Nextwave – Recensione

di Rorschach 1

Se vuoi fare un fumetto trasgressivo e sopra le righe devi essere bravo. Se vuoi fare un fumetto di supereoi trasgressivo, devi essere molto bravo. E se vuoi fare un fumetto di supereroi trasgressivo ambientato in una realtà narrativa mainstream, devi essere un dannato genio.

Perchè? Perchè quando si fa un lavoro del genere non bastano le buone idee. Vanno sapute raccontare, dosando sapientemente ironia e cattivo gusto senza dimenticarsi i giusti ritmi della storia, e stare attenti con le quantità per evitare di sfociare nel volgare a un tanto al chilo. Se si lavora con i supereroi, si deve stare attenti a non fare battute o riferimenti troppo facili o rimandi a luoghi comuni (l’omosessualità di Batman e Robin per citarne una). Ed è ancora peggio se si ha a che fare con un universo pregenerato come quello Marvel o quello DC: perchè molti personaggi hanno il loro carattere predefinito e devi rispettarlo.

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Fallire vuol dire tirare fuori qualcosa di controverso, che i fan del volgare a un tanto al chilo, o del personaggio che si idolatra, considereranno un capolavoro, mentre tutti gli altri diranno ‘che è sto schifo?’ (Qualunque riferimento al lavoro di Garth Ennis in Marvel è puramente voluto: non a caso per il suo The Boys l’autore ha inventato un universo narrativo di sana pianta, dove si è potuto sbizzarrire).

Tutto questo per dire cosa: Nextwave, il fumetto che oggi recensisco (uscito nel 2006 e stampato in un monografico di recente), è un fumetto trasgressivo. Di supereroi. Ambientato in un universo mainstream, quello Marvel.

E, per fortuna, sceneggiato da un genio.

Warren Ellis, che di certo non ha bisogno di presentazioni, tira fuori un gruppo di supereroi talmente strampalato che al confronto X-Factor sembra fatta da persone serie. Personaggi scartati o dai Vendicatori o dagli X-Men, o che semplicemente si sono trovati per le mani poteri che non potevano esser dati a persone peggiori.

Come ad esempio Machine Man(il tizio a sinistra), o il Capitano, che era ubriaco per la strada quando due alieni gli hanno dato i poteri. Si faceva chiamare Capitan £!/&!”, qualsiasi cosa significhi(nulla di bello, però)

In tre parole: fuori di testa. Fuori di testa i personaggi, fuori di testa le situazioni, fuori di testa il cattivo.

Dirk Anger, il direttore dell’H.A.T.E. . La parodia di Nick Fury più allucinante che abbia mai visto. Il suo discorso di inizio albo è a dir poco esilarante.

Il tutto meravigliosamente illustrato da Stuart Immoen, e sceneggiato con perizia.
Nextwave mi ha fatto ridere a crepapelle senza scendere nel cattivo gusto, e senza nemmeno una scena che avrei censurato.

 

La formazione del gruppo: Da sinistra abbiamo Elsa Bloodstone, monica Rambau (Ex Photon), Machine Man, il già citato Anger, Boom Boom e il Capitano.

Eppure Ellis non ci va piano, mettendo in piedi una storia che a ben vedere finisce per essere una grossa critica al sistema di difesa americano e con la sua mentalità, ovviamente portato ai suoi grotteschi estremi. Dovrà uscire un’altro numero con gli altri sei capitoli, ma anche solo il primo arco narrativo basta per classificare Nextwave come una delle cose più belle e deliranti che abbia letto di recente.

Anche solo per scene come questa

Commenti (1)

  1. Fumetto fantastico!!!
    Divertente e ben fatto (giusto un filino trash l’ultimo capitolo)
    Uno dei migliori acquisti degli ultimi mesi!
    Per quel che mi riguarda, consigliatissimo!

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