Ciampax Manga Mondo 3: Ushio & Tora

di Ciampax 34

Sì, lo so, era da tanto che non mi mettevo a scrivere una cosa del genere. Il fatto è che, dopo la partenza iniziale, ci sono stati una serie di problemi in corsa che mi hanno fatto abbandonare i progetti degli articoli a cui volevo lavorare. Ma ora che non traduco più One Piece, posso dedicare quella parte di tempo per scrivere, come avevo promesso tempo fa. E allora, ecco a voi, per celebrare il ritorno di questa rubrica, la trattazione di quello che, secondo me, è il migliore shounen di sempre. Buona lettura, gente.

Oggi vorrei parlarvi di un manga che, per quanto mi riguarda, è il miglior shounen di sempre, nonché il mio manga preferito in assoluto! Sto parlando di Ushio & Tora (il primo nome si pronuncia Uscìo, con l’accento tonico sulla “i”), del maestro Kazuhiro Fujita.
Cos’ha di tanto particolare questo manga? Molte cose: una trama che, sebbene all’inizio sembri molto lineare, si rivela, pian piano, ricca di colpi di scena e cambiamenti; personaggi che non sono semplicemente buoni o cattivi, ma mutevoli, come sono davvero gli esseri umani, e a volte è difficile distinguere tra alleati e nemici; un disegno che, a mio parere, risulta caratteristico e fuori dagli schemi classici del manga giapponese; infine una capacità narrativa veloce, facile da seguire, ma non per questo banale e, anzi, molto profonda.
Ma veniamo con ordine alla descrizione di questo manga.

La Trama: Ushio Aotsuki è un giovane studente delle medie (il tipico ragazzino vivace e un po’ tonto) che vive con il padre Shigure nel monastero buddista che lo stesso amministra quale monaco della confessione Kouhamei. La vita del ragazzino subisce un drastico cambiamento quando, sistemando la cantina del monastero, Ushio si imbatte in qualcosa di fantastico e terribile al tempo stesso: attaccato alla parete dell’enorme stanzone sotterraneo, vi è un mostro somigliante ad una tigre antropomorfa (il cui nome è Saltalungo) bloccato da una lancia che ne trafigge una spalla. Ushio sarebbe tentato di lasciarlo lì, ma l’apertura della cella del mostro ha richiamato migliaia di mostri inferiori attirati dall’aura maligna di Saltalungo. Questi propone un patto ad Ushio: se lo libera dalla sua prigionia che dura da 500 anni, lo aiuterà a distruggere i piccoli mostri. Ushio si fida, ma appena libero Saltalungo cerca di mangiarselo: e qui avviene la trasformazione. Impugnata la lancia (la Lancia della Bestia) ad Ushio crescono i capelli e le unghie (tanto che egli stesso pare un essere mostruoso) e, posseduto dall’arma, il giovane riesce a tenere testa all’entità appena liberata e così a convincerla ad aiutarlo. Da questo momento in poi, Ushio dovrà fare i conti con svariate situazioni: il mostro Saltalungo, ribattezzato Tora (che significa tigre in giapponese) da Ushio, che vuole mangiarselo e gli sta sempre attaccato; svariati esseri che il nostro comincia a vedere e che combatterà con l’aiuto della lancia della Bestia; la sua stessa condizione mostruosa che andrà via via peggiorando, man mano che il ragazzo farà sempre più affidamento sui poteri dell’arma. Ma la storia non termina qui: presto Ushio scoprirà un’amara verità che riguarda lui, la sua famiglia e sua madre in particolare; dovrà affrontare non solo mostri di ogni genere, ma anche i monaci della confessione Kouhamei per il predominio della Lancia della Bestia; infine, scoprirà che tutte le vicende in cui è stato coinvolto, tutti i mostri affrontati e le persone conosciute, sono stati eventi fondamentali al fine di compiere il suo destino: distruggere la Maschera Bianca, il mostro più potente e terribile di tutti.

I personaggi: la caratterizzazione dei personaggi presenti a volte risulta stereotipata, altre volte, tuttavia, lascia completamente disorientati. Ushio è pensato come il tipico personaggio shounen: tontolone ma dal gran cuore; timido in generale, ma risoluto nelle situazioni difficili; conteso tra il desiderio di vivere una vita tranquilla e gettarsi nella mischia del combattimento pur di difendere gli altri a rischio della sua vita. Quando però impugna la lancia, accade qualcosa di particolare, che ci fa vedere il personaggio sotto un’ottica differente. Ushio si trasforma in una sorta di mostro, tuttavia non perché il suo cuore sia malvagio, o perché nasconda un demone dentro di lui. E’ la Lancia stessa, dotata di una forza sovrannaturale e di uno spirito omicida a conferire al nostro protagonista una caratterizzazione totalmente differente: è quasi come se, nel momento in cui i capelli del nostro eroe crescono, un altro personaggio, malvagio e differente dall’essere un suo lato oscuro, prenda il suo posto nella storia (situazione diversa da quella dell’Hollow dentro Ichigo Kurosaki, tanto per dirne una). Di tutt’altro tipo è la caratterizzazione del mostro Tora: in lui convivono una sorta di malvagità innata, mista a sentimenti umani (che pochissimi altri mostri, tra gli innumerevoli presenti nella storia, dimostrano di possedere) che lo rendono, a mio parere, il vero protagonista del manga. Tora è un antico mostro che ha vissuto su di sé le vicende di duemila anni di storia; è un bambino che, riportato in vita nel Giappone moderno, prova stupore per ogni singola invenzione con cui entra in contatto; è una creatura famigerata tra mostri e umani, e tuttavia, è anche nota per gesta eroiche compiute nella sua lunga carriera. Tora è, in sintesi, il perfetto antieroe: delineato come essere malvagio, col passare del tempo rivela sempre più sentimenti umani, fino a che, nelle parti finali della storia, non si ha una rivelazione (secondo me sconvolgente) sul legame di Tora con la lancia della Bestia e la Maschera Bianca.

E’ proprio il cattivo per eccellenza che, a mio parere, risulta il personaggio maggiormente accattivante: la Maschera Bianca è una volpe a Nove code (dove l’ho già visto questo mostro?) che imperversa sul mondo da oltre 3 millenni (la sua nascita coincide con la nascita del primo impero cinese, nel 1500 A.C.) e che da allora ha sempre portato devastazione nel mondo. Nel manga sono presenti, molto spesso, lunghi capitoli che riguardano il passato di questo mostro: durante questi flashback scopriamo, prima, le origini della Lancia della Bestia, poi quelle della Maschera Bianca e, infine, quelle di Tora. L’idea narrativa con cui questi tre personaggi sono collegati è davvero geniale: in un certo senso, ognuno dei tre è causa e conseguenza della nascita degli altri, una sorta di trinità mostruosa per cui, senza uno, gli altri non esisterebbero. E’ in questo stretto legame che si trova la forza dirompente della narrazione di questo manga: ad un certo punto, non si comprende più chi, come o cosa sia il buono o il cattivo, in quanto questi tre esseri provengono tutti dalla stessa “anima” e condividono sentimenti positivi e negativi nello stesso modo.

La grandezza di questo manga sta però nella scelta dei comprimari: non starò qui ad elencarli tutti, ci vorrebbe troppo, ma è interessante come Fujita riesca ad introdurre personaggi umani e mostri con la stessa facilità, caratterizzando al meglio ognuno di loro e dandone, in poche vignette, una descrizione accurata e chiara. Inoltre, il modo in cui questi personaggi si incastrano tra loro, al fine di condurre la storia al suo epilogo, risulta molto più corale di altre saghe ricche di personaggi (quali ad esempio Dragonball, o il più recente Shaman King – per altro bellissimo manga – in cui tutti i personaggi della storia riappaiono alla fine per “contribuire” alla chiusura della stessa): qui i vari comprimari vanno e vengono, appaiono e scompaiono, entrano in scena in momenti inaspettati e per motivazioni non banali, riuscendo sempre a ritagliarsi un loro ruolo concreto e non quello della semplice “guest-star” temporanea. In definitiva, c’è una coralità tale che ricorda la prima parte di Naruto o di storie quali “La Compagnia dell’Anello” di J.R.R.Tolkien; una maestria nel narrare i fatti e una abilità nella scrittura dei dialoghi che lascia davvero senza parole.

I disegni I disegni di questo manga mi hanno sempre colpito: abituato a tratti pressoché “standard” nei manga e negli anime degli anni ottanta e dei primi anni novanta, quando mi ritrovia per la prima volta questo manga tra le mani pensai: “e che è sta schifezza?“. Poi, però, col passare del tempo, ho iniziato ad apprezzare sempre più il tratto di Fujita: un disegno per niente morbido, eppure di impatto, lontano chilometri dalla ricerca della “bellezza” a tutti i costi delle protagoniste o dall’uso di immagini volutamente “impressionanti”. I mostri di Fujita rappresentano un capolavoro culturale: assolutamente fedeli agli originali della tradizione giapponese, sono definiti nei minimi particolari, dettagliati e carichi di una forza visiva (legata alla “durezza” del tratto di Fujita) che serve a distinguerli immediatamente dagli “esseri umani” che, a volte, essendo portatori di malvagità, vengono disegnati anch’essi in maniera spaventosa e truce. Ma la cosa che più colpisce del disegno è la profondità degli sguardi dei personaggi: Ushio, in particolare, ha due occhi che bucano le pagine e arrivano dritti fino al cuore, lasciando un segno profondo.

In conclusione Credo si sia capito quanto io sia profondamente legato a questo titolo. Non voglio dire che sia oggettivamente l’opera migliore mai creata fino ad oggi, ma spero almeno di avervi spinti a leggere questo manga che per me rappresenta la maturazione come manga-fan. Non starò a dilungarmi con altre osservazioni tecniche, ma voglio lasciarvi con quella che, credo, sia l’immagine più suggestiva di tutto il manga. Cercherò di non spoilerare, ma qualcosa devo pur dirla. Bene, verso la fine della storia, accade un fatto che mette all’angolo Ushio e Tora e quasi decreta la vittoria definitiva della Maschera Bianca. Tuttavia, grazie ad un particolare potere della Lancia, la situazione si capovolge. Tutto questo avviene circa a metà del terz’ultimo volume, quindi non è il gran finale della storia, ma rappresenta secondo me il momento clou delle vicende narrate dal manga: quando finalmente la situazione si rovescia e Ushio e Tora tornano nuovamente alla ribalta, in pochissime pagine Fujita fa percepire un senso di gioia, di sentimenti positivi, di amicizia e fratellanza tra tutti i personaggi, usando poche pagine (4) e pochissime immagini, prive di fronzoli e molto dirette. Ecco, ogni volta che arrivo a questa parte del manga… inizio a lacrimare copiosamente. Lo so, fa molto poco macho e molto “imbecille”, ma non ci posso fare niente: Ushio & Tora è un manga che mi ha colpito dritto al cuore, sin dalla prima lettura, e resterà, per me, sempre la più grande opera mai concepita da un mangaka.

Ci sentiamo alla prossima, gente… e vi auguro buona lettura!

Commenti (34)

  1. Sn sempre stato attratto da questo manga…ma non l’ho mai letto…adesso mi hai fatto venire la curiosit…

  2. adoro one piece ma son d’accordo con te che uscio e tora il miglior manga che abbia mai avuto la fortuna di leggere, tanto che puntualmente ogni inizio estate me lo rileggo dall’inizio alla fine!!
    Spettacolare!!!

    1. Non sei l’unico a rileggerlo ogni anno! A settembre, periodo del mio compleanno, lo rileggo sempre. Cos come, durante le vacanze di natale rileggo “Il Signore degli Anelli” e in estate rileggo “It” di Stephen King.

  3. cavolo, mi hai davvero incuriosito sai? ora devo assolutamente trovare questo manga, lo voglio leggere a tutti i costi

    1. Su onemanga lo trovi in inglese: http://www.onemanga.com/Ushio_and_Tora/
      In italiano non so se si trovano scan. fateci sapere! in ogni caso, sul sito della star comics possibile acquistarlo.

    2. eh eh di solito non sono molto sentimentale ma stato l’unico manga ad avermi mai fatto versare qualche lacrima.. semplicemente perfetto!

  4. Lo sto leggendo attualmente su one manga. Carino devo dire.
    Forse non il miglior manga ma di sicuro tra gli shonen pi belli

  5. Non ci crederete ma io ho letto questo manga attratta dai disegni che, proprio per la loro particolarit, mi erano rimasti impressi. La storia fantastica e avvincente di sicuro originale, soprattutto se vista nel contesto di quel periodo. Questa solo una mia sensazione ma probabilmente questo manga ha ispirato tantissimi altri mangaka.
    Ho visto anche l’anime che, secondo me, non provoca le emozioni del manga.
    Il fatto che mi sorprende di pi che molte persone che amano i manga non hanno mai sentito nominare questo manga e mi sono sempre chiesta ” sono una delle poche che trova questo manga unico?”, per fortuna mi sbagliavo e di grosso. 😉

  6. fantastico ushio e tora, sfortunatamente ho avuto modo di leggere solo i primi volumi sotto forma di scan molto molto tempo fa ma era ed uno dei miei manga preferiti

  7. Manga splendido, ho avuto la fortuna di leggerlo fin dalla prima stampa (Granata) poi sospeso, e poi ripreso.. Peccato che l’autore non abbia prodotto altri manga dello stesso spessore, perch il disegno mi ha sempre entusiasmato! 🙂

    1. La J-Pop sta pubblicando “Moonlight Act” di Fujita, un’opera secondo me eccezionale, che rivaleggia con Ushio e Tora. Al momento sono stati pubblicati solo 2 volumi, ma il manga merita.Prova a dargli un’occhiata!

      1. Grazie per la dritta..! Oramai mi sono molto limitato con la lettura degli anime, causa lavoro..! Ma un’occhiata ce la do senz’altro! 😉

      2. Ah, ti segnalo anche, sempre per la J-pop, il volume autoconclusivo (pubblicato 10 giorni fa) “Lo sguardo sinistro della Luna” http://www.j-pop.it/volumi.php?id=731 mentre, pubblicato da GPmanga il volume unico “The Black Museum – Springald” http://www.gppublishing.it/shop3.asp?id=382 (che ho trovato davvero inquietante).

      3. Moonlight Act preso, letto.. Merita! Mi mancava davvero il suo stile.. A.b.R. :biggrin:

        Sabato vado a cercare gli altri 2 volumetti..! Fortuna che ci sei te/voi che mi date info e mi tenete viva la passione per i manga senza inchiodarmi sulle poche che leggo.. 😉

      4. Felice che ti sia piaciuto.

  8. per giudicarlo a pieno, uno deve leggerlo fino alla fine, uno dei finali piu belli che abbia mai letto.

    non sos e il migliore, ma per quanto mi riguarda di sicuro sta sul podio, purtroppo non eccessivamente conosciuto, perche uscito nel periodo del primo Dragonball se non erro, quindi totalmente offuscato, e spesso “snobbato” causa il tratto molto diverso dal solito, poi il fatto di non avere un anime “coinvolgente” a supporto, ne ha limitato pesantemente la diffusione, sebbene sia un capolavoro

    1. Sottoscrivo appieno ci che hai detto!

  9. Beh, al giorno d’oggi di qualsiasi manga con un minimo di successo fanno il relativo anime.. 15anni fa non era cos! Se non ricordo male avevano comunque fatto l’anime, ma poche puntate, e il disegno non rispettava affatto lo stile del manga.. :unsure:

    1. Gi, l’anime non aveva quasi senso, e ci sono solo 9 puntate di esso. Ma c’ una puntata speciale Super Deformed che troppo divertente!

  10. Ushio nell’ultima immy assomiglia molto a Yusuke di YuYu :sideways: … mmm cmq hai incuriosito anche me provveder ad accontentare qst mia curiosit :biggrin:

    1. S, hai ragione: infatti la versione animata venne affidata alla stessa casa di produzione 8e credo in linea generale allo stesso Team artistico) che realizzava YuYu Hakusho!

  11. Non lo conoscevo ma adesso sono curiosa di vedere di persona com’, sapete quanti capitoli sono in totale?

    1. La versione definitiva della starcomics conta 34 volumi (33 della saga + 1 volume di storie extra). Esiste anche una versione Granata Press, che venne interrotta al volume 13. Per i capitoli, non ne sono certo, ma considerando il punto in cui sono arrivati su One Manga (cap. 166) credo che ci siano circa il doppio dei capitoli (un numero tra i 300 e i 350 totali, se ho fatto bene i calcoli!).

      1. Many thanks for the reply 🙂 .

      2. You’re welcome, my dear! :cheerful:

  12. capitoli non so ma se dovrebbero essere una trentina di volumi pi 7 di “le origini”.
    cmq non sapete quanto son felice a sapere che cos tanti adorano questo manga!!
    di solito quando ne parlo tutti non sanno neanche che roba sia!!

  13. oh dio che tuffo nel passato, ho sempre adorato Ushio e Tora fin dai tempi della Granata press! chi non vorrebbe un mostro come Tora sulla spalla 😆
    nonostante non sia mai stato un estimatore dei disegnatori con tratto molto sporco come fujita ho adorato le sue tavole perch erano perfette per il tipo di storia che narrava, tutti i personaggi ben delineati e soprattutto non mancava mai un siparietto comico per ammorbidire la lettura :biggrin:

  14. Ciao Ciampax,
    bellissima recensione!

    Ricordo benissimo il capitolo da te citato: il senso di “potercela fare”, insieme allo sgomento della Maschera Bianca.

    Mi piaceva particoarmente la confessione di Bonzi-Buddisti combattenti: sia per l’utilizzo di tecniche e movenze molto ricercate, sia per la filosofia “orientale” dietro alla loro esistenza.

    Inoltre le pagine erano piene di ragazze molto carine: in particolare, tra le 5 “pettinatrici”, la biondina co-protagonista.

    X/ Cherubino

  15. E chi se lo dimentica…. stato il primo Manga che lessi…. Una volta iniziato non riuscii pi a smettere di leggere e pensare che mi prestarono tutti i volumi proprio appena prima degli esami di maturit…. Inutile dire che prima finii il manga e poi mi rimisi a studiare.
    Quando vidi la volpe a nove code di Naruto mi torno subito in mente. Un peccato non averlo comprato ai tempi 🙁

  16. Cribbio,cercher di leggerlo!
    Dopo Death Note,Naruto e One Piece,e in piccola parte Bleach,qu ho scoperto altro come BECK e Hikaru No Go. Gli ultimi due li adoro,sono certo che se prover Ushio & Tora rimarr soddisfatto :happy:

  17. Uno dei primi manga letti, tempo permettendo lo lessi tutto d’un fiato, provai le stesse emozioni, che dire indimenticabile!!!

  18. per mille azafuse!

    1. Non spoilerare i nomi! 😆 😆

  19. Ne avevo gi sentito parlare e pure bene. Dalla trama non mi sembrerebbe cos straordinario, per se molti mangafili, fra cui Ciampax, ne danno un tale giudizio dev’essere un’opera che vale la pena di leggere e me n’ venuta proprio voglia. Anche per la storia dei monaci combattenti, suppongo ispirata al monastero di Shaolin che detto la culla delle arti marziali, e le loro tecniche e movenze molto ricercate, come ha scritto qualcuno!

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