Aku no Hana – Recensione [12]

di Kirisuto Commenta

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Io mi chiedo: perchè perdere un minuto e mezzo o due minuti per la ricapitolazione dell’episodio precedente quando siamo verso la fine della serie e c’è un disperato bisogno di tempo per arrivare al finale di stagione? Una cosa che prima non accadeva… mancheranno i soldi? Mah!

Ben ritrovati anche questa settimana! Direi di iniziare subito questa recensione che, per certi versi, ci mostrerà un episodio composto da parallelismi.

Ci eravamo lasciati con Kasuga che scrive qualcosa per Nakamura su un suo quaderno, a notte fonda. La mattina dopo, a scuola, il protagonista ignora senza pietà la ex ed invece saluta la rossa, sebbene questa non dia segno di ricambiare. A quanto pare Nakamura non vuole più avere a che fare col ragazzo in modo definitivo. E’ un episodio lento questo, e ci sono molte scene di transizione composte da camminate, sfondi e fermo-immagine. Quel che accade, però, è che a termine delle lezioni il buon Kasuga si getti all’inseguimento di Nakamura e le offra il suo “saggio”. La ragazza, senza scomporsi, lo ignora e tira dritto. Senza demordere, Kasuga comincia a leggere il brano ad alta voce. Si tratta di un brano di scuse in cui ammette i suoi errori e dice di aver compreso, in parte, quel che prova Nakamura e cosa lei voglia da lui.

La rossa inizia a correre e , per starle dietro, Kasuga si fa quasi investire perdendola definitivamente di vista. Ma tornato a casa si mette a cercare la lista degli indirizzi dei compagni di classe e si fionda a casa di Nakamura. Non che Kasuga voglia sfondare la porta e presentarsi a casa della tipa dal nulla, piuttosto lasciarle nella buca delle lettere il manoscritto. E’ lì a fare il postino quando il padre di Nakamura lo vede.

Ora mi permetto una piccola parentesi. I protagonisti, fino ad ora, li ho chiamati sempre per il loro cognome (come usato nell’anime, e è d’uso tra i giapponesi in questi casi), ma sta di fatto che Kasuga si chiama Takao, Nakamura si chiama Sawa e Saeki ha il nome Nanako. Questo perchè, dopo essere stato invitato in casa dal padre di Sawa, Takao parlando della ragazza si sforzerà di chiamarla per nome piuttosto che solo per cognome. Ciò, generalmente, è indice di intimità tra due persone (intimità intesa anche solo come amicizia stretta) e questo sforzo da parte di Kasuga va a sottolineare due cose: in primis il volersi mostrare vicino a Nakamura di fronte al genitore di questa usando un appellativo più personale, in secundis auto-convincersi di questa pretesa amicizia.

Il padre di Sawa è sostanzialmente soddisfatto che la figlia abbia almeno un amico: non ha un buon rapporto con la figlia, non capisce il motivo del suo comportarsi così e si vergogna un po’ di questa sua incomunicabilità con la figlia. Purtroppo ha divorziato con la madre della ragazza quando questa aveva solo cinque anni. Prima che iniziate a pontificare sul fatto di come il divorzio possa aver segnato Nakamura, vi dico che nel manga ciò non ha alcuna rilevanza particolare e non viene sottolineato come fattore rilevante a spiegazione del comportamento di Nakamura.

Si è fatto tardi e il padre di Sawa invita Kasuga a rimanere per cena, tanto la figlia tornerà a breve dai suoi vagabondaggi. L’uomo si premura anche di chiamare i genitori del ragazzo e avvertirli di questo “cambiamento di programma”. Kasuga è visibilmente imbarazzato, ma non oppone troppa resistenza. Per fuggire un po’ da quella situazione chiede indicazioni per il bagno.

Sulla sua strada verso la toilette s’imbatte in una porta su cui campeggia una scritta nera gigante: Non entrate pezzi di merda!

Devo dirvi dove conduce quella porta? Ovviamente alla camera di Sawa; Kasuga lo capisce subito e, piano piano, ci si avvia. Esitante poggia la mano sulla maniglia ed apre quella porta, concludendo l’episodio.

Possiamo notare come il finale di quest’episodio ricordi il finale del primo episodio. Da una parte la sacca coi vestiti di Saeki, dall’altra la stanza di Nakamura ma l’accesso ad entrambe è sottolineato da un accumulo di tensione finale, un cliffhanger. Entrambe le mire di Kasuga sono elementi personali delle ragazze (vestiti usati/camera da letto) e verso tutte e due il protagonista sembra avere un iniziale tentennamento spazzato via da delle mani che sembrano sempre muoversi da sole. Ora, secondo voi, quale delle due ragazze ha subito la violazione maggiore (anche ignorando come sia la camera di Nakamura)? Da una parte c’è una metaforica violazione del corpo tramite i vestiti, dall’altra c’è la reale violazione e contaminazione del rifugio presso cui Nakamura si sente salva da tutta la merda del mondo. Quale delle due azioni di Kasuga è peggio?

Altro parallelo è quello della casa. In un episodio precedente Kasuga va a casa di Saeki (sebbene non volesse all’inizio), trova la madre che lo invita dentro e lo conduce in camera della figlia (la quale è presente nella stanza). Con Nakamura è tutto l’opposto: va a casa della rossa perchè vuole, viene accolto dal padre, trova da solo la camera di Nakamura, ci entra senza permesso e dentro la ragazza non c’è. Qualcuno potrebbe dirmi: eh ma son scelte casuali, non per forza c’è da vederci sotto qualche cosa. Questo modo di vedere le cose, è un po’ superficiale. Una storia, una buona storia, quand’è scritta bene è piena di dettagli sparsi qua e là; forse non ce se ne accorge al primo colpo, ma sono tutti utili a una miglior comprensione dell’opera. Questa contrapposizione cosa ci dice, oltre al fatto che le due ragazze non sono “uguali”? Che da “premesse” diverse derivano risultati diversi. Tutto ciò purtroppo non lo vedremo prima di un lunghissimo tempo, o forse mai.

Arriviamo infatti a un punto dolente: il finale di stagione. L’argomento “seconda stagione” l’affronterò settimana prossima nell’ultimo articolo e sarà un po’ spoileroso. Ma pensiamo intanto a come finirà questa stagione. Siamo a poco meno di metà del capitolo 20, e mantenendo il passo di questo episodio arriveremo a fine del 21°. Punto orribile per interrompere, perfetto sarebbe la fine del 22°. Ma anche eliminando opening, ending e non ricapitolando quest’episodio sarebbe ostica arrivarci a quel punto in quanto si tratterebbe di due capitoli e mezzo abbondanti. Se concludessero a fine del cap.21 implicherebbe per forza una seconda stagione (magari tra due anni o più) cosa non obbligatoria se finissero a cap.23. La decisione sta quindi se scegliere un finale che potrebbe essere conclusivo in senso assoluto o che liberamente faccia capire ci sarà una seconda stagione.

Lo sapremo settimana prossima. Io personalmente preferirei un episodio un pochettino più lungo, senza opening ed ending ma che arrivi al 23°. Cosa non è quel punto del manga! Niente a che vedere con cap. 25 e 26, ma comunque mette un hype!

Alla prossima!

Non smetterò mai di prendere paura ogni volta che parte l’ED.

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