Jojopedia – il vento caldo del Messico

di Regola 4

 

Vi ricordate quella Maschera di Pietra al centro delle vicende della prima serie Phantom Blood? Certo che si, ne abbiamo parlato tanto… essa ritorna di nuovo al centro delle sanguinose vicende di Battle Tendecy per svelare finalmente la sua origine: il suo potere, trasformare esseri umani in “vampiri” è più che altro un effetto opzionale, aggiunto per testare i limiti della Maschera stessa dai suoi creatori. Perchè essa è stata creata da l’altra razza intelligente che popola questo pianeta: gli Uomini del Pilastro. Ammetto che il concetto di intelligenza in Jojo andrebbe approfondito e sviscerato, nella serie compaiono animali, oggetti dotati di capacità cognitive di alto livello, più avanti ci sarà anche una colonia di plancton senziente… comunque, come un prestigiatore Araki va a tirare fuori dal cappello qualcosa che non troverete su nessun libro di zoologia, gli Uomini del Pilastro infatti da sempre esistono, e se non ci avesse messo lo zampino il destino, sarebbero esistiti per sempre.

Mastodontici, ma dall’aspetto umano, eccetto per la presenza di corna (ben più che ornamenti) sono responsabili dell’esistenza della Maschera, e quindi allo stesso tempo dell’origine dell’arte delle Onde nata appositamente per combatterli. Joseph incappa in quelli che saranno i nemici più potenti presenti in Jojo almeno fino a quando Araki non si metterà a scomodare il principio di causa ed effetto, quasi il suo compito fosse quello di chiudere una volta per tutte la partita tra la sua famiglia e l’orrendo strumento di trasformazione. Un’eredità lasciatagli dal nonno, così come la propensione per le Onde.

Personalmente ritengo che Le bizzarre avventure di Jojo esca da una sorta di “fase introduttiva” alla comparsa del primo Uomo del Pilastro, affrontato in Messico. Dopo una piccola scaramuccia con una vecchia conoscenza, bullata e umiliata da quello scimmione di Joseph, la scena si sposta in America Centrale dove scavi archeologici hanno rivelato una tremenda statua circondata da Maschere: il problema è che essa sembra essere viva, poichè in grado di assorbire il sangue dai cadaveri anche a distanza. La statua verrà successivamente spostata dall’esercito nazista, e la creatura in essa imprigionata, Santana, libera di agire come una volta. Questo momento è per me uno degli spartiacque fondamentali di Jojo, in cui Araki comincia ad inserire creature fantastiche frutto di una bizzarra fantasia, ispirato da chissà che cosa: fin’ora si combatteva qualcosa che in qualche modo faceva parte del reame umano (i vampiri sono una delle creature mitologiche la cui conoscenza è tra le più diffuse al mondo), o del conoscibile, da questo momento in poi il Joestar di turno, come il lettore, dovrà scontrarsi contro l’ignoto con un urlato, patetico “e ora che si fa?!

L’unica arma efficace, a parte i raggi solari, contro gli Uomini del Pilastro, sono le Onde… e guarda caso Joseph a questo punto della storia le padroneggia a un livello pressochè amatoriale. Ma Santana ha un punto debole fatale, che verrà fatto notare successivamente anche dai suoi simili: essendo poco più di un bambino (mentalmente) è inesperto alla battaglia, e particolarmente curioso proprio come i cuccioli di uomo. Le sue scarse conoscenze, che comunque non lo rendeno meno mortifero, sono dovute al fatto che non ha seguito i suoi simili nel Vecchio Continente per combattere gli Eremiti che volevano sterminarli, all’incirca duemila anni prima degli eventi raccontati nella seconda serie: non aver avuto a che fare con esseri umani, probabilmente al di fuori di aztechi, ha fatto si che non fosse nemmeno al corrente dell’arte delle Onde, e quindi impreparato ad affrontarle. Inoltre, questa sua ingenuità lo rende la vittima perfetta per i tiri mancini di Joseph.

Non puoi vincere contro Joseph!

Con l’inserimento nella storia di Santana, e della razza degli Uomini del Pilastro, Araki si permette di giocare ancor di più con la nostra sospensione dell’incredulità, e fornisce a queste creature poteri particolari, che gli permettono di restare nell’atmosfera perfettamente horror e splatter che contraddistingue le sue prime produzioni. Per questo le capacità speciali di Santana, e degli altri suoi simili, sono tutte di stampo biologico: sensi amplificati migliaia di volte rispetto a qualunque essere vivente presente sulla Terra (Santana riesce a sentire quello che Stroheim dice dietro un’insonorizzata parete di ferro spessa probabilmente svariati metri; Wamoo può percepire alla perfezione l’ambiente che lo circonda analizzando le correnti d’aria col suo corno…); possiedono la capacità di modificare il loro corpo, carne e ossa, nonchè la forma per attaccare in modi imprevedibili e infilarsi in qualunque pertugio, inoltre, il loro corpo è composto da cellule che consumano immediatamente la materia organica con cui viene in contatto (solo coloro che praticano l’arte delle Onde sembrano poter resistere a questo strambo metodo di digestione). Santana, inoltre, è caratterizzato da una capacità di apprendimento molto più rapida rispetto a Kars, Wamuu e Esidisi, ma a differenza di questi non ha sviluppato l’affinità e la capacità di usare un elemento. La vulnerabilità al sole inoltre non sembra essere assoluta: dopo essere esposto alle radiazioni solari, infatti, Santana si pietrifica ma è ancora in grado di assorbire sangue e tessuti a distanza, pertanto, per impedirne la rigenerazione verrà costantemente bombardato con raggi ultravioletti; un Overdrive ben assestato riesce a distruggerli, essendo un attacco con il quale l’energia delle Onde viene concentrata e fatta agire soprattutto all’interno del corpo del bersaglio.

L’attacco con le costole di Santana.

Non ho avuto modo di confermarla (e non ho a portata di mano il manga in questo momento) ma ho sempre voluto pensare che il motivo per cui Santana, il più giovane dei quattro, non avesse seguito i suoi simili in Europa fosse a causa della compulsiva abitudine di Wamoo, che lo porta ad attaccare indistintamente chiunque calpesti la sua ombra: ecco, immaginate i quattro in fila indiana dirigersi verso future battaglia con il povero Santana che viene affettato ad ogni passo (perchè è indubbio che Wamoo sia sempre dietro a Kars e Esidisi). Questo appuntamento della Jojopedia termina qui, vi saluto e vi rimando al prossimo appuntamento (9 luglio), chiudendo con un pezzo del famosissimo chitarrista messicano da cui Araki ha preso il nome per il primo Uomo del Pilastro ad essere comparso.

[youtube mTbFNsBy73I]

 

Commenti (4)

  1. Oltre al fatto che questa forse la mia serie preferita, gli uomini del pilastro sono secondo me tra i nemici migliori della saga. Li ho trovati carismatici, ben caratterizzati e con poteri molto fantasiosi.
    Per il resto santana l’unico che non mi piaciuto, forse perch sapeva troppo da nemico punchingball: il tipico riscaldamento prima della sfida seria.
    Waiting for Wamoo ACDC e Kars.

  2. Per me resta la serie migliore con anche i nemici migliori, e poi i Nazisti fanno tanto Indiana jones.

  3. La seconda anche la mia preferita, e penso si noter…

  4. Diciamo che Santana non proprio il pi carismatico dei nemici affrontati nella serie. Per il resto degli uomini del pilastro sono sicuramente tra i pi carismatici e, come ha detto Fabius Bile, tra i nemici migliori, per quanto ho visto/letto (cio poco purtroppo ancora).

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