X-Men: Giorni di un Futuro Passato – La Recensione

di Rorschach 7

Avevo delle aspettative piuttosto alte, per questo X-Men: Giorni di un Futuro Passato . Da un lato, perchè il film vedeva il ritorno dietro la macchina da presa di Bryan Singer, il regista dei primi due film sui mutanti (che hanno di fatto aperto la strada al cinefumetto come lo intendiamo). Dall’altro, perchè la saga che il film si proponeva di adattare, ‘Giorni di un Futuro Passato’ appunto, è una delle storie degli X-Men, se non una delle storie a fumetti in generale, più belle che abbia mai letto.

Chris Claremonot ai testi, John Byrne ai disegni, data 1981. Una Kitty Pryde da un futuro dove i mutanti erano rinchiusi in campi di concentramento tornava nel passato per cambiare la storia. La saga che ispirò film come Terminator ed affini. Poesia pura sotto forma di fumetto.

Per questi due motivi avevo paura che Singer sbagliasse, che non sapesse gestire il numero elevato di personaggi in gioco, che avrebbe prodotto qualcosa di non all’altezza, che il solito Wolverine (per quanto lo adori) avrebbe finito per rubare la scena ed oscurare la storia. Per fortuna, mi sbagliavo.

Certo, non definirei ‘X-Men: Giorni di un Futuro Passato’ un capolavoro. Ma riesce a soddisfare quelle che erano le aspettative di un nerd puntiglioso (ma sotto sotto di bocca buona) come il sottoscritto.  Singer infatti prende quella che era l’idea di base della saga fumettistica, con gli ovvi adattamenti del caso: ad andare nel passato per cambiare il futuro non è Kitty Pryde come nel fumetto (anzi, qui la capacità di proiettare la coscienza di una persona nel suo ‘se’ passato viene data a lei, e la cosa fa storcere un filo il naso), ma Wolverine, che ha il gravoso compito di ritrovare Xavier e Magneto, ed insieme di impedire a Mystica di compiere l’irreparabile…mentre nel futuro distopico in cui la razza mutante è prossima all’estinzione per mano dei robot cacciamutanti noti come Sentinelle, un pugno di X-Men rimasti cerca di resistere dando tempo a Logan perchè riesca a cambiare il passato.

Il cast al completo. Da destra: Alfiere, Warpath, Kitty Pryde, Tempesta, Bestia, Xavier vecchio, Mystica, Magneto giovane, Wolverine, Magneto vecchio, Uomo Ghiaccio, Xavier giovane, Rogue, Quicksilver, Sunspot, Blink e Colosso

Ecco, se lo script di base è (giustamente) adattato a quella che è la situazione cinematografica degli X-Men, le sensazioni che il film mi ha fatto provare sono le stesse del fumetto. La disperazione dei mutanti nel futuro, l’esser consapevoli di combattere una battaglia persa in partenza, con l’unica speranza riposta in un piano folle e suicida. E, nel passato, la consapevolezza di lottare per qualcosa di più grande, e che forse non si riesce nemmeno a comprendere…ma ciò nondimeno va fatto. In questo, ‘X-Men: Giorni di un Futuro Passato’  centra perfettamente il bersaglio.

Per quel che riguarda i personaggi, va detto che era difficile dare a tutti il giusto spazio. Gli X-Men del futuro sono infatti poco più che semplici comparse (il personaggio che ci rimette di più in questo senso è Tempesta), e i mutanti nel passato già visti in First Class compaiono solo in parte (ed alcuni solo nominati). Dall’altra parte però abbiamo i veri protagonisti del film, il cui rapporto viene analizzato a fondo e su cui praticamente tutto il film si incentra: Charles Xavier ed Erik Leshnerr/Magneto. Sia nella loro versione futura, con gli inossidabili Patrick Stewart e Ian McKellen (fa sempre piacere vederli in quel ruolo), sia nella versione passata con James McAvoy e Michael Fassbender che non sfigurano affatto a confronto.  Quest’ultimo sopratutto è davvero convincente nel ruolo di Magneto, dandoci davvero una bella interpretazione.

Per quel che riguarda gli altri personaggi, il film ci dà una Mystica di tutto rispetto (con una Jennifer Lawrence sempre più brava, e molto più a suo agio nella parte),

un Bolivar Trask molto azzeccato (ma che l’attore sia bravo è cosa risaputa),

e sopratutto un Quicksilver molto sopra le righe, protagonista di una scena a dir poco memorabile.

La prova che le apparenze ingannano

Ne ho lasciato uno, che poteva essere il punto dolente del film e che per fortuna non lo è stato: Wolverine. Nulla da dire sull’interpretazione e sulla resa del personaggio, Jackman oramai lo fa con il pilota automatico. Nonostante sia Logan il motore della storia,  il personaggio è messo relativamente in secondo piano rispetto agli altri: una cosa che devo dire di aver apprezzato e che toglie Wolverine dal ruolo di ‘protagonista assoluto’ che alla lunga stufava.

In definitiva, ‘X-Men: Giorni di un Futuro Passato’ è un film davvero godibile, pur se con meno azione di quanta ci se ne aspettasse, ed un paio di momenti morti al centro della pellicola: in ogni caso, è riuscito a convincere questo vecchio fan degli X-Men, che ve lo consiglia caldamente.

 

 

 

P.S.: Rimanete a vedere la scena dopo i titoli di coda…sembra poco sensata, ma si collega direttamente al prossimo film sui mutanti…con un cattivo di tutto rispetto!

 

Commenti (7)

  1. Veramente bello come film!!Consigliato a tutti!!

  2. Bello, davvero molto bello, ne vale la pena!
    Ma senza fare troppi spoiler, ed ammettendo la mia palese ignoranza, chi il cattivo della scena post titoli di coda?!?!?!?
    Va bene anche un pm 😛
    Grazie!!

    1. Lo spoiler alert lo metto lo stesso, giusto per essere inattaccabile
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      B, il prossimo film sugli X-Men si chiama X-Men: Apocalypse, quindi c’ poco da spoilerare: si tratta di En Sabah Nur (il cui nome viene inneggiato nella scena), meglio noto come Apocalisse, storico cattivo degli X-Men. Ci sono anche i quattro cavalieri sullo sfondo a confermarlo (Apocalisse si sempre servito di quattro servitori chiamati appunto i Quattro Cavalieri di Apocalisse).

      1. Grazie, ora sono pi contento 🙂

      2. Ma ti avevo gi risposto io D:
        Malvagi T_T

      3. Eheheheheh…. pensavo che fosse un commento alla battaglia… sono un fesso 😛
        Hai ragione 😉

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