Kill La Kill – Recensione [21-22]

di Kirisuto 6

Trama:

Episodio 19 – Simulcast Daisuki

Episodio 20 – Simulcast Daisuki

 

Commento: Penultimo appuntamento di questa saga che già da un po’ si è fatta spazio negli annali dell’animazione di sempre. Ci ricorderemo di Ryuko e della sua banda di esibizionisti a lungo, ho idea.

Ma c’è una piccola pecca per me, qui, in questa penultima recensione. Come ben sapete ogni due settimane vi parlavo di un crescendo che faceva presupporre fuoco e fiamme nel finale, ma l’episodio 21 (per quanto esplosivo negli accadimenti) mi ha leggermente deluso; questa delusione nasce dalla sua prevedibilità.

Ad ogni episodio rimanevo a bocca aperta, stupito, per quello che accadeva e per come veniva realizzato. L’episodio 21 invece “si sapeva” avrebbe dovuto affrontare l’argomento del risveglio di Ryuko dall’ipnosi di Ragyo ed è successo nel più classico dei modi. Episodio epico, soprattutto per Mako con indosso Senketsu e per la pioggia di sangue scaturita da uno Junketsu inerme fatto a brandelli dalle nude mani della protagonista, ma non sorprendente.

 

Avendo parlato di questa piccola riserva che ho nei confronti dell’episodio, possiamo parlare di tutto il resto e di quello spettacolo che è l’episodio 22.

 

L’aspetto più importante dell’intero episodio 21 è nel finale: la ribellione di Ryuko. Badate bene, quella ribellione non è semplicemente nei confronti della Madre e della sua imbastitura mentale ma più in generale rispetto a tutti gli avvenimenti che le sono accaduti da inizio serie. Ryuko è stata per lo più un personaggio passivo a mio modo di vedere; è vero, si muove per una sua vendetta, agli inizi, ma si fa indossare da Senketsu a forza, si fa guidare da Aikuro, per quanto ci sia questa rivalità con Satsuki ha sempre “giocato” con le regole che le imponeva la sorella maggiore. Si fa attirare da Ragyo nella sua ovvia trappola, ci cade e si ritrova a sottostare alla madre. Al culmine di ciò può arrivare una sola reazione, gridata con tutta la voce che si ha in corpo: ora basta!!

Ryuko si libera delle momentanee costrizioni della madre, ma che riflettono gli “obblighi” a cui ha dovuto sottostare per tutta la narrazione della sua storia. Nell’episodio 22, Ryuko ha accettato il suo ruolo e discute alla pari con tutti gli altri personaggi decidendo assieme il da farsi. L’acquisizione di indipendenza viene strettamente correlata con la maturità necessaria per farcela da soli, consequenzialmente. E questa a mio avviso è una visione strettamente giapponese della cosa, diversa da quella occidentale nostra. Ma qui potrei sbagliarmi, essere un po’ qualunquista, quindi vi chiedo di prendere il ragionamento con le pinze.

Ci sono questi due modi di vedere la cosa: una volta acquisita la maturità necessaria, un giovane può “meritarsi” l’indipendenza dai genitori e dalle figure di riferimento; dall’altro lato si sfrutta l’indipendenza come fattore scatenante per “risvegliare” la maturità (indipendenza in questo caso come andare a vivere da soli, magari in una città diversa come studente fuori sede). Due modi ribaltati di vedere la questione della crescita che danno la priorità a due aspetti diversi che caratterizzano il cittadino nei confronti della società: in un caso si dà più importanza a che questa persona sia indipendente da tutti e possa (nel peggiore dei casi) cavarsela anche in solitaria senza il sostegno genitoriale, che potrebbe venire a mancare, o il sostegno di un partner, che potrebbe non entrare mai a far parte della vita di una persona; l’altro caso priorizza la maturità dell’individuo, ossia la sua capacità di saper fare scelte coscienziose all’interno della vita sociale anche magari appoggiandosi alla famiglia o a un partner per quel che riguarda la vita all’interno della società. Potremmo vederli come due tipi diversi di indipendenza: una “materiale” che ti rende capace di cavartela da solo, l’altra “mentale” che sta a dire “anche se vivo ancora coi miei genitori non vuol dire che sia ancora un bambino e non sappia fare le mie scelte in campo lavorativo, politico ed economico”.

Potrei sbagliarmi ma questi due modi di vedere la cosa li trovo molto orientale-occidentale. Lungi da me dire quale dei due sia il modo “giusto” per formare un individuo.

Gamagori è l’unico con le crocchette a forma di Mako. Questo è amore.

Ma parliamo d’altro ora. Se l’episodio 21 mi ha un pochettino deluso , nonostante fosse tutto cazzotti, il 22 mi ha divertito ed estasiato come non mai, nonostante abbia tirato il freno a mano e abbia dato ampio spazio al tema della famiglia. Famiglie, tante ce ne sono in Kill la Kill: ci sono i deliranti Mankanshoku, c’è la famiglia di Ryuko (composta da Senketsu, Mako e i Nudisti) e c’è la famiglia di Satsuki (composta dai 4 leader, Soroi e Iori).Tre nuclei familiari uniti da intrecci tra i vari membri pronti a proteggersi a vicenda; l’immagine del pic-nic sul ponte della nave è la più bella scena dell’episodio, a pari merito con altre due. Una di queste due è la scena in cui Ryuko tenta di chiamare Satsuki “Nee-san” non riuscendoci per il troppo imbarazzo. L’altra non dovrei neanche dirvela, visto che è la scena a più alto contenuto di hype dell’intera stagione: il ritorno di Mako Mankanshoku con la divisa da Fight Club.

Questo episodio ci butta davanti gli ultimi accenni di trama per poi potersi dedicare ai combattimenti nei prossimi episodi. Vediamo rapidamente cosa succede:

–          Vengono salvati gli ex presidenti dei club dell’Honnouji e dalle Covers viene ricavata biofibra che (come Mako ci dimostra) verrà reimpiegata da Iori per ricreare le Goku Bistelle e ottenere forza militare che supporti i Nudisti.

–          Scopriamo che le Life Fibers hanno lo stesso identico funzionamento di un parassita, o forse sarebbe meglio dire di un virus. Sfruttano la popolazione di un pianeta per riprodursi, una volta fatto ciò fanno esplodere il pianeta per procurarsi una spinta verso i recessi dell’universo per infettare altri pianeti. Sorge una domanda: Ragyo perché li aiuta?

–          Junketsu viene fuso con alcune fibre di Senketsu per essere più addomesticato e docile.

–          Mentre Ryuko e Satsuki intercetteranno Ragyo e la Biofibra Primordiale, i Nudisti e gli altri tenteranno di distruggere l’ “antenna” presente all’Honnouji.

 

Riguardo l’ultimo punto la domanda è: i 4 leader avranno una nuova Goku (magari potenziata con le conoscenze nudiste) o rimarranno in mutande? Perché dubito la presenza dei vecchi presidenti dei club e tutta la biofibra nella stiva facciano pensare ad un combattimento puramente “nudista”.

Badass Mako is badass.

Ma il vero quesito, su cui abbiamo sbattuto la testa pure due settimane fa, è uno solo: la forbice. E’ l’unico punto oscuro di tutta la faccenda (come anche la discrepanza temporale di Soichiro Kiryuin, ma su cui soprassiedo). Andiamo con ordine: la ferita con cui Nui viene impalata è stata creata dalla forbice rossa quando Nui ancora possedeva la forbice viola; la ferita alle braccia le è stata procurata da Ryuko quando questa era in possesso di entrambe le forbici (e quella viola ha mutato colore in rosso) e quest’ultima ferita non s’è rimarginata. Questa forbice rimane un mistero, soprattutto sul materiale di cui è composta. Non so ipotizzare una spiegazione, ma riguardo l’estetica posso buttare lì l’idea che il colore dipenda dal possessore. Sappiamo infatti che la biofibra che compone Nui è viola e non rossa come Ryuko.

 

Signori, e signore, prepariamoci a due episodi conclusivi over the top.

O almeno spero.

Commenti (6)

  1. io penso che il colore della forbice sia solo per identificare il possessore niente di pi, piuttosto secondo me conferiscono poteri a colui che le usa invece di avere un potere proprio, il che spiegherebbe perch se tenute entrambe in mano annullino il potere rigenerativo della biofibra e invece 1 sola no

  2. Riguardo alla forbice e i colori io penso che siano semplici riferimenti ai chakra, Ryuko ha il rosso, la radice, che rappresenta la sopravvivenza, ma il viola per Nui alquanto… inadeguato? A due episodi dalla fine non credo la strada dei chakra sia da seguire (a meno che la forbice non finisca nelle mani di Satsuki, rivelando altre propriet.)

    La natura della forbice necessariamente connessa alla natura della biofibra: se esiste un modo di tesserla (tagliarla e cucirla) lo stesso presupposto pu essere usato per distruggerla. Resta il fatto che la biofibra un essere vivente, e quindi avr un ciclo di vita, un metabolismo, vulnerabilit a malattie… per qualche ragione credo basti considerare la forbice l’equivalente della kryptonite per la biofibra.

    Riguardo Ragyo (te l’accennavo qualche giorno fa). Laddove non penso che la questione non sia pi complessa di quanto appaia, c’ da dire che se fosse il vero villain (e non la marionetta della biofibra) alcuni rivelazioni sulla biofibra potrebbero essere false. D’altronde, come gi dimostrato, non tutta la biofibra “maligna”: Ryuko viva grazie ad essa, Senketsu pi umano di molti pur essendo un vestito… c’ sempre la possibilit che esseri umani e biofibra abbiano collaborato per millenni fino alla comparsa di Ragyo.

    Restano due episodi. Indipendentemente da come andr, sar dura riprendersi dalla fine di Kill la Kill.

    1. Tutto pu essere. Alla regia di Kill la Kill c’ Imaishi, noto per Panty&Stocking e i finali inaspettati.

      1. si questo assolutamente vero, tuttavia ho comunque paura

  3. Per me sono stati davvero due episodi da urlo, e Mako non morta nel 21, quindi oramai basta che non si brucino nel finale perch la serie ne esca come un successo completo.

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