Shingeki no Kyojin – Commento Capitolo 53

di Regola 3

 

Eravamo preparati ad aspettare qualche settimana in più per il capitolo nuovo di Shingeki no Kyojin (il precedente lasciava a intendere che il manga sarebbe tornato nell’uscita di Marzo… dovrei rivedere per bene come diavolo funzionano le pubblicazioni giapponesi), invece eccoci qui, e non credo dispiaccia a nessuno. Capitolo questo che, come i precedenti, sembra essere ancora di transizione dopo gli intensi eventi legati al rapimento di Eren, eppure sembra che questa fase sia quasi conclusa e che già dalla prossima uscita il ritmo del manga ritornerà incalzante come lo conosciamo. E non nego di essere particolarmente interessato alla piega che gli eventi stanno prendendo, i personaggi hanno iniziato a rivolgere la loro attenzione all’interno delle mura, più che all’esterno. Situazione che mi ha riportato alla memoria una vecchia canzone, The Enemy Within dei Rush, dall’album che ho tirato fuori durante la stesura di questo commento.

Il capitolo comincia nel bel mezzo degli esperimenti di Hanji, mirati a capire con metodo scientifico se Eren è in grado di indurire la sostanza di cui sono fatti i Giganti per poter chiudere l’apertura nel Wall Maria. Questi non si dimostra in grado di replicare tale processo, non avendo comunque nessuna base di partenza, ma il riassunto dell’esperimento fatto da Hanji ci dice molto sulla natura della trasformazione in Gigante: più essa è prolungata nel tempo e meno Eren riesce a mantenerla. Inoltre, la memoria di Eren riguardante questi periodi sembra compromessa, la sua coscienza palesemente passa da uno stato obnubilato fino alla totale perdita della cognizione di sè, e di ogni autocontrollo. Ciò che appare ancor più strano è che dopo svariate trasformazione le dimensioni di Eren Gigante si riducono, fino al punto in cui non è più in grado di assumere una forma completa; dopo queste trasformazioni incomplete il corpo umano di Eren appare “sciogliersi“, ma il protagonista si re-impossessa delle sue sembianze dopo aver riposato. Tuttavia, durante questa fase Eren ha quelle che sembrano delle visioni, sulla cui natura non sappiamo molto (che i trasformati abbiano accesso a una memoria condivisa?)

Appare ovvio che il piano di sigillare il Wall Maria è attualmente infattibile, eppure quest’esplorazione nella natura della trasformazione si dimostra a mio avviso più interessante che mai, perchè prova l’esistenza che la natura dei Giganti (o perlomeno quella dei cosiddetti risvegliati) è legata comunque a una forma di energia. Niente di metafisico, comunque, la tipologia di forze che i trasformati userebbero mi sembra di tipo metabolico, la sua assenza infatti riduce l’efficienza nella trasformazione. Detto semplicemente, l’organismo umano produrrebbe continuamente una sostanza che verrebbe consumata durante la trasformazione (se vogliamo, un po’ come nel meccanismo del recupero durante il sonno) che in base alla reale natura dei Giganti potrebbe essere qualunque cosa: per esempio, se appoggiamo l’ipotesi virale, i trasformati necessiterebbero di tempo per produrre anticorpi specifici che verrebbero letteralmente consumati durante il tempo passato come Gigante, dalla proliferazione del “virus”. Terrei presente questo fatto, anche in virtù del fatto che gli altri personaggi comparsi in grado di trasformarsi sembrano, per qualche ragione, in grado di performare una trasformazione più duratura (o efficiente) di Eren, probabilmente in virtù di un plausibile “addestramento” o “anzianità“.

La seconda parte del capitolo ci preannuncia che l’intrigo e l’investigazione delle umane macchinazioni sarà ufficialmente una parte centrale di questo manga. Lo stesso fatto che la ricerca della verità non è legata ad un’esplorazione (di un esterno) ma a l’investigazione (di un interno) continua a farmi pensare che l’operato umano sia in qualche modo legato alla esistenza stessa dei Giganti: potrebbe essere questo il segreto che i “capi” di quest’umanità sull’orlo dell’estinzione non vogliono vedere divulgato? L’esistenza stessa di Eren è la prova di un anello di congiunzione tra umani e Giganti, ed è probabilmente per questo che la sua esistenza può apparire simbolicamente minacciosa. Per anni i soldati sono stati addestrati a combattere mostri dalle origini misteriose, cosa potrebbe succedere se venisse scoperto il legame tra le due “specie“? Come reagirebbero questi se scoprissero di aver ucciso continuamente altri “esseri umani“? In una lotta per la sopravvivenza, dove il fanatismo è una componente fondamentale, questo aspetto potrebbe far crollare la risoluzione di molti.

Per far luce su questi misteri Erwin, Levi e i loro soldati (usciti comunque allo scoperto durante gli esperimenti, essendo impossibile occultare le trasformazioni di Eren) hanno allestito una trappola per coloro che vorrebbero rapire (o vorrebbero morti) Eren e Historia, per scoprire ad ogni costo chi è il nemico all’interno.

Commenti (3)

  1. una mia impressione ho l’autore ha migliorato la qualit del disegno?

    1. Si, dall’ottavo volume circa la qualit globale delle tavole ampiamente migliorata rispetto al primo volume. Cosa abbastanza naturale, i mangaka migliorano soprattutto disegnando, nel caso di Isayama pi “eclatante” in quanto poco esperto come disegnatore.

  2. Se sta per ritornare l’azione col prossimo capitolo, ottimo. Il fatto che qualcuno che sta molto in alto (pi di Sengoku! 😛 ) sia interessato a non lasciare che l’umanit faccia passi avanti nella scoperta della verit sui giganti e nella riconquista del mondo esterno, mi ha ricordato un po’ “The village”, anche se l sia il fine che i mezzi erano positivi. Per quel qualcuno sottovaluta Levi e la sua squadra… Se il finto Eren Jean, la finta Christa Armin?! Mi pare proprio di s. Invece la ragazza che appare nel flashback di Eren … Sua sorella? O lui stesso prima dell’operazione? 😀 E poi, il padre di Eren stato “ucciso” da lui trasformato, come Goku con suo nonno Gohan, questo che stava cercando di scrivere? La parte sull’esperimento la pi interessante, e le scoperte mi paiono logiche: mantenere e/o ripetere la trasformazione consuma una sorta di energia (anche se ho sempre pensato che il fatto che un ragazzo come Eren e simili possa sprigionare dal nulla un’energia in grado di sollevare macigni ed abbattere giganti vada contro le leggi della fisica, ma d’altronde siamo in un’opera di fantasia, solo che essendo molto realistica e senza roba mistica tipo chakra o nen si nota di pi), serve quindi tempo e riposo per recuperare le forze. Inoltre, che Eren potesse “indurirsi” era una supposizione ottimistica, e da l a creare un “muro” senza sapere nemmeno come fare… Comunque la svolta nell’impostazione della trama, dall’esplorazione estera all’investigazione interna come dice Regola, stata una buona scelta narrativa e c’erano gi da tempo indizi che portavano a pensarlo. Erwin credo avr un ruolo importante in tutto ci, e lo spero anche perch uno dei miei personaggi preferiti! “Prontu Levi? Erwin sono!” (parafrasando il camilleriano Montalbano!)

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