Anime Time – Inverno 2014(3)

di Regola Commenta

 

Arrivati a metà della stagione anime invernale 2014 è giunto il momento di tirare le somme sulle sei serie che ho scelto per questo esperimento di commento, che sostituisce (in parte) le normali recensioni. Appuntamenti che non sono scomparsi del tutto, ho individuato uno o due titoli di cui vorrei parlare più approfonditamente, ma sto aspettando di avere più materiale. Nell’appuntamento di oggi, però, una delle sei serie ci lascerà: per varie ragioni, dal prossimo appuntamento Hamatora non farà parte delle serie commentate. Vediamo perchè.

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Hamatora (05-06)

Una serie investigativa, che non si prende troppo sul serio, costruita su una successione di indagini apparentemente indipendenti che finiranno per confluire tutte verso la trama principale, deve essere interessante episodio per episodio. Con Hamatora il problema sono proprio queste indagini indipendenti, che in questa coppia di episodi si sono dimostrate non tanto ridicole, quanto noiose: sembrano essere volutamente sciocche per dare alla serie un tono più scanzonato di quanto non avesse già, nonostante la presenza di un serial killer che colleziona cervelli. Passi quasi il caso sul rapimento della pittrice di successo. O meglio, passi il caso di una persona afflitta da sinestesia che per qualche ragione riesce a descrivere il creato in modo originale, ma l’episodio in sauna, dove un omosessuale aveva deciso di rapire un noto principe per costringere il governo giapponese a reintegrare un noto idol (apparentemente il termine va bene anche per i maschi), non sono riuscito a digerirlo più di tanto. Non tanto per il cattivo di turno, nemmeno per il fatto che attivava il suo potere di sedurre maschi con la sudorazione, ma per la superficialità con cui tutto viene liquidato. Anche perchè il tutto era una scusa per far agire i personaggi femminili. Ma il colpo di grazia l’ha dato il crollo della qualità della serie, che non sembra avere più niente a che fare con i primi visivamente accattivanti episodi: la presenza di pessime animazioni, fermi immagine prolungati per guadagnare secondi, dialoghi ed elementi inseriti quasi a caso, mi hanno riportato alla memoria alcuni momenti de Gli Inguardabili.

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Chuunibyou Demo Koi ga Shitai! Ren (05-06)

A metà degli episodi programmati Chuunibyou si rivela essere pressapoco quello che mi aspettavo al suo annuncio, una seconda serie che ci fornisse divertenti scenette con protagonisti Yuuta, Rikka, ma soprattutto Nibutani e Dekomori. Col quinto episodio, carico di momenti dedicati a Kumin e alle vicende del circolo costituito dai personaggi, sembrano terminare le frivolezze introduttive e lentamente la narrazione comincia a focalizzarsi sul tema centrale: la relazione tra i due protagonisti, che in molti mesi sembra non aver fatto nessun passo avanti. Ora, complici la gita scolastica e le intromissioni dei compagni di classe Yuuta e Rikka sembrano quasi cominciare a interessarsi l’un l’altro in modo “romantico”. Da non dimenticare il contributo di Satone, personaggio che sicuramente avrà un ruolo maggiore nella seconda parte, soprattutto perchè, nonostante la sua apparizione nella sigla come antagonista principale resta ancora una presenza nello sfondo. La parte introduttiva della serie è terminata, a questo punto non ci resta che scoprire se la Kyoto Animation realizzerà la scena di un bacio (etero) dopo ben cinque anni: l’ultimo, se non erro, era stato ai tempi della prima serie de La Malinconia di Haruhi Suzumiya.

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The Pilot’s Love Song (05-06)

La struttura di questo anime mi è parsa sempre più chiara episodio dopo episodio, mentre infatti le sottotrame politiche e i drammi umani venivano lentamente svelati, quelli che risaltavano all’occhio erano i soliti appuntamenti tipici di ogni serie a tema scolastico che si rispetti. In questi due episodi abbiamo visto adattati due momenti classici: la lezione in piscina, che però avviene presso un lago, e il festival culturale, poichè la “classe” dei protagonisti ha messo su un piccolo “chiosco” per racimolare qualche soldo. La motivazione di questa scelta mi appare per ora abbastanza chiara: gli sceneggiatori volevano guadagnare tempo. In quanto nei prossimi episodi i personaggi si avvicineranno al loro obiettivo, e l’addestramento come soldati che con tanto impegno portano avanti dovrà necessariamente dare i suoi frutti, anche in virtù del fatto che, del misterioso e aggressivo nemico apparso all’orizzonte, non sappiamo ancora niente. Nel frattempo i due protagonisti continuano ad attivare flag a ripetizione: lo sceneggiatore si sta divertendo veramente tanto ad avvicinarli e allontanarli a ripetizione, un po’ come accade in ogni commedia romantica, aspettando il momento in cui il povero Kal-el verrà a conoscenza del passato e della vera identità di Claire. Continuano, infine, ad accumularsi i dettagli di questa serie che ricordano Last Exile: Aoi Yuki, doppiatrice di Claire Cruz, nel 2011 diede la voce a Colette di Last Exile: Fam, the Silver Wing.

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Noragami (05-06)

Guardando Noragami non posso fare a meno di notare come, episodio dopo episodio, sia composto di elementi che vengono riproposti ripetutamente, quasi ogni tre mesi. La serie è indubbiamente stata influenzata da alcuni manga o anime precedenti, come la prima parte di Bleach in cui Ichigo, armato di una pesante spada abbatteva soprattutto Hollow che attentavano alla vita di innocenti. Allo stesso modo Yato, combatte spiriti maligni che escono la notte per nutrirsi di anime innocenti, e per sfruttare le sue capacità al massimo stringe una sorta di contratto, o di patto, con anime che diventano in grado di assumere la forma di armi. I parallelismi con le Zanpakuto o le Death Scythe di Soul Eater sono tantissimi, per altri aspetti la serie continua a restare ancorata a dinamiche urbane, con personaggi che sembrano usciti da Durarara!! o qualche serie del genere. Ciononostante, sebbene Noragami sia scontato è particolarmente scorrevole e piacevole da vedere. Lentamente stiamo conoscendo meglio Yato, considerato un assassino di Regalia, il nome con cui si identificano le anime dei morti che diventano armi, e un portatore di sventure da tutti coloro che lo conoscono, ma che non si arrende e continua a sognare un tempio tutto suo, dove sistemarsi felicemente. Una variazione di stile nella serie il personaggio di Bishamon, sicuramente molto diversa da come viene raffigurata nell’immaginaro di molti, che devo ancora valutare attentamente. Allo stato attuale della vicenda non sono solo Yuki e Hiyori ad essere curiosi sul passato di Yato.

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Sekai Seifuku (05-06)

Nel corso degli anni mi è capitato di vedere un sacco di anime minestrone, in cui sembravano essere inseriti quanti più elementi si poteva, un po’ come quando bisogna svuotare la dispensa. Sekai Seifuku, tra questi prodotti nati dalla somma confusa di svariati elementi, è uno dei migliori degli ultimi tempi grazie soprattutto a una sua strana capacità di restare fedele a se stesso. Antiche civiltà e tecnologie incredibili basate su una specie di asparago che non ho mai assaggiato sono alcuni degli elementi fin’ora introdotti, eppure non mi stupirebbe vedere spuntare qualunque tipo di stramberia da questa serie. Per quanto mi riguarda Hoshimiya Kate potrebbe benissimo essere un’aliena, o un essere umano proveniente da un’altra dimensione… comunque, la storia prosegue tra assurdità di vario genere con la presentazione degli altri personaggi, e in questi due episodi sono stati centrali gli antagonisti: perchè quelli che vorrebbero salvare la Terra dal tiranno in questa storia sono il nemico, e non è l’unico aspetto tra quelli presenti che pare essere capovolto rispetto alla normalità. Renge, la compagna di classe di Asuta, si scopre essere un agente della White Light, e Miki Shirasagi, la studentessa modello ammirata da tutti è palesemente nemica della nuova famiglia del protagonista. La cui famiglia di origine sembra essere in possesso di importanti connessioni.

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Nobunagun (05-06)

La caratteristica più interessante di Nobunagun è quella di tirare fuori i personaggi storici più strani e impensabili dopo essersi concesso qualche nome famoso come Oda Nobunaga, Jack lo Squartatore e Galileo. Il nostro illustre connazionale, inoltre, sembra proprio vivere un periodo di successo nell’animazione nipponica. Dopo Robert Capa mi chiedevo chi avrebbero potuto presentarci: non mi aspettavo Vidocq, il padre della criminologia moderna, e Jonh Hunter, chirurgo scozzese del diciottessimo secolo, entrambi membri della Squadra Speciale. Nel quinto episodio non accade niente di particolare, viene solo confermato il meccanismo attraverso il quale l’invasore alieno evolve le sue strategie di guerra. Nel sesto episodio ci viene presentata la Prima Squadra, composta da Geronimo, dall’architetto Catalano Antonio Gaudi e dalla misteriosa figura di Cyx. Dopo un po’ di ricerche pare che questi sia una figura mitologica mongola, creatore di uno strumento musicale (il nome del racconto sarebbe “Suho e il Cavallo Bianco”, lo strumento è il Morin Khuur, qui sotto una foto). Sesto episodio che a sua volta sembra una citazione di La Cosa, film di Jonh Carpenter del 1982: indipendentemente da questa possibile citazione, la semplice trama da film thriller, dove l’assassino è un umano convinto di essere sotto il controllo alieno, è stata indubbiamente piacevole. Nobunagun, come Noragami, non dimostra di essere una serie originale o con spunti particolarmente interessanti, ma resta una visione spensierata, anche con i suoi momenti umoristici ben piazzati intorno alla protagonista.

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