Blood Lad – Recensione Anime

di Regola 1

 

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Cambiamo completamente genere rispetto alle recensioni delle scorse settimane e focalizziamoci questo sabato su Blood Lad, serie attualmente in corso, tratta da un manga di Yuuki Kodama e pubblicato in patria dalla Kadokawa Shoten; l’anime è prodotto dallo studio Brain’s Base. Il manga è già in corso di pubblicazione in Italia, potete infatti trovare i primi sei volumi nella vostra fumetteria di fiducia, adattati e distribuiti sul mercato dalla Panini Comics (attualmente l’opera è composta di nove volumi). Pertanto è possibile che alcuni di voi già conoscano questo prodotto, di cui non ho ancora avuto modo di visionare la versione cartacea: mi limiterò pertanto a presentarvi la serie animata.

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Tenete presente fin dall’inizio che si tratta di uno di quegli anime prodotti al risparmio: c’è comunque una certa cura del dettaglio e non ho avuto modo di vedere veri e propri errori, ma le animazioni sono grossolane anche per essere un prodotto action alle sue prime battute (la Brain’s Base è nota per i suoi “errori di distrazione“). Difficilmente, con queste premesse, indipendentemente dal successo che l’anime porterà al manga, potremo vedere una seconda serie. Un prodotto che nella sua struttura mi ha ricordato i momenti migliori dell’anime di Beelzebub, che quindi, sebbene vi sia la presenza di alcuni combattimenti vuole concentrare l’attenzione soprattutto sugli elementi umoristici e parodistici che compaiono di tanto in tanto nella serie. L’elemento parodistico, di tipo “vintage“, è poi centrale: il protagonista Staz, appassionato di anime e videogiochi finisce spesso per citare alcuni dei prodotti più noti di questo ambiente nati più di una ventina di anni fa.

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Vlad Charlie Staz, infatti, potentissimo vampiro di nobile lignaggio, preferisce la compagnia dei suoi rissaioli sottoposti nella periferia del mondo demoniaco, a quella di più altolocati demoni: incontrastato dominatore di un territorio di modeste proporzioni gode della sua vita tranquilla collezionando reperti provenienti dalla nostra Terra tutti di origine giapponese, soprattutto merchandising otaku. Staz vive la sua condizione di “neet” con molta tranquillità, finchè i suoi scagnozzi non catturano una ragazza mortale, giapponese trall’altro, smarritasi per qualche misterioso motivo nel mondo demoniaco. La ragazza, di nome Fuyumi, sembra risvegliare alcuni istinti vampirici nel protagonista Staz, ma prima che possa decidere cosa fare nei confronti dell’umana smarrita questa perde la vita in seguito ad alcune caotiche colluttazioni con dei chiassosi demoni: il vampiro, per venire a capo delle sue sensazioni, deciderà di imbarcarsi in un’avventura probabilmente senza fine allo scopo di riunire le set… ehm, riportare in vita Fuyumi… e se per fare questo potrà conoscere meglio il Giappone, ben venga. (Qualcuno ha notato che il doppiatore di Staz, Ryouta Osaka, è lo stesso di Sadao Maou di Hataraku Maou-sama?)

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Tante tette. Sono una delle caratteristiche di Blood Lad, dopo i combattimenti, sempre molto semplici, i continui riferimenti ad altri manga/anime, creature sovrannaturali di ogni sorta che sempre si vedono riservato un posticino in questo tipo di prodotti che prendono in prestito i classici stereotipi del cinema e della letteratura horror. I due personaggi femminili principali, di tette, ne hanno abbastanza per tutto l’organico dei personaggi.

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Blood Lad possiede svariati momenti, che vanno da quelli più seriosi ad altri tragicomici, perchè in fondo i personaggi sono tutti dei mostri cattivi: anche il tipo di gag costruite seguono l’eterogeneità del tono della serie restando pur sempre molto classiche. Momenti umoristici dovuti alla stupidità dei personaggi, alle loro caratteristiche esagerate o parodistiche; presenti svariati riferimenti a sfondo sessuale nella serie, ma mai troppo pesanti e intrusivi; è spesso possibile andare avanti nella visione senza intoppi. Tutto sommato una serie molto semplice, senza momenti eccellenti ma senza essere neppure completamente da cestinare: visti uno per uno gli episodi non sono mai troppo pesanti, e possono consistere in un buon modo di passare una ventina di minuti. Ma, come avrete già capito, non aspettatevi nessun tipo di “originalità” in questo prodotto.

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  • jionni

    A me sta piacendo molto, sopratutto il riadattamento di tematiche e situazioni classiche (vedi il mondo dei demoni modernizzato), peccato che arrivi a 12 episodi, secondo me con una trama come questa, da cui si potevano ricavare molti prologhi, si arrivava tranquillamente almeno al doppio delle puntate!