Udite, udite, Mamoru Oshii torna a live action. Non ne dirigeva un film con attori in carne e ossa dal 2001, anno di uscita di Avalon. Insomma, un gradito ritorno, immagino che tutti noi, con i tempi che corrono, sentiamo il bisogno che, se proprio non si può rinunciare a produrre live action, almeno questi vengano affidati ad un bravo regista.
Tra l’altro, il trailer è disponibile sia per connessioni a banda larga che per adsl e 56k, quindi state tranquilli pure se il vostro modem va con i criceti potete vederlo. perchè io l’ho sempre detto che i giappi stanno così avanti che pensano anche al passato (se volete rivendervela questa, datemi i diritti asd).
La trama si richiama ai due cortometraggi diretti da Oshii in precedenza, i cui titoli sono assalut girl: kentucky no Hinako e, fantasia portami via, assault girl 2: entrambe le pellicole erano state realizzate per diventare parte
Se fosse un articolo di spamming, il titolo sarebbe dei migliori.
Stiamo per parlare di un fenomeno che, forte di questa generazione, sta portando fama e successo un po’ a tutti.
Quest’oggi vi porto all’attenzione “di corte” l’esempio più lampante di quanto l’animazione giapponese sia entrata di diritto nell’immaginario collettivo di tutti, in particolar modo degli appassionati di cinema e di lungometraggi animati.
Questa notizia è dedicata ai collezionisti più sfegatati e gli appassionati che vogliono dare una mano a chi è decisamente più sfortunato di loro.
Sperando di non aver toppato alla grande già dal titolo vi parlo oggi di un progetto in lavorazione che attinge le mani nella cultura folkloristica giapponese, una storia che più o meno, ogni bambino giapponese conosce come da noi ognuno conosce la storia di Cappuccetto Rosso.
Di Tarantino si è detto tanto alla fine prevale il “o lo si ama, o lo si odia”.