Age of X – Recensione

di Rorschach Commenta

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Un saluto a tutti i lettori di Komixjam! Da oggi comincero anche io ad allietarvi(si fa per dire) con le mie opinioni sul fumetto, in primis quello americano. Ringrazio lo staff di Komixjam per questa opportunità.

Il fumetto di cui voglio parlarvi oggi è Age of X, un ciclo di storie degli X-Men che vede Mike Carey ai testi e vari artisti (Clay Mann,Steve Kurth e il nostrano Mirco Pierfederici ) ai disegni.
In America Age of X è stata presentata come un cross-over fra le serie regolari X-Men:Legacy e New Mutants, con l’aggiunta di due albi speciali (AoX:alpha e AoX:Universe); è iniziata nel gennaio 2011 e finita nell’aprile dello stesso anno. In Italia invece la storia è stata proposta in due albi monografici che raccolgono tutto il materiale della saga, usciti a dicembre 2011 e gennaio 2012.

Age of X (AoX da qui in poi) è una storia ambientata in una realtà alternativa rispetto a quella ‘standard’ delle storie Marvel: quello di AoX è un futuro distopico dove il professor Xavier non è mai esistito, e dove gli Homo Sapiens hanno sterminato quasi tutti i mutanti. Un pugno di Homo Superior è riuscito a salvarsi, e si è rintanato nell’improvvisata Fortezza X, sotto la guida del Generale Magneto: qui oppongono la loro ultima resistenza.

La tipica mattinata alla Fortezza X (Per la cronaca, è l’edificio sullo sfondo)

Ogni giorno i mutanti sopravvissuti devono respingere vere e proprie orde di soldati e di veicoli(gli Exonim), in una lotta per la sopravvivenza tanto cruenta quanto inutile; il loro obiettivo è resistere quanto basta per permettere ad alcuni di loro(i Guerrieri della Barriera, mutanti dotati di abilità telecinetiche) di erigere uno schermo protettivo attorno alla Fortezza, che reggerà fino al giorno successivo.
Questa è la routine della Fortezza X: una guerra senza fine, dove i nemici sembrano non finire mai e dove i compagni sono sempre di meno. Dove si combatte non per una speranza o un ideale ma solo per la mera sopravvivenza, per arrivare al giorno successivo.
La storia comincia nel millesimo giorno della Fortezza X, quando un evento inaspettato sconvolge la sanguinosa routine. E forse, il nemico non è solo al di fuori…
Gli X-Men non sono nuovi al concetto di realtà alternativa: gli esempi più famosi sono Giorni Di Un Futuro Passato(1981, saga che ispirerà il prossimo X-film) e L’era di Apocalisse(1996, recentemente ripresa dalla Marvel): entrambe le saghe sono in un qualche modo citate da AoX, anche se lo sviluppo della trama e sopratutto la sua conclusione sono profondamente differenti.
Singolare è la caratterizzazione dei personaggi, gli X-Men che conosciamo ci vengono presentati in una versione deformata, e non solo nella più aggressiva e meno supereroistica rappresentazione grafica.

Per farvi capire: Ciclope nell’Universo Marvel normale a sinistra, e a destra in AoX

Ad esempio, Ciclope è un carnefice nichilista, Tempesta non ha il suo caratteristico rispetto per la vita, Magneto è riluttante a guidare i mutanti, Wolverine è ridotto ad una larva; la particolarità è che tutti loro non sono nati così, ma lo sono diventati in seguito agli eventi(che ci vengono raccontati in brevi flashback); quello che traspare è sopratutto la rassegnazione dei protagonisti e la perdita di ogni speranza di sopravvivenza.

Personalmente la ritengo un’ottima storia; non è tuttavia esente da pecche, come il fatto di essere diretta a un pubblico di appassionati (per capire al meglio la storia bisogna avere un idea della situazione degli X-Men in questo periodo); in definitiva una storia che consiglio, per l’ottima idea alla base e per il suo stile originale.

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