scia del successo di “The Climber” di Jiro Nitta arriverà poi “Innocent“: l’autore ci racconterà, seguendo lo stesso stile “realistico” e adulto (e disegnato in maniera magistrale), le vicende di un personaggio alquanto particolare e curioso, Charles-Henri Sanson, il più celebre e famoso boia di Parigi nella Francia della Rivoluzione, appartenente ad una lunga dinastia di carnefici e, a quanto pare dalle cronache storiche, responsabile delle esecuzioni di Luigi XVI e di Robespierre (per par-condicio). Un manga che si preannuncia complesso e carico di tensione, così come l’opera precedente del mangaka, e che sicuramente riscuoterà successo per la tematica particolare di cui tratta.

Chiudono la carrellata due “progetti” (se così possiamo definirli) in cui la J-Pop intende investire molto, in quanto, oltre ai titoli presentati a Lucca, ce ne saranno altri in un prossimo futuro che porteranno avanti l’iniziativa. Si parte dalla pubblicazione di due opere che appartengono alla “Vecchia Scuola” dei manga e che, sebbene siano titoli datati, sicuramente conservano ancora il loro fascino. In contemporanea (si spera) con il remake del regista Spike Lee, ecco arrivare “Old Boy” storia di Goto, ex carcerato per 10 anni che, una volta uscito di prigione, vuole finalmente scoprire (e vendicarsi) di coloro i quali lo hanno fatto finire in prigione, in una parabola discendente fatta di violenza e uccisioni.

Sempre per la serie “Vecchia Scuola” arriva in fumetteria “Lady Snowblood“, opera di Kazuo Koike e Kazuo Kamimura incentrate sulle vicende di una bella e spietata “donna assassina” della Yakuza, vicenda alla quale Quentin Tarantino si è fortemente ispirato per creare il personaggio di O-ren Iishi, la bella lady della Yakuza, appunto, interpretata da Lucy Liu, che raggiunge le più alte vette dell’organizzazione criminale al solo scopo di compiere la sua vendetta e giustiziare coloro i quali si sono resi colpevoli della morte dei genitori anni primi: un manga che, con Old Boy, qualsiasi fan delle storie “pulp” dovrebbe possedere.

Il secondo progetto, che chiude la carrellata delle opere presentate a Lucca dalla J-Pop, riguarda sempre la Vecchia scuola del manga, ma in particolare si concentra su un autore che, diciamocelo, se non ci fosse stato, sarebbe stato necessario inventarlo: Go Nagai! Con la “Go Nagai Collection” la casa editrice con la J riporterà in auge tutte le opere (speriamo!) del maestro, non solo ripubblicando (come già sta avvenendo) i titoli proposti dalla defunta D/book ma anche presentando titoli moderni, ispirati o ideati dallo stesso Nagai, e realizzati da altri autori. Accanto alla “Divina Commedia” e a “Amon“, già editi da D/book in passato, è stato annunciato infatti “Shin Mazinger Zero“, remake (riveduto e corretto) delle celebri gesta del più famoso robot costruito in Lega Z e pilotato dal giovane Koji Kabuto, a opera del duo Tabata/Yogo (gli stessi di Akumestu e Wolf Guy), che preannuncia l’arrivo, in italia, di una sfilza di nuove opere ispirate ai manga di Nagai.

Bene a questo punto ho terminato e… scusate… come dici Jacopo? ….ah sì, me ne stavo dimenticando! Jacopo Costa Buranelli mi stava ricordando che c’è un altro progetto, che sicuramente i lettori italiani apprezzeranno, e che partirà a breve. Sulla scia delle pubblicazioni degli ultimi anni relative a manga ispirati a videogames (i vari Zelda, tanto per citarne uno!) la J-Pop si è detta: “Potevamo non pubblicare le storie relative al videogames più diffuso e noto nel mondo”? E qui molti di voi diranno “Final Fantasy?”, e io invece vi rispondo: “No, quasi…. Pokemon!”. Con i 13 volumi (serie conclusa) di “Pokemon – Black & White” la J-Pop porta in italia, per la prima volta, le avventure cartacee dei mostriciattoli più famosi del mondo videoludico, permettendoci così di assistere agli scontri tra i vari “allenatori” ispirandosi alla serie (almeno da quanto mi dicono gli esperti) più bella dei videogiochi, la “Nero & Bianco”, appunto. E se quest’ultimo non è un motivo per “collezionare tutti” i manga della J-Pop, allora non so che altro dirvi. Io, per quanto mi riguarda, inizio a mettere da parte i soldi!

 

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>