Gli Inguardabili (on demand) – Accel World

di Regola 6

 

Nei precedenti mesi sono stati diversi i titoli che mi hanno consigliato per farmi del male (eppure brutti come li trovo io non ci riesce nessuno; non so se sia una cosa di cui vantarsi) ma nell’ultimo anno non avevo mai valutato la possibilità di mandare Accel World nell’angolo delle punizioni, probabilmente perchè avevo già trattato ampiamente questa serie e Sword Art Online in una delle mie prime fatiche su Komixjam. Eppure non ho potuto ignorare questa possibilità una volta presentatasi… anche perchè diciamocelo, di solito i titoli che mi vengono proposti sono Dragon Ball GT e One Piece, e io puntualmente, devo far presente come non ci siano gli estremi per accontentare tali richieste. E poi mi piacerebbe poter continuare a uscire tranquillamente di giorno.

Accel World, che penso molti abbiano già dimenticato nonostante sia stato trasmesso solamente nella primavera 2012, è frutto della mente di Reki Kawahara, un tizio che l’anno scorso si prendeva tanti insulti che Hajime Isayama (Shingeki no Kyojin) neppure si immagina, perchè venivamo tormentati da valanghe di immagini idiote di ben due anime. Non uno, bensì due. E Accel World è quello che è stato tormentato di meno per il semplice fatto che, come un figlio su cui non si hanno troppe aspettative, riusciva a maltrattarsi da solo a sufficienza; se cerco di ricordarmi come stavo un anno fa non provo una sensazione piacevole… stato d’animo che forse non avrei voluto ridestare. Non riesco a negare che Accel World sia stata una di quelle serie sulle quali nutrivo parecchie aspettative, tutto splendidamente tradite a regola d’arte.

La premessa di AW è invitante: il protagonista non è il solito figone complessato destinato a salvare il mondo bensì un ragazzino obeso, e come se non bastasse è la vittima preferita di tutti i bulli della zona. Inoltre, le figure genitoriali sono assolutamente assenti in questo anime, come possiamo intuire dal fatto che Arita ha sempre potuto dedicarsi ai videogiochi senza che qualcuno lo disturbasse. Un quadro abbastanza realistico, presentato in modo sintetico ma facilmente intuibile in tutte le sue sfaccettature sin dal primo episodio, che facevano di AW un anime promettente, accattivante e interessante per tutti i possibili risvolti legati alla rivincita, e all’affermazione del protagonista che trova una ragion d’essere in un mondo virtuale al quale solo pochi eletti possono accedere. Coloro che riescono ad accedere a questa realtà virtuale possono poi usare i punti accumulati negli scontri per “accelerare” nella vita reale, riuscendo in compiti pressochè impossibili: quest’accelerazione è tale che arriva a dilatare la loro percezione del tempo, in cui pochi secondi sono vissuti come ore. AW ammicca a tutta la comunità videoludica, alle tematiche di allontanamento e isolamento dalla società, all’uso di produtti videoludici come fuga da una realtà sempre troppo deludente… ancora mi ritrovo incredulo di fronte al fatto che con tutte queste ottime premesse, si sia caduti in basso, almeno tanto quanto Arita sia riuscito a volare in alto. Nei primi episodi, infatti, AW è pirotecnico, spettacolare e coinvolgente come poche cose che abbia potuto vedere in vita mia, arriva rapidamente molto in alto ma poi, dopo un periodo di stallo inizia a perdere quota, riuscendo miracolosamente ad atterrare nell’ultimo episodio.

Si potrebbe pensare che con un inizio del genere sia veramente difficile riuscire a stabilizzarsi su un livello medio di qualità, e che forse sono le aspettative ad essere state troppo crudeli nei confronti di un titolo che non voleva essere frainteso in tal modo. Dato per assunto che sono proprio le aspettative a essere la causa principale di delusioni, AW diventa, dopo una decina di episodi su ventiquattro quel tipo di anime che guardi solo perchè pensi “che al prossimo episodio migliora“: la vicenda perde di mordente, non vi è più l’attrito e la spettacolarità dei primi momenti, e cosa peggiore, diventa il classico anime di stampo harem con al centro un protagonista che sfigato lo è davvero. Il problema non è tanto legato al fatto che Arita tende a commettere sempre lo stesso errore e risolvere la questione sempre allo stesso modo, con qualche scena in cui la forza di volontà di questi si rinnova (ed è anche una cosa normale in un anime), ma per il fatto che puntualmente viene sfruttato l’intramontabile fascino di una novità dal punto di vista narrativo: le ali prima, il Gale Buster e l’Incarnate System dopo… Incarnate che trall’altro assesta il colpo di grazia a quest’anime: sebbene questa risorsa possa essere giustificata dal tono sci-fi/cyberpunk che si respira in questa serie, ha decisamente troppo il sapore di qualcosa di “magico“. Ciò che mi ha spazientito, e annoiato, soprattutto nella seconda parte, è poi la lentezza con cui il protagonista arriva alla risposta corretta (che già conosce): anzi, in alcuni momenti si ha proprio l’impressione che il brodo sia stato allungato per coprire tutti i ventiquattro episodi!

Lo studio Sunrise ha fatto comunque un buon lavoro, dal punto di vista delle animazioni e di tutti quegli aspetti legati alla realizzazione tecnica. Maniacale la cura di tutti i dettagli presenti, soprattutto quelli per attirare gli appassionati di videogiochi, dagli elementi vidoludici che compaiono spesso alle musiche che si adattano perfettamente al tipo di anime che si voleva produrre: per certi versi è stato un prodotto la cui realizzazione è stata migliore di quella del suo cugino fortunato Sword Art Online che gioca troppo facilmente su simbolismi fantasy noti ai più. È difficile non citare SAO parlando di AW, molto difficile: tante cose in queste serie sembrano procedere sugli stessi binari; significativa la presenza di personaggi che in qualche modo si somigliano o sembrano essere stati sviluppati per necessità narrative simili. Kuroyukihime e Asuna, dopotutto, sono due principesse che “salvano e vengono salvate” da entrambi i protagonisti; entrambe rispecchiano perfettamente lo stereotipo tsundere ma non lo esasperano come può capitare in altri prodotti. Per quanto mi riguarda Asuna, come personaggio ha un fascino maggiore, soprattutto grazie al fatto che in SAO il climax narrativo viene costruito con maggior sapienza e pazienza, ma ho sempre pensato che alla lunga sarebbe stata la protagonista di AW a lasciare il segno nei fan. Credo sia l’ennesima prova del fatto che errori di sceneggiatura possano condannare anche i personaggi ben strutturati.

Allo stato attuale dubito fortemente che avremo una seconda serie, che possa venire in aiuto dei fan che non seguono la novel per chiarire alcuni dei tanti punti lasciati aperti, e AW andrà ad accomodarsi in quel gruppo di anime che non avranno mai un seguito: sento già voci commentare con un “menomale“, ma vorrei ricordare che a differenza di tanti titoli che veramente meritavano di vedere i loro registi flagellati in pubblica piazza, in questo qualcosa di buono c’è. E qui impatto sempre contro il solito muro: quali e quanti aspetti positivi deve avere una serie per far parte del gruppo di quelle salvate in calcio d’angolo? Credo sia una questione che implicitamente affrontiamo ad ogni stagione, perchè in ognuna troviamo titoli che con sofferenza ci sentiamo di definire incompiuti, manchevoli o inadeguati. Credo che dipenda molto dall’approccio che ognuno di noi usa nel scegliere cosa seguire e cosa no. Credo dipenda da quanto ci siamo lasciati coinvolgere da un anime, un genere di prodotto la cui funzione sta diventando sempre più promozionale… non riesco a togliermi dalla mente l’idea, che stagione dopo stagione, anni dopo anni, i titoli che finisco per apprezzare maggiormente sono proprio quelli che si presentano con meno pretese.

Ho apprezzato parecchio questo tuffo nel passato, ma è arrivato il momento dei saluti, delle raccomandazioni e delle vostre eventuali riflessioni. Come vi ricordo spesso sono sempre disponibile a portare sul banco degli imputati titoli da voi consigliati, purchè, come ripeto, non siate mossi dal semplice desiderio di attirare odio con l’odio… se poteste poi gentilmente evitare di consigliarmi serie il cui numero di episodi raggiunge la terza cifra. A mercoledì prossimo, quindi, con non so quale Inguardabile poichè sono indeciso tra due titoli molto differenti fra loro.

[youtube G2Pez5mapw4]

 

Commenti (6)

  1. Potresti fare Fairy Tail?

    1. Lo ritieni cos inguardabile? Credo che Regola cerchi alt[r]i livelli 😀

    2. Dubito possa farlo in maniera “oggettiva”: Regola odia profondamente Mashima!

      1. La risposta nel testo: non consigliatemi anime da cento e oltre episodi. E poi vero, odio profondamente Mashima e i suoi manga, quindi non riuscirei a essere obiettivo.

  2. Non ho letto tutto perch ho gi letto altri tre tuoi articoli e le cazz*te abbondano… posso solo dire che Accel World > SAO..
    Sebbene facciano entrambi piuttosto schifo.

    1. Ho approvato i tuoi commenti nonostante il nostro antispam li abbia bloccati, per ragioni che ignoro, perch mi pareva corretto. per, a parte questo, sebbene non pretenda mai di avere ragione assoluta, in questo caso quello che spara una manica di cazzate mi sembri essere te. Non ti consiglio di riflettere prima di parlare perch hai dimostrato di non averne le facolt.

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