Jojopedia – Araki prima di Jojo

di Regola 2

 

Facciamo un passo indietro prima di gettarci nel vuoto, e diamo un’occhiata alla carriera di Araki prima della pubblicazione di Jojo. Come molti già sapranno il successo vero e proprio è arrivato tardi per il fumettista di Sendai, dopo sei anni di gavetta e di storie brevi pubblicate dalla Shueisha. Certo, ventisei anni non sono tanti, basti pensare che Toriyama iniziò Dr Slump&Arale a venticinque, Kishimoto pubblicò il primo capitolo di Naruto a ventisei, Oda cominciò One Piece a ventidue… fa eccezione Kurumada, che aveva trentatre anni al primo capitolo di Saint Seiya (ma aveva già prodotto molte opere, in Italia sconosciute ai più). Ciononostante Araki racconta di aver faticato molto prima di poter pubblicare, probabilmente per il fatto di essere stato un autodidatta per molti aspetti del suo mestiere. Ai tempi del liceo i suoi manoscritti venivano sempre rifiutati, fino al giorno in cui decise di recarsi di persona a chiedere spiegazioni… scelse la Shueisha perchè all’epoca era una casa di produzione minore e sentiva di essere meno in soggezione rispetto all’idea di presentarsi dalla Kodansha, dove ottenne l’attenzione di un redattore e gli vennero confermate le sue grezze doti. Tutte queste brevi storie di cui sto per parlarvi sono state pubblicate in Italia (tranne una), e in alcune di esse è possibile osservare sia l’evoluzione dello stile, sia gli archetipi dei suoi personaggi più famosi.

Poker Armato (Buso Poker) è il primo manga pubblicato da Araki, scritto nel 1980 ma pubblicato nel 1981. Si tratta di una breve storia di una trentina di pagine che partecipò anche ai Tezuka Awards del 1980 (vinti da Masakazu Katsura), dallo spiccato tono western. Due fuorilegge, Don Peckinpah e Mike Harper, si ritrovano allo stesso tavolo e danno inizio a una partita a poker che immagino sappiate tutti come andrà a finire: quando ci sono di mezzo saloon e pistole è difficile che non volino proiettili. Una breve storia, con qualche colpo di scena, un finale a sorpresa e il gusto per il fantastico e bizzarro che sempre ha contraddistinto questo autore, questa volta sotto forma di assurdi giochi con le carte, ma nella quale possiamo già individuare probabile Speedwagon nella figura di Mike Harper, e probabilmente anche il vecchio Dario Brando, nel ruolo di narratore della storia.

Praticamente introvabile e conosciuto solo di nome nel 1982 produce un’altra storia breve, Outlaw Man, anche il suo secondo lavoro fu di stampo western. Dico introvabile poichè sebbene sia stato pubblicato in Giappone nelle prime stampe dello stesso volume di Gorgeous Irene, per qualche motivo le pagine di questa breve storia sono andate perdute e mai pubblicate in Italia (e probabilmente neppure all’estero). Che ci sia lo zampino di Heaven’s Door?

Sempre del 1982 esce la storia breve Salutami Virginia (Virginia no Yohroshiku), l’unico manga di Araki a tema fantascientifico, racconta infatti la breve storia dell’astronave Dillinger e del suo equipaggio composto da sole due persone: il giovane Hiroshi Takemoto e il capitano Matt Jackson, che solcano lo spazio insieme al supercomputer Bonnie e il robot Clyde. Tuttavia, la loro tranquilla traversata viene interrotta dall’attacco di un misterioso nemico che mira a distruggere la Dillinger e uccidere il suo equipaggio con un bomba nascosta nell’astronave. I due membri dell’equipaggio suderanno freddo mentre cercheranno di salvarsi la vita, e scoprire l’identità del misterioso attentatore…

Il primo manga ad essere serializzato di Araki è Magical B.T., pubblicato tra il 1982 e il 1983 e lungo sei capitoli, tutti raccolti in un unico volume. Il protagonista, BT, che ricorda in particolare Dio Brando, è un ragazzo misterioso (quanti misteri nei manga di Araki) abilissimo in giochi di prestigio e attività simili… testardo come il personaggio a lui ispirato, viene costantemente coinvolto in situazioni assurde e complicate. Non solo giochi di prestigio ma anche delitti, inganni e crimini, sventati con l’astuzia del protagonista, Magical B.T. è anche l’ultimo manga di Araki disegnato con uno stile classico, influenzato da mostri quali Tezuka e Ishinomori. Dopo questo manga l’autore si avvierà per una strada da cui non tornerà più indietro…

La svolta nella carriera di Araki è stata dovuta indubbiamente a Baoh, il suo primo lavoro a ricevere una vera e propria risposta estremamente positiva da parte del pubblico. Questa breve storia, che Araki ha curato tra il 1984 e il 1985 è stata poi raccolta in due volumi (anche questi pubblicati in Italia), ha anche ispirato un OAV prodotto nel 1989 dallo Studio Pierrot. Il protagonista è il giovane Ikuro Hashiwaza, che viene rapito da un misterioso gruppo e condotto ai Laboratori Judas dove viene trasformato in un’arma biologica dotata di superforza e tante abilità, come quella di sparare dell’acido. Fuggito dai Laboratori grazie all’aiuto della piccola Violet dovrà successivamente combattere con i sicari inviati dal professore Hazyeye, il capo del progetto che ha creato il virus Baoh con cui è stato infettato e trasformato Ikuro. Una storia complessa, dai toni horror e avventurosi che sempre contraddistingueranno le opere di quest’autore, in cui come accade spesso è difficile dividere i personaggi in schieramenti ben distinti, e decidere chi è nel giusto e chi nel torto. Una curiosità recente su Baoh: nella seconda serie del manga di Jojo compare un giovane Joseph Joestar intento a leggere Superman, ma nell’anime prodotto lo scorso anno è stato sostituito con Baoh.

Sempre fedele alla sua passione per la biologia, e la parte strana, buffa e per certi mostruosi aspetti delle scienze Araki disegna tra il 1985 e il 1986 una breve storia composta da due capitoli, Gorgeous Irene in cui si dimostra finalmente “maturo”, sia nel tratto che nello stile delle storie. Irene è una ragazza che a prima vista sembra come tutte le altre, ma è in realtà un’assassina letale in possesso della misteriosa capacità di alterare la propria personalità, il proprio aspetto e le proprie capacità cambiando il suo trucco. Il modo di agire, il tipo di sfide e situazioni che Irene incontrerà potrebbero essere tranquillamente presenti in una qualsiasi serie di Jojo (per le atmosfere, direi un misto di Battle Tendency e Vento Aureo), anche per il modo di gestire i combattimenti e usare le proprie capacità in maniera “alternativa” e “creativa” che contraddistinguerà poi quest’autore fra tutti. È maturo anche il gusto per le cose “strane”, quasi bizzarre e mostruose (come un terzo braccio sulla schiena, per intenderci), come anche lo stile di disegno, essendo Gorgeous Irene disegnato in modo non troppo differente da Phantom Blood. Alcuni degli aspetti o particolari di Gorgeous Irene compariranno nei suoi futuri lavori:

  • Micheal, il protagonista maschile della seconda storia, ispirerà la figura di Jonathan Joestar;

  • il barista (sempre seconda storia) è uguale a Stroheim (Battle Tendency);

  • i membri della gang di Roba, nella prima storia, portano cappelli simili a quelli di Kars (Battle Tendency);

  • lo Stand di Johnny Joestar (Steel Ball Run) è probabilmente una citazione della capacità di Irene di lanciare le sue unghie.

Ovviamente Araki ha prodotto molte altre cose targate Jojo legate al manga… ma tra le produzioni non direttamente legate alla sua opera di maggior successo vale la pena nominare Vite bizzarre di gente eccentrica, una raccolta di storie che Araki e i suoi assistenti hanno prodotto dal 1989 al 2003, che vede come protagonisti figure storiche realmente esistite: Nikola Tesla, Ty Cobby, Kou Yoshio, Typhoid Mary, Sarah Winchester e i fratelli Collyer. Queste storie brevi sono state tutte raccolte e pubblicate in un singolo volume che offre la possibilità di vedere l’evoluzione dello stile di Araki senza doversi rileggere l’intero Jojo: i vari capitoli infatti sono disegnati con stili che vanno da Phantom Blood a Stell Ball Run, fornendo una sintetica panoramica dello sviluppo artistico di Araki. Anche questo volume è stato pubblicato in Italia dalla Star Comics (da sempre sono grato a questa casa editrice per le opere che sceglie di portare in Italia, dagli anni novanta a oggi).

La Jojopedia di questa settimana cala il sipario: questa settimana il tema è stato abbastanza semplice da trattare, spero altrettanto interessante, ma dal prossimo appuntamento (11 giugno) ci immergeremo in Battle Tendency e nelle avventure di quel mattacchione di Joseph Joestar!

 

Commenti (2)

  1. “Kuramada” e “Vite eccentriche di gente eccentrica” da correggere nell’articolo 😉

    Ovviamente ho tutto quello che stato stampato in Italia di Araki, nonch la videocassetta di Baoh, quindi mi molto piaciuto questo viaggio nel viale dei ricordi.

    Personalmente credo che i disegni migliori li sfoderi durante la 1 e 2 serie di JoJo, poi diventa troppo particolare per i miei gusti.

    Non vedo l’ora di leggere l’articolo su Joseph, il mio personaggio preferito, non di JoJo, non di Araki, ma di tutti i manga.

    1. Corretto (grazie per la segnalazione, sti giorni tra articoli e esami un inferno).

      Stilisticamente parlando, l’unica serie di cui non apprezzo lo stile Vento Aureo, perch incomprensibile. Joseph anche il mio protagonista preferito, per il mio personaggio preferito bisogner aspettare ancora un p…

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