Collegamento in Corso… Abilità speciali

di Regola Commenta

Salve a tutti e benvenuti all’appuntamento settimanale con Collegamento in Corso, e come avete potuto leggere qui sopra in quest’analisi approfondita potreste trovare svariati elementi spoiler quindi siete avvertiti, se non avete visto ancora le serie di .hack, Accel World o Sword Art Online procedete a vostro rischio e pericolo!

Che sia un lavoro di genere fantasy o fantascientifico non possono mancare elementi “fantastici” nelle storie, e queste in esame non fanno di certo eccezione. Converrete con me che queste opere si possono definire borderline: si tratta di opere del genere  fantascientifico con elementi fantasy, ma possono anche essere visti come fantasy arricchiti da elementi fantascientifici. E questi elementi “fantastici” sono proprio quelli che aggiungono l’ultimo tocco alla storia e ai sistemi di gioco (di cui vi ho parlato per due settimane), e come avrete intuito dal titolo, si tratta proprio delle abilità speciali che i personaggi (soprattutto i protagonisti) acquisiscono.

In .hack l’abilità in possesso di Kite è decisamente la più esclusiva di tutte, sebbene più che un’abilità vera e propria sia un equipaggiamento: la Chiave del Crepuscolo. Si tratta di un oggetto che Kite riceve da Aura in modo da poter affrontare la minaccia dei virus che stanno mettendo in pericolo la sicurezza degli utenti di The World, e quindi di salvare quelle persone rimaste intrappolate nel gioco (trall’altro, tra tutte le persone intrappolate l’unica che poteva comunque interagire con The World era solo Tsukasa). La funzione della Chiave del Crepuscolo è duplice: in primis è in grado di portare un attacco hacker al bersaglio distruggendone le difese e riducendolo a una creaturina di primo livello indifesa; la seconda è quella che permette di superare le barriere di sistema e raggiungere aree proibite ai giocatori. Ovviamente il solo possedere queste due abilità rende Kite un “criminale” nel mondo di The World, che deve evitare di renderele note per non attirare l’attenzione di moderatori e amministratori. Nel gioco il colpo di grazia ai virus viene portato tramite un attacco con la Chiave del Crepuscolo: questi hanno un numero di punti vita infiniti, ma attaccandoli per un certo tempo si riesce ad abbassare la loro barriera e renderli vulnerabili. Inoltre, l’abuso dei poteri della Chiave del Crepuscolo danneggia il sistema rendendolo instabile, ferendo e indebolendo Kite. In Roots anche Haseo è in possesso di abilità speciali poichè nel suo personaggio sono presenti dati residui di Skeith, il primo virus sconfitto da Kite (inoltre il soprannome di Haseo è il Terrore della Morte, che è anche quello che viene dato al virus Skeith), il che gli permette, nella parte finale della saga di sbloccare la classe di Dual Gunner diventando l’unico personaggio in The World R:2 a poter usare armi da fuoco.

 

In Accel ogni personaggio possiede un’abilità o una caratteristica che lo rende unico, nel caso di Arita è quella di avere delle ali con cui volare: sono comunque presenti delle abilità particolari che non tutti possono padroneggiare. La prima è sicuramente il Physical Full Burst: il Physical Burst è un’abilità in possesso di tutti i Burst Linker che permette di ottimizzare i movimenti del corpo con la percezione accelerata della realtà, il Full Burst è invece l’abilità che le persone di nono livello tengono segreta, la quale permette di accelerare fisicamente alla stessa velocità in cui viene percepita la realtà attraverso il Brain Burst. È l’abilità che Kuroyukihime utilizza per salvare Arita da un incidente stradale. La seconda abilità esclusiva a comparire, nella seconda parte della serie, è il cosidetto Incarnate System: devo ammettere che non ho accolto positivamente l’inserimento di questo elemento nella serie (e probabilmente non sono l’unico). Detto in breve si tratta di una capacità che previo un certo addestramento tutti gli utenti dell’Accel World possono imparare, purchè si possegga una solida determinazione e un’enorme forza di volontà; la maggior parte dei Re sembra esserne in possesso e si guarda dal parlarne o mostrarla di fronte ad altre persone; nella serie Arita e Takumu l’apprendono per contrastare Nomi, il quale ne è in possesso. Ovviamente per battere una persona che usa l’Incarnate System è necessario usarlo a propria volta, vige pertanto una regola non scritta che consiglia di usarlo solo per difendersi da quelle persone che non si preoccupano di temere questa pericolossima abilità segreta. Si tratta della capacità che attraverso la “visualizzazione” permette di trasformare le proprie immagini mentali in realtà (virtuali) e compiere azioni che normalmente il sistema non rende possibile: in combattimento permette di potenziare il proprio attacco o la propria difesa, di muoversi più rapidamente (il tipico Shunpo che vediamo anche in Bleach e Naruto) e di migliorare la gittata dei propri attacchi a distanza. Ovviamente, come detto sopra, l’unico modo per difendersi da un attacco portato con l’Incarnate System e usarlo a propria volta. Non essendo stato progettato per i combattimenti, ma per esplorare se stessi e le proprie paure (le capacità che si possono sbloccare dipendono anche dalla propria personalità) non influenza la barra per il caricamento delle mosse in alcun modo.

 

L’abilità speciale di Kirito è quella che gli permette di usare due spade: nel piano di Kayaba Akihiko in Aincraid uno dei giocatori, quello in possesso dei migliori riflessi, doveva ergersi come eroe e combattere contro di lui al centesimo livello della torre, per liberare le persone dalla prigionia. Molti di voi sapete sicuramente che nei videogiochi l’uso di due armi indica uno stile di gioco che punta a infliggere più danni di un normale altro guerriero, sacrificando però la difesa personale: Kirito infatti, nonostante usi per la maggior parte della serie una spada relativamente leggera non porta uno scudo come farebbero altri, questo perchè tiene libero il braccio sinistro per la seconda arma. Ma nella realtà gli stili di spada basati sull’uso di due armi sono pochi e non ortodossi, vuoi per le maggiori difficoltà nella coordinazione e per il fatto che la scherma, sostanzialmente un’arte bellica, deve piegarsi a specifiche necessità pratiche (uno scudo, per esempio, permette di difendersi dal tiro degli arcieri). Eppure nella letteratura fantasy la figura dello spadaccino che usa due armi è molto ricorrente, spesso serve anche per indicare la netta superiorità che questi ha rispetto agli altri: uno dei casi più famosi è Drizzt do Urden, l’elfo scuro passato dalla parte dei buoni che sconfigge i suoi nemici con l’uso di due scimitarre (lo stile di Drizzt viene descritto spesso da Salvatore come una vera e propria danza). Conan, un caso diverso, non usa mai due armi, se si ritrova con due armi in mano è più per improvvisazione o per la furia del momento; allo stesso modo nei libri fantasy più famosi al mondo sono quasi assenti i personaggi che usano due armi contemporaneamente (Il Signore degli Anelli, La Saga di Elric di Melnibonè…). In occidente, soprattutto, dove l’uso di armi non è mai stato inteso come arte ma come preparazione bellica (a differenza di alcune filosofie orientali) ci sono stati pochissimi esperimenti di doppia arma, abbandonati poi con l’innovazione delle armi da fuoco che ha reso il corpo a corpo quasi inutile: esistono comunque dei trattati, recuperabili in rete, scritti nel Rinascimento. In Giappone a parlare dello stile a due armi ci pensa Miyamoto Musashi con il Niten Ryu: essendo disonorevole per un samurai morire senza usare tutte le armi a sua disposizione (katana e wakizashi) egli consigliava di imparare a padroneggiarle insieme. Si tratta perlopiù di una filosofia che di una scherma vera e propria, sebbene esistano comunque praticanti che mettono in atto dimostrazioni (vi allego un video a riguardo).

 

Collegamento in Corso cala il sipario anche questa settimana, vi saluto e vi ricordo l’appuntamento della prossima settimana.

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