Free! la conclusione, il commento

di Regola 3

 

Nelle scarse trentasei ore che hanno preceduto la stesura di questo ultimo commento sono state diverse le bozze cestinate, perchè non avevo la più pallida idea di come approcciarmi alla recensione conclusiva. In verità non è stato tanto un problema di cosa dire, ma di come e perchè, per fortuna ho dalla mia parte quella premessa ben sottolineata tre mesi fa, che in questi commenti avrei scritto quello che veramente pensavo. Purtroppo, in queste lunghe trentasei ore, sono stato più volte tentato di pubblicare l’immagine di un enorme foglio bianco e sottolineare il fatto che, soprattutto con questo titolo, qualunque cosa scriverò sarà inutile e/o fraintesa: e vi assicuro che, per noi che siamo a questo lato della barricata, che ci sforziamo di essere concreti, interessanti e coinvolgenti, sentirsi in risposta ignorati e usati per confermare o confutare tesi in base alla propria convenienza, è orribile. Perchè tanto con “tana liberi tutti” si rischia solo di impattare in tre commenti che fanno cadere le braccia al recensore dotato di buone intenzioni:

  1. “Gaaaaaaaaaaaaaaaaaaaay”

  2. “Voglio solo Boy’s Love, il resto non m’interessa”

  3. “Non m’interessa” (che va letto come il diniego tipico del bigotto che vede come peccato mortale il solo pensare di provare a leggere/vedere qualcosa di nuovo)

E sinceramente, dato che oramai si respira questo tipo di reazione (con le sue connesse variazioni) un pò ovunque, fin troppo spesso mi sento come Rocky sul punto di gettare la spugna per salvare Apollo da Ivan Drago… ma in questo caso da salvaguardare è la mia pazienza. Sarà per questo che non mi sono mai mischiato troppo alla fandom, neppure quando ne facevo parte. Però io ho un difetto fatale, mi piace mantenere le promesse, e quindi, sebbene sia stato tentato di mandare tutto alla malora e pubblicare quel “foglio bianco” sottotitolato con un “leggeteci quello che vi fa comodo“, mi sento costretto a darvi quest’ultima recensione. E al diavolo se non piace a nessuno.

Fino all’undicesimo episodio, se qualcuno mi avesse chiesto, sperando in un giudizio carico di professionalità e serietà, se valeva la pena vedere Free!, avrei risposto che “se ti piacciono gli anime sportivi, e non ti infastidiscono alcuni elementi di relazioni omosessuali che possono essere intuiti ma non sono dominanti, allora potrebbe interessarti; inoltre, la serie ha molti momenti umoristici spesso fine a se stessi, e ci sono dei personaggi veramente interessanti“. Dopo il dodicesimo episodio il mio commento è diventato un semplice “non ne vale la pena“. Il finale è nello stesso tempo il più grande insulto all’intelligenza degli appassionati di anime e la somma di tutti gli elementi tipici dei vari generi che si fondono e armonizzano in Free!, costruito come una buffonata confezionata con le migliori tecniche, che non apparirà come tale poichè il suo pubblico è talmente preso dai dettagli che ha perso di vista l’immagine nella sua completa complessità. Davvero, in vent’anni mai ho visto un finale così ridicolo e infantile, una parodia di ciò che è più noto spesso come harem ending, il finale in cui tutti sono felici. Il primo che pensa a perversi costumi sessuali all’espressione harem ending farebbe bene, come cerco da sempre di spiegare, a revisionare il modo in cui guarda le cose (dopotutto, ogni persona nota principalmente le cose che conosce meglio); il finale in cui tutti sono felici, in cui tutti sorridono e corrono verso il tramonto, mano nella mano… Ci sono cose che non dipendono dal genere, ma da un modo di raccontare; in barba a tutte quelle che potevano essere le buone intenzioni di fondo il finale mi ha lasciato con un groppo in gola di quelli facili da ignorare, ma pesanti quando gli viene data attenzione. Questo perchè, dopo dodici episodi la morale di Free! è: non importa cosa è successo nel passato gli amici si perdoneranno tutto e ricominceranno a sorridere liberi mettendo all’angolo, come una ruota di scorta, la persona che realmente ha reso tutto possibile. Uno degli aspetti dell’eroismo è quello di “creare” un mondo, o una situazione, in cui l’eroe non potrà prendere parte, perchè la prima caratteristica dell’eroe è la solitudine. Quindi vince Rin, salvato dai suoi amici che gli perdonano tutte le sue marmocchiate grazie all’intervento di Rei, che deve pagare di persona perchè il trio delle meraviglie ha i feromoni a mille. Che bel finale, che amarezza. Ma parliamo dei personaggi, è meglio.

Haruka voto 8

In fondo il protagonista della serie non è un personaggio così brutto, soffre in alcuni momenti della serie di eccessiva passività: a volte dovrebbe agire invece di deprimersi, ma per fortuna, anche data la durata della serie, i suoi ritiri nella posizione fetale non sono tanto lunghi. Il voto positivo è dovuto anche al fatto che, nonostante gli svariati tentennamenti che mostra Haruka è presente nei momenti di necessità, prima con Makoto, poi con Rei e infine si fa quasi prendere a pugni da Rin nella speranza di risollevargli il morale. Uno degli aspetti positivi è che la gag di Haruka il quale si denuda e lancia nella piscina più vicina è abusata nei primi episodi e quasi dimenticata col progredire della serie, aspetto che faceva ben sperare facendo in modo che Free! si ponesse in modo maturo nei confronti dei fanservices, evitando di usarli per riempire i vuoti causati da eventuali mancanze di idee. Il problema è che, oltre al fatto che gli piacciono l’acqua e i suoi amici, di Haruka non scopriamo praticamente niente.

Rin voto 8

Vorrei che si chiarisse un fraintendimento: bei personaggi esistono anche in brutte storie. Il fatto che lo sceneggiatore abbia optato per quel genere di finale, e che Rin sia il personaggio da biasimare per circa dieci episodi su dodici (i due dove si scopre qualcosa del suo passato sono episodi che cercano di giustificarlo, senza troppo successo), non vuol dire che sia stato caratterizzato male. Il personaggio è lineare con la sua immaturità, la sua tendenza all’ira e a mal tollerare stress e confusione, e nella sua posizione di contrasto a quella del club di nuoto dell’Iwatobi è funzionale alla storia molto più dei suoi tre amici d’infanzia. Ci sono momenti in cui Rin si atteggia a grand’uomo che ha superato gli infantilismi dello stile libero e dell’amicizia che rende sempre vincenti, ma col passare dei minuti appare più chiaro come si sia proibito da solo di godere degli aspetti “sociali” della sua passione. D’altronde, non si è mai isolati veramente dagli altri, c’è sempre qualcuno disposto a tendere la mano in segno di amicizia, e il fallimento “sociale” di Rin in Australia è legato soprattutto alla sottovalutazione che ha dato ai fattori emotivi nelle competizioni agonistiche.

Makoto voto 6

Makoto si trova in una posizione strana, fa parte del gruppo dei personaggi di contorno alla vicenda eppure alcuni elementi della sua infanzia vengono lasciati intendere o raccontati. Da un lato abbiamo il trauma avuto in infanzia, che però serve solo come anticipazione di quello vissuto da Rin (quindi si può dire che il momento di Makoto nella serie non è propriamente suo), dall’altro alcune scene con il team dell’Iwatobi e la sua famiglia ne danno un’idea abbastanza precisa: Makoto è maturo a momenti, eppure è anche il membro più sensibile e fragile del gruppo, proprio in virtù della grande importanza che da ai legami. L’immagine che per me rappresenta Makoto è sempre la stessa: la mano tesa ad Haruka per aiutarlo ad uscire dalla vasca da bagno o dalla piscina, quasi a chiudere il cerchio aperto con la staffetta (Makoto apre con lo stile dorso e Haruka chiude con lo stile libero). Il problema è che a un certo punto il personaggio si eclissa, lascia giustamente spazio agli altri e i loro problemi, ma finisce troppo spesso per sembrarmi carta da parati. Makoto è un personaggio che meritava indubbiamente di più, e non è che non ci fossero i tempi, visto che la vicenda rimane per diversi episodi inutilmente ferma sulla diatriba Haruka-Rin senza che ci siano effettivamente progressi di alcun tipo fino all’intervento di un elemento “esterno“…

Hazuki nessun voto

Le scimmie con piatti non sono dei personaggi, e si meritano un commento utile quanto loro.

Rei voto 10

Rei è il personaggio che vorrei in ogni anime. Il club di nuoto dell’Iwatobi lo recluta inizialmente senza preoccuparsi troppo di quelle che sono le sue reali intenzioni, ma poco a poco questo personaggio si conquista prima un posto nel gruppo di amici, e poi negli spettatori. Perchè credo di aver visto veramente pochi interventi così completi in un anime: ha dei momenti comici bellissimi, entra in relazione con tutti i personaggi e diventa lentamente centrale nella vicenda, destinato a rappresentare il vero elemento insostituibilmente senza prezzo di tutta la storia. Rei si rivolge ai due marmocchi Haruka&Rin, fermi alla fase in cui si vorrebbe farla ma si fissa impauriti il vasetto, e gli da una decisa spinta a prendere una decisione e affrontare le loro responsabilità. Per questo motivo ritengo che Rei non meritasse di sentirsi dire “voglio nuotare con Rin“. Questo è quanto vale per il club di nuoto dell’Iwatobi il quattr’occhi, eppure lui resta, si sacrifica e nessuno che ha gli attributi di riconoscere che meritava quel posto nella staffetta miliardi di volte più dello squalo.

Gou, Ama-chan e Sasabe voto 8

Questi tre non sono personaggi principali, ma come comprimari fanno veramente una bella figura. Parlando seriamente, quando dicevo di volere più spazio per il tocco femminile ironizzavo molto sulla natura stessa della serie: i personaggi complementari devono avere un loro spazio ma non essere invasivi, ed è quello in cui questi rendono perfettamente. Gli spazi dedicati a Gou, che ho scherzosamente chiamato Kou per tutto il tempo (ma perchè alle ragazze non si negano mai queste piccole attenzioni) sono più che sufficienti, al diavolo se non è apparsa nemmeno una volta in costume da bagno! Anche se personalmente mi sarebbe piaciuto, nell’ultimo episodio vederla apparire nella classica Gakuran che non può mancare a nessuna incitatrice femminile del mondo dei manga. Sasabe e la professoressa Amakata invece ci hanno regalato un breve e simpatico siparietto, iniziato e terminato lì, senza andare oltre allusioni e immagini mostrate furtivamente. Menzione a parte per lo schiavetto di Rin, Aiichiro Nitori, che si prende la palma del personaggio più inutile di tutti gli anime estivi (e io li ho visti tutti).

Per concludere ho lasciato il commento sull’aspetto che forse aspettate di più: ci sarà o no una seconda serie? Prima che si parta in quarta urlando di gioia e di felicità, vorrei ricordare innanzitutto cautela perchè quell’immagine alla fine del dodicesimo episodio non vuole dire assolutamente nulla, non è un promessa, è solo un’esca: nella mia vita ho visto decine di schermate di saluti e arrivederci che non hanno portato mai a niente. La possibilità che venga prodotta una seconda serie è sempre legata al successo o meno delle vendite di un prodotto, quindi dei BD/DVD, dei pupazzetti, dei poster, calendari… e penso che sotto questo aspetto si possa stare più o meno tranquilli (dai primi dati di vendita, il primo volume BD di Free! ha venduto circa 16mila copie… il primo di SnK ne ha venduti 44mila, ed è il fenomeno dell’anno). Anche perchè il 2014 della Kyoto Animation appare chiaro e limpido in seguito agli ultimi annunci prendendo proprio in considerazione i loro prodotti del 2013: la seconda serie di Chuunibyou è pianificata per Gennaio, la seconda di Tamako probabilmente uscirà ad Aprile e quindi, è altamente probabile che ci sarà un seconda di Free! a Luglio e una seconda di Kanata no Kyoukai (che ancora deve iniziare) a Ottobre. Quindi, sebbene non resti che attendere l’annuncio ufficiale si può essere animati da un cauto ottimismo, l’unica certezza in data odierna è che il sottoscritto la seconda serie non la vedrà.

 

Commenti (3)

  1. gaaaaaaaaaaaaaaaaaaaayyyyy
    ps non linciarmi scherzo 😯 😆
    ottima recensione sono d’accordo con tutto
    quest’episodio ha sfiorato ed in alcuni casi sprofondato nel ridicolo…soprattutto la parte della staffetta…sono stata tentata pi volte di interrompere la visione e mandarlo a quel paese ma la curiosit di vedere quanto in basso potesse scendere mi ha trattenuto 😆
    non sto dicendo che tutta la serie faccia schifo anzi stata piacevole ma il finale stato proprio deludente 😡

    ps.credo che non esista personaggio pi fastidioso dello schiavetto di rei

  2. Il finale non stato cos male, ma era alquanto prevedibile:la staffetta per stata spettacolare. Vorrei una seconda stagione. Concordo su Makoto: meritava pi spazio. Riguardo a Nagisa, penso che sia servito solo come elemento umoristico.

  3. Concordo su gran parte della recensione anche se, devo essere sincera, una seconda serie io la guarderei pi che volentieri. Riguardo l’ultimo episodio posso solo dire che ho davvero temuto Rei tornasse a fare atletica (so che era un’ipotesi abbastanza irreale ma..) e che gi il fatto che Free! si sia concluso cos come si concluso mi ha fatta tirare un respiro di sollievo. Di per se la struttura dell’ultimo episodio non male, l’idea carina… ma vederla realizzata mi ha fatta storcere il naso (credo di essere allergica al personaggio di Rin!), l’effetto Happy ending oltre ad essere scontato (anche se in linea con l’anime in se) ha un retrogusto ridicolo… ma non in senso positivo.
    “Rei il personaggio che vorrei in ogni anime.” Non mi potresti trovare piu’ d’accordo di cos!
    Nagisa, per, secondo me non fa unicamente da spalla comica ma anche da collante tra i vari membri, aiuta alla strutturazione delle puntate stesse e se devo essere sincera non l’ho trovato affatto male come personaggio. 🙂

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>