Gli Inguardabili – Evangelion the Iron Maiden 2nd

di Regola 2

 

Oggi è un bel giorno, uno di quelli in cui sono felice di essere vivo e poter dire che l’ho fatta, nonostante tutte le difficoltà, gli imprevisti, gli errori di calcolo e quant’altro si è interposto sul mio cammino, che lo spazio de Gli Inguardabili arriva a trattare il suo venticinquesimo titolo. Per me è un traguardo importante, lo scorso novembre non sapevo ancora se sarei arrivato a queste cifre, invece, un pò attirandovi con titoli altisonanti, un pò descrivendovi impiastri dell’animazione ce l’abbiamo fatta. Insieme. Certo, ho sofferto più io che voi, ma nei giorni di festa non si guarda a queste piccolezze, e si gioisce tutti insieme. Per questo oggi ho deciso di parlarvi di Evangelion the Iron Maiden 2nd.

 

 

Taci tu. Io faccio tutte le eccezioni alla regola che voglio, anche solo per il nome che porto. È un manga? E allora, le cose col tempo possono cambiare, e per i compleanni è sempre bello fare qualcosa di diverso. E questo titolo è perfetto, anche perchè giusto qualche settimana riflettevo su una questione abbastanza importante: non sarà troppo facile lamentarci dei prodotti medio-scadenti dell’animazione giapponese, che noi occidentali finiamo per vedere sempre gratuitamente? Nel 99% dei casi noi non spendiamo un euro sul mercato dell’animazione, eppure siamo qui a criticare e abusare del lungo muso dell’insoddisfazione. Non è carino, insomma. Ed ecco perchè questa intera serie manga entra a far parte de Gli Inguardabili (categoria Illeggibile): perchè io l’ho comprata, tutta. E non sono così ipocrita da parlare bene di qualcosa solo perchè gli ho dedicato soldi, oltre che tempo.

 

 

Errori di gioventù: i dodici minivolumi stampati dalla Panini Comics erano stati accuratamente incelofanati, erano solo ventiquattro euro e avevo il disperato bisogno di leggere qualcosa. Soldi buttati certo, ma a lungo termine si sono rivelati essere un investimento imprevisto, questi volumi possono infatti spaventare e tenere sotto controllo un certo tipo di persone, che vi porteranno incosciamente rispetto se passerete le notti leggendogli spezzoni del manga mentre dormono; per non parlare di quando traballa il tavolino… tutte cose vere, io le ho provate davvero. Come fumetto, invece, lo faccio rientrare da anni nella categoria della “carta igienica illustrata“. Ora è lì, che giace nella mia collezione tra i volumi di Psyren e quelli di Short Program, a eterno monito: pensa prima di agire. Le uniche tavole decenti sono quelle delle post-fazioni dell’autore, Fumino Hayashi, in cui ci racconta le peripezie del suo gatto, che odia lui, i suoi retini e il suo lavoro: benedetta bestiola. Il soggetto poi è tratto dalla visual novel di Evangelion, Girlfriend of Steel, (e secondo me alla Panini hanno fatto confusione coi titoli; in Giappone il manga viene anche sottotitolato Angelic Days, a volte) rimaneggiata per motivi di spazio dall’autore. Ma il vero potenziale dinamitardo di questo titolo, a mio avviso, consiste nel minacciare di rivelare all’appassionato medio di Evangelion la vera natura di questo anime, lasciate che vi spieghi perchè.

 

Quella cintura, deve essere proprio così brutta?

 

La mia ipotesi è che nel 1994 Hideaki Anno e Yoshiyuki Sadamoto stavano lavorando a quello che poi divenne il nucleo di Evangelion, ed erano probabilmente intenzionati a creare qualcosa che fosse rivoluzionario, eppure molto “anime”. In principio probabilmente volevano raccontare una storia d’amore tra adolescenti complessati, ma probabilmente non stava venendo tanto bene, allorchè uno dei due (lungi da me sapere chi, ma sospetto Anno) intervenne: “mettiamoci dei robottoni, e tanto sangue che piace tanto; mettiamoci nemici misteriosi che non si sa da dove vengono, e riempiamo di riferimenti religiosi che non guastano mai; e i robottoni devono sanguinare! E facciamo che la madre… Perchè signori, Evangelion, spogliato di questi elementi è solo una banale storia d’amore tra i banchi di scuola: è Iron Maiden 2nd! Tutto calza: Shinji e Asuka sono amici d’infanzia perchè i genitori di entrambi (tutti vivi) lavorano alla Nerv, Rei è la studentessa trasferita che viene a minare il “tsunderico ordine” nella vita di Shinji, il quale, coccolato dalla mamma non ha sofferto, non è complessato e va anche male a scuola. Misato è una professoressa, mentre Ritsuko lavora come infermiera alla scuola; Kensuke, notoriamente un appassionato di tecnologie militari è poco più di un nerd e si innamora di Asuka (intenditore ndRegola), mentre Toji e Hikari (la capoclasse) si fidanzano praticamente all’inizio. Shinji dovrà decidere, vacillando tra Asuka e Rei, a chi tendere la propria mano, “guidato” dal misterioso Kaworu Nagisa che svolge il ruolo della tipica spalla del protagonista di ogni commedia romantica. Quello che alla fine rimane sempre da solo.

 

Non è per te, Kensuke.

 

Asuka è abbastanza in forma, non ha perso il suo “baka Shinjima ha la lacrima e la parola “scusa” troppo facili, in fondo gli vuole bene a quel ragazzo; Rei invece dice più parole nel primo volume che in tutta la serie di Neon Genesis Evangelion, non sta mai zitta, una cosa insopportabile. Che poi, essendo Yui Ikari viva e vegeta, Rei è il clone di nessuno. Che ci sta a fare nella storia? A pilotare l’Eva 00, risponderebbe l’autore, perchè gli angeli ci sono: Shinji addirittura da aspirante capobranco sale di sua spontanea volontà sull’Eva 01 e affronta il primo angelo. Non è nemmeno chiaro cosa vogliano questi angeli, uguali a quelli dell’anime, che in un’epica battaglia finale attaccano il Central Dogma tutti insieme e vengono fermati dagli Eva pilotati da Shinji, Rei, Asuka, Toji e Kaworu… Kensuke no, non avrà MAI la possibilità di pilotarne uno. Stando a quello che Kaworu spiega (cioè, che in stile Evangelion, non spiega) sia Shinji che suo padre sono stati posti di fronte alla scelta di stabilire se il mondo merita di esistere, e lui è una specie di messaggero senza età di cui tutti si dimenticheranno quando la storia sarà finita. Giusto perchè è uno shojo e nessuno deve morire, altrimenti se ne và alla malora il lieto fine. Gli ultimi due volumi del manga contengono storie brevi dei coniugi Ikari, il giovane e ribelle Gendo si ritrova alle prese con il primo Kaworu e intuisce che dovrà proteggere il mondo, un giorno; un capitolo su Misato e Kaji in cui non succede niente seguito da uno con Rei e Ritsuko, dove si rendono conto che finiranno zitelle. Nell’ultimo volumino invece c’è una storia di Toji e Hikari, e chiudono le danze due adulti Shinji e Asuka. Poche pagine, dopotutto, ma avevo l’impressione di star leggendo la Divina Commedia (per lunghezza, intendiamoci). Si percepisce una strana sensazione di vuoto imperante mentre si legge questo manga, forse perchè gli avvenimenti, i modi in cui si pongono e si sviluppano i personaggi, e il tipo di situazioni che vengono presentate non sono per niente interessanti, vorrebbero trasmetterci una sorta di tranquilla vita quotidiana che questi personaggi indubbiamente meritano, visto quello che hanno dovuto passare, ma con un ovvio pessimo risultato. E sembra tutto così ridicolo.

 

Quella “Asuka” che piange e chiede scusa. Devo sbattere la testa contro il muro.

 

Giacchè l’espressione chiave e ridondante di questa storia è: ti amo. Ti amo, tanto, più della mia vita, non posso vivere senza di te, voglio vederti, abbracciarti, toccarti, non lasciarmi andare mai… dove ho messo lo zippo? È venuto il giorno di mettere fine a questo errore!

 

Non puoi dirle queste cose dopo quello che hai fatto nella stanza dell’ospedale, all’inizio di EoE!

 

Dicevo. Neppure nello shojo più caramelloso (e io ne ho letti di shojo caramellosi) ho mai visto tante platoniche effusioni d’amore. Per fortuna che Kaworu non ha le sue solite tendenze, la cosa sarebbe stata ancor più dura da digerire… e quindi si va avanti tra lezioni di cucina, picnic, chiaccherate tra ragazze e nuovi modi di acconciarsi i capelli (sacrilegio) fino al momento in cui, in modo alquanto scontato Shinji e Asuka finiranno per dichiararsi il loro amore… no, non sto facendo pesare questo fatto perchè sono da sempre un fan della tsundere rosso-vestita (piangi Rei, piangi, che in questo manga puoi!). Del disegno di Fumino Hayashi non ve ne parlo neppure perchè sul nostro blog determinati termini non si possono usare, posso solo consolarmi pensando che almeno ha potuto dar da mangiare al suo gatto grazie allo stipendio che la Kadokawa gli versava. Ovviamente ho perso di vista quest’autore, e non ho nessuna intenzione di rivisionare un suo lavoro. Ma dopotutto non gliene faccio una colpa (ai redattori della Kadokawa si), è abbastanza comune che vengano scaricati nel mercato prodotti scadenti solo per accontentare l’insaziabile fame di appassionati che “ne vogliono di più“, e Evangelion è da sempre uno di quei marchi bersagliati da scempi del genere… non fatemici pensare, va.

 

Asuka ha la febbre e Shinji le fa compagnia… che tenero…

 

Anche questa settimana abbiamo finito… mi odiate, vero? Gli Inguardabili, il mio esperimento è arrivato al giro di boa: potete essere sicuri che fino a quando non avrò trattato cinquanta titoli non chiuderò questo angolo, per quanto potrà farsi difficile recuperare materiale, recensire e interessare il maggior numero di voi, ma dovrò rinnovarmi, e cambiare le carte in tavola come quest’oggi (continuerò comunque a trattare anime). Qualche volta volerò basso, qualche altra volta dovrò osare, azzardare per non rischiare di diventare monotono (come i vecchi lamentosi) perchè io sono qua che urlo e strepito, critico pesantemente, e quasi mi commuovo quando qualcuno è d’accordo con la mia demolizione, ma ricordo a tutti che le obiezioni sono sempre ben accolte, mostratemi quello che io non riesco a vedere, quando la vostra chiave di lettura è differente dalla mia. E potete “dire” la vostra anche contattandomi sul nostro forum, consigliandomi titoli da recensire con l’etichetta “on demand”.

Shinji respinge Rei. Tanto una mamma ce l’ha già.
Ci tenevo a farvi vedere come l’autore disegnava il suo gatto nella post-fazione.

 

Commenti (2)

  1. …ma perch ti fai del male?…
    Al tempo anch’io presi i primi due numeri ma, visto l’andazzo, non mi rimase che piangere sui soldi gi spesi… (oltretutto non ci si poteva neanche consolare con la “qualit” dei disegni… u__u”)

    1. La cosa pi brutta scoprire che qualcuno in possesso di questa serie, e fargliela trovare bella in ordine sul letto al ritorno a casa…

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