Doubt [Edito J-Pop] – Recensione

di Kirisuto 5

The liar must die.

Frase iconica di Rabbit Doubt. Il bugiardo deve morire. Il problema fondamentale, però, sta nell’identificare il bugiardo.

Rewind. Porto oggi in anteprima la recensione di un nuovo titolo targato J-Pop: Doubt, di Yoshiki Tonogai. Opera conclusa con soli quattro volumi, da tempo attesa dal pubblico. A seguito di quest’opera l’autore si è messo al lavoro su Judge, di cui parlerò a termine dell’articolo in quanto è strettamente legato a Doubt. Quindi vediamo di partire che ci aspetta tanto materiale.

Trama: Il tutto si apre con un gruppo di ragazzi che si ritrova in piazza, o comunque in città. Sono tutti player di un web game chiamato Rabbit Doubt e hanno avuto l’idea di ritrovarsi anche di persona. In cosa consiste il gioco? Semplice. I giocatori si scelgono un avatar a che rassomiglia un coniglietto e si sfidano a mini-giochi. Tra i giocatori però c’è un “lupo”, un giocatore che conosce la soluzione al mini-gioco corrente. Il lupo può confondere i giocatori o far fallire il gioco di sua volontà solo per gettare il caos tra i player. I giocatori dovranno scegliere chi tra loro pensano sia il lupo e ucciderlo; se lo trovano, vince la comunità se sbagliano il lupo vince la manche e, se riuscirà a mangiarsi tutto il branco di conigli, avrà vinto lui. Cosa succederebbe se questo gruppo di ragazzi fosse costretto a ripercorrere le dinamiche del gioco per potersi salvare?

Dopo un pomeriggio passato al karaoke, di botto si ritrovano tutti dentro un edificio abbandonato senza ricordare come ci sono arrivati. Le porte delle stanze si aprono quando leggono un codice a barre. Una volta letto un codice, quello diventa “il” codice per aprire la porta in questione. Tutti hanno un codice tatuato su una parte del corpo. Tutti? Beh questo non è esattamente vero. 

Il gruppo si muove tra il sospetto e a far peggiorare tutto, mandando in pezzi i nervi dei protagonisti, è il ritrovamento del cadavere di una ragazza che faceva parte del gruppo. Qualcuno si aggira nell’edificio, o l’assassino è proprio uno del gruppo?

Una lotta contro il tempo per poter uscire da un ambiente da incubo e potersi liberare della presenza degli altri, tutti possibili lupi assetati di sangue.

Trova il lupo bugiardo. The liar must die!

 

 

Stile e Disegni: vorrei sottolineare in quest’opera l’ottima resa della suspance, punto cardine a cui ruota tutto quanto. Inquadrature e tempistica sono ottime. Per tempistica intendo la scelta del momento in cui introdurre l’elemento generatore di suspance. Appena uno pensa di potersi rilassare un attimo ecco che spunta: un estraneo, un bisturi, un’accetta o chissà cos’altro. L’autore ben sa come tenere i lettori ben tesi e sul chi va là. I disegni sono buoni e con delle inquadrature interessanti. Non è un manga cupo e “pieno di nero”, ma per mezzo delle situazioni a cui i protagonisti si trovano davanti riesce comunque a insinuare disagio e tensione. Non ho molto altro da aggiungere: a mio modo di vedere i disegni in sé e per sé non sono ciò che fa risaltare il manga, il motivo per cui mi sento di consigliarvi questo titolo caldamente, infatti, è la sua trama.

 

Edizione J-Pop: che dire? Pagine a colori, sovraccoperta e ottima cura come al solito. Note qui e là. Il punto a favore di Doubt è che si tratta d’un manga breve (come ho già detto sono solo quattro volumi totali). Prezzo a volume dell’opera: 5,90 euro.

 

 

Mi permetto una nota in chiusura prima di lasciarci. Una nota in merito a Judge, che spero la J-Pop si accaparri (sempre non l’abbia già fatto). Quest’opera ripercorre Doubt ma se ne distacca ala base. Ossia? Un gruppo di persone viene sempre prelevato e posto in un edificio isolato e decadente, e nuovamente ritorna il meccanismo dell’eliminazione di un elemento. Ma la tagline che in Doubt era The liar must die! in Judge è What’s your sin?

Le persone riunite dovranno decidere chi tra loro sacrificare affinchè il gruppo restante possa uscire, dopo aver valutato i “peccati” di ciascuno. Chi ha commesso il crimine più nefasto e immondo tale da marchiarlo come sacrificio?

Opera promettente che, se ricordo bene, non è ancora conclusa.

Incrociamo le dita per averla il prima possibile qui in Italia!

Come sempre ringrazio la J-Pop per averci concesso il materiale in anteprima per la recensione.

Beh con questo è davvero tutto. Ci sentiamo alla prossima! 

Stay tuned!


 

Commenti (5)

  1. Doubt mi piaciuto moltissimo, spero che Judge sia all’altezza! 🙂

  2. cavolo quanto tempo passato da quando KJ traduceva mano a mano i capitoli di Doubt :cwy:

    1. E psyren! L’ho pensato anch’io. Bei tempi, che bell’atmosfera.

      1. :heart:

  3. l’ho gia letto ma mi era piaciuto moltissimo quindi credo lo comprer… passato un bel po’ di tempo (?) da qundo traducevate…che nostalgia… :cwy:

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