Ink – Recensione Manga Project

di Regola 4

Salve a tutti, qui è Regola, che oggi vi presenta l’ultimo dei fumetti partecipanti al nostro esclusivo contest, Ink, di Keiko. Prima a consegnare e ultima a essere recensita dunque (non vi è giustizia su questo mondo….). Ci presenta inoltre un primo capitolo composto da 29 pagine, elemento sicuramente da elogiare.

 

Con questo numero di tavole Keiko riesce a presentarci ampiamente l’ambientazione che ha scelto di adoperare: un fantasy dai toni vagamente futuristici e apocalittici. L’ambiente cittadino mostrato è infatti in rovina, e la causa di questa rovina ancora non è stata rivelata. In questo mondo tuttavia, non esistono soltanto esseri umani ma anche esseri misteriosi chiamati Myte in possesso del potere della creazione: capacità questa che ha attirato l’odio e la diffidenza degli esseri umani (e non l’invidia?ndRegola) che organizzano vere e proprie battute di caccia allo scopo di catturare e imprigionare questi esseri pericolosi…in una di queste battute di caccia, il protagonista maschile della serie, Patch, incontra Ewel e il suo cane Trico. Dopo un iniziale battibecco i due sono sul punto di stringere amicizia ma vengono interrotti da altri umani che stordiscono e catturano Ewel, vani sono i tentativi di Patch di proteggerla dai suoi “compagni” che finiscono per catturare anche lui… Imprigionati però Patch viene a scoprire la reale natura di Ewel: ella è una Myte, e con l’uso dei suoi poteri riesce a liberarsi. Il primo capitolo termina così, con Ewel pronta a tutto allo scopo di salvare Trico, seguita da Patch, che inizia a realizzare di essersi messo in un grosso guaio.

 

Come sono solito fare ho letto il materiale varie volte, e riflettuto qualche giorno prima di trarre le mie conclusioni. Laddove Ewel, i suoi tratti, e l’ambientazione in genere sono ben presentati ho trovato qualche mancanza per quanto riguarda la figura di Patch: rilegato quasi a un ruolo di osservatore durante la storia si erge a protettore di Ewel in una scena. Non che sia sbagliata come scena (anzi, molto “manga”) ma vi è nessuna riflessione o introspezione da parte di questo personaggio che possa in qualche modo preannunciare e spiegare le sue reazioni. Lenta anche la sua reazione quando scopre della reale natura di Ewel. Degna di nota l’inserimento di quella che appare sia come una mascotte che un motore di storia, il cane Trico, scelte che per gusti personali non apprezzo, ma Keiko inserisce il cane nelle dinamiche e nei dialoghi, creando anche battibecchi dal giusto sapore manga.

Sembra (perchè da un primo capitolo non si può mai esser certi) di aver a che fare con uno di quei lavori che avranno come tema la sequenza di eventi che porteranno pace tra due razze in guerra. Personalmente, la lettura mi ha riportato alla mente alcuni momenti di una famosa serie dove anche lì una protagonista femminile “trascina” quasi il protagonista maschile: The Slayers. Per il resto è valida la legge del primo capitolo: incuriosire e non spiegare, quando al secondo invece devono cominciarsi ad avere le prime conferme, e in questo Keiko fa sorgere al lettore i due dubbi che saranno fondamentali, la verità sui Myte e ciò che gli esseri umani realmente fanno con quelli che catturano.

Il disegno, il mio vuole essere un commento da profano, presenta ampi margini di miglioramento cosa che il tempo e la pratica forniranno sicuramente. Le tavole sono comunque ben gestite: prendo in esame per esempio la numero 10 che ci presenta una sequenza comica in maniera funzionale considerando anche il rischio sempre presente di renderle caotiche se non orchestrate bene. L’inchiostrazione scura e quasi opprimente rende perfettamente l’idea dell’atmosfera che Keiko ha voluto rendere.

 

Che dire, contami pure tra coloro che leggeranno il secondo capitolo!

Potete scaricare Ink e gli altri fumetti che partecipano all’edizione di luglio qui.

  • keiko deve migliorare il disegno delle cose. per i volti e le fattezze umane potrebbe andare, ma la jeep sembrava un giocattolino.

    leggevo uno studio comportamentale che diceva che le femmine disegnano meglio figure umane, espressioni e volti, mentre i maschi disegnano meglio oggetti dal punto di vista tecnico.

  • auroll

    io penso che Ewel non sia proprio un Myte, ma un’umana con poteri da myte, creata da un Myte stesso, cos per gioco, come per scherzo fece il demone in death note… pensieri miei… per sono la prima cosa che mi venuta in mente quando l’ho letto… dato che Patch pensava che fosse un umana dato che i Myte mi pare di aver letto che abbiano sembianze non propio umane

    • keiko

      Grazie auroll! :lol: infatti ero proprio preoccupata che non non si fosse capito questo passaggio della storia. Ewel non un umana, ne un myte, e questo il mio punto forte della storia che ci sar nel prossimo capitolo! cmq grazie per la recensione. Si mi piacerebbe cimentarmi pi dal punto di vista tecnico, ma mi sa che questo sia colpa della mia pigrizia :whistle: i personaggi umani come avete notato mi vengono meglio, ma per avere qualcosa di pi completo doverei cimentarmi di pi anche sugli altri aspetti. Uffa :getlost: :pinch:

      • regola

        particolare che mi deve essere sfuggito! proprio vero che quando scavi alla ricerca di particolari ti sfuggono le cose ovvie.