
43 anni, 19 speciali televisivi (di 2 ore ciascuno), 6 film, 3 serie televisive, innumerevoli bottini, 3 compagni inseparabili e un nemico inarrestabile: questi sono i numeri di Lupin III.
Apparso nel 1967 e nato dalla penna del geniale autore Monkey Punch, il ladro gentiluomo per eccellenza che ha riempito i nostri pomeriggi da giovani (e meno giovani anche) si prepara ad arrotondare nuovamente le sue cifre raggiungengo a febbraio il famigerato 20esimo special tv, presentato ed omaggiato in pompa magna come solo i giapponesi (e con impegno anche, il mondo intero) sa fare con un personaggio amato ad ogni livello.
Chissà se il suo autore Monkey Punch (classe 1937) avrebbe mai pensato di ottenere un così alto successo ed una così longeva vita per il suo personaggio meglio riuscito, ispirato liberamente alle opere di Maurice LeBlanc dal nome “Arsène Lupin” ?
Torniamo a parlare di un “rumor” cinematografico che perdura da almeno 3 anni, tempo non disprezzabile per una pellicola cinematografica, di questi tempi poi….
Stiamo per parlare di un fenomeno che, forte di questa generazione, sta portando fama e successo un po’ a tutti.
Quest’oggi vi porto all’attenzione “di corte” l’esempio più lampante di quanto l’animazione giapponese sia entrata di diritto nell’immaginario collettivo di tutti, in particolar modo degli appassionati di cinema e di lungometraggi animati.
Di Tarantino si è detto tanto alla fine prevale il “o lo si ama, o lo si odia”.