Cavalieri dello Zodiaco: Ieri, Oggi, Domani – parte 3- CMM11

di Ciampax 10

Eccoci arrivati, dopo un paio di giorni di pausa poiché l’argomento stava monopolizzando il blog, alla parte finale di questa lunga discussione/recensione/analisi di una delle saghe più famose del mercato fumettistico giapponese: quella dei Santi di Atena e delle loro gesta. E dopo tanta “carta” è giunto il momento di parlare anche delle migliaia e migliaia di metri di pellicola (oddio, adesso saranno chili di DVD… oppure tera di dati!) collegati a questa epica saga.

 I Cavalieri dello Zodiaco: la serie “semi” classica
La prima serie animata dei Cavalieri è anche quella che ha creato le maggiori polemiche tra Kurumada e gli “autori” della stessa. Sebbene, in sostanza, essa segue dettagliatamente la storia originale del manga, ci sono alcuni punti fondamentali (di cui uno, principalmente) che hanno causato non pochi problemi alla sua messa a termine.
In primis, qui e lì la storia è stata “edulcorata”: un esempio per tutti, mentre nel manga i vari Santi di Bronzo (Seiya, Shiryu ecc.) sono fratellastri (tutti figli di Mitsumasa Kido), nell’anime essi risultano solo orfani accolti nella casa del ricco uomo. Ciò fa perdere, ad esempio, il motivo della rabbia incondizionata che Phoenix prova per il loro padre e che lo spinge a rivoltarsi alla fondazione Kido nelle fasi iniziali del manga.
L’altro motivo fondamentale è l’inserimento, qua e là, di episodi filler (e di modifica ad alcuni fatti salienti della storia): dopo lo scontro con Phoenix, nel manga, i nostri si ritrovano immediatamente contro i cavalieri d’argento; nell’anime, invece, viene inserito il personaggio di Docrates, fratello di Cassios (il rivale di Seiya per il ruolo di Cavaliere di Pegaso), che crea non poco scompiglio tra le fila dei nostri e che pone il pretesto per il furto dei pezzi dell’armatura d’oro del Sagittario, cosa assolutamente non scritta da Kurumada. Tra i tanti filler, inoltre, proprio questo crea un po’ di confusione nel ruolo del protagonista Seiya: nonostante egli si sia “diplomato” cavaliere presso il Santuario in Grecia, nell’anime pare cadere dalle nuvole quando tale luogo viene menzionato, quasi che la “base” dei “cattivi” sia un posto sconosciuto e misterioso.

Ma il motivo che portò alla rottura di Kurumada con la produzione dell’anime (e che causò la cancellazione della realizzazione del capitolo di Ade), è legato all’enorme filler (circa venti puntate) che gli animatori interposero tra la fine della battaglia alle dodici case e l’inizio della saga di Nettuno. Molti di voi ricorderanno lo scontro che i nostri hanno in una terra situata all’estremo nord, protetta da una regina (Ilda di Polaris, nella versione Italiana) officiante di Odino, e dalla sua schiera di Cavalieri del Nord, ciascuno collegato ad una delle 7 (8?) stelle dell’Orsa Maggiore: ebbene di tale storia, nel manga di Kurumada, c’è solo un piccolo, quasi insignificante, accenno in una mini storia con protagonista il Cavaliere del Cigno, dal titolo “Natasha del Paese dei Ghiacci“. Kurumada disconobbe tale “stralcio”, accusando tra l’altro la produzione di aver travisato il suo modo di narrare: infatti è vero sì che, nella sua creazione, molti fatti mitologico-religiosi provenienti da diverse culture vengono mescolati, ma la presenza dei Cavalieri del Nord è qualcosa che mai avrebbe inserito nella sua storia. Tra l’altro, il rendere la terra del Nord governata da Ilda una sorta di “protettorato” del regno di Nettuno è sempre suonata una forzatura non da poco.

Dal mio punto di vista, comunque, questo enorme filler risulta affascinante: non fosse altro per la presenza di alcuni personaggi degni di nota, come il viscido Megrez (chiaramente ispirato al Dio degli inganni Loki), o i gemelli Alcor/Mizar (questo è il nome delle “stelle gemelle” nella costellazione dell’Orsa), che danno alla saga una degna spinta e la rendono godibilissima.
Il doppiaggio e l’adattamento dell’anime hanno sia un merito che un demerito: la nota positiva è l’uso di un linguaggio ricercato (forse in alcuni casi anche troppo) con cui buona parte dei personaggi parla (Seiya che cita Dante è una cosa inarrivabile, se in più si pensa che a doppiarlo sia il grande Ivo De Palma); la nota negativa invece è nella scelta dei nomi: suonando, all’orecchio dell’adattore, quelli originali troppo “complessi”, si è ben pensato di semplificare le cose nella maniera più “ovvia”. Ecco che Seiya diventa Pegasus, Shiryu diventa Sirio, Hyoga diventa Crystal, Shun diventa Andromeda e Ikki diventa Phoenix, associando direttamente al cavaliere il nome del proprio “segno” (o un qualcosa che lo ricordi da vicino). Citando il buon Aoikage: “E’ come se io chiamassi mio figlio Avvocato, perché voglio fargli fare quel mestiere!“.
La sigla di questo anime è una delle più note e orecchiabili mai composte (e pervade tutta la serie dall’inizio alla fine, riarrangiata in varie salse): Pegasus Fantasy, della quale vi lascio la versione originale e anche una “cover” italiana.

Degne di nota, secondo me, anche le due sigle della prima messa in onda dell’anime in Italia: quando esso arrivò, probabilmente per problemi di licenza e traduzione, venne spezzato in due parti, andate in onda in tempi diversi, la prima delle quali che terminava durante il combattimento tra Aioria e Seiya all’interno della quinta casa, la seconda che andava da questo combattimento fino alla fine dell’anime (saga di Nettuno). Eccole a voi, con i titoli de I Cavalieri dello Zodiaco e Il Ritorno dei Cavalieri dello Zodiaco: la prima, in particolare, mi ha sempre colpito, forse per la presenza dell’oboe che accompagna tutti gli accenti del pezzo.

4 lungometraggi per narrare una leggenda.
Accanto ad una serie animata di successo, vi sono sempre dei lungometraggi: per quelli dei Cavalieri sì è sempre scelta la struttura di contrapporre Atena ad un’altra divinità dell’Olimpo, anch’essa servita da cavalieri di vario tipo, e creare lo schema per cui Atena, per salvare la Terra si sacrifica come ostaggio del cattivo di turno e i suoi Cavalieri la vanno a salvare. Potremmo dire che, una volta visto uno dei lungometraggi, si sono visti tutti, ma c’è una eccezione degna di nota nel quarto e ultimo (almeno per la serie regolare). Mentre nei primi tre i Santi di Atena si trovano ad affrontare, nell’ordine, Eris (la Dea della Discordia), le divinità nordiche (questo preso direttamente e non solo ispirato dalla storia di Hyoga citata prima) e Apollo (Dio del sole e fratello di Atena), nell’ultimo essi si trovano davanti Lucifero e i suoi Diavoli! Il motivo di una tale scelta è semplice: realizzato quando ormai Kurumada aveva fatto ciao ciao alla produzione, gli autori a corto di inventiva, decisero di prendere la saga di Ade e ristrutturarla in modo da poter utilizzare i numerosi spunti in essa presenti: ad esempio, la sconfitta di Lucifero viene perpetrata grazie al sacrifico dei Cavalieri d’Oro che, facendo esplodere il loro cosmo, generano la luce del sole all’interno del regno dell’Inferno, sconfiggendo così il male (per maggiori dettagli potete consultare I Cavalieri dello Zodiaco: Ieri, oggi, domani – parte 1).

The Ades: gli OAV che fanno discutere
Dopo molti anni dal termine della serie regolare e della produzione dei 4 film di cui sopra, finalmente Kurumada diede l’OK per la realizzazionedel Capitolo di Ade. Tuttavia, a causa di alcune situazioni contrastanti con la regia e la produzione (che intanto si stava preparando a lanciare una nuova serie di lungometraggi di cui parleremo tra un attimo), la serie di Ade subì forti ritardi e una resa non proprio perfetta.
Il capitolo di Ade si divide in tre parti: The Sanctuary, Meikai, Elysium, che riprendono rispettivamente le vicende del manga dello scontro contro gli specter all’interno del santuario, nell’Inferno e nei Campi Elisi. Mentre la prima parte, composta da 12 OAV, risulta magistralmente realizzata e diretta, le altre due (di 12 e 6 OAV rispettivamente) presentano una animazione poco fluida, a volte statica e con molti errori (in uno degli episodi Radamantis non ha i piedi!).
Tutto ciò rende la serie, che a volte presenta dei “voli pindarici” privi di logica e che fanno perdere il filo della trama, parzialmente godibile e, nel complesso, quasi mediocre (se si esclude appunto la prima parte del Santuario).
Anche le musiche subiscono lo stesso destino: accanto alla opening della prima parte, Chikyugi, tristissima ma piena di forza,c’è quella del Meikai-hen e di Elysium a mio parere orribile, quasi fatta in fretta e furia senza darne una forza o una carica simile alla prima.

Tenkai-Hen: Ouverture – La saga dei cieli… forse!
Il motivo principale della pessima riuscita della saga di Ade nel suo complesso è dovuta alla realizzazione di questo film: basato su alcuni disegni originali di Kurumada, tra i quali uno in cui Seiya è ritratto in stato vegetativo su una sedia a rotelle, accudito da Saori/Atena, e un altro in cui, su un Santuario modificato, campeggiano un Sole luminoso e una Luna scintillante, con al centro due figure, un uomo e una donna, il primo in abiti cremisi, la seconda in una veste da cacciatrice, con arco e frecce (e se non avete capito chi sono vi suggerirei di guardarvi l’albero genealogico della dea Atena), questo film avrebbe dovuto essere il primo di una trilogia in cui sarebbe stata narrata, finalmente, la tanto attesa Battaglia contro le divinità Olimpiche che da anni si vociferava Kurumada avesse in cantiere. Purtroppo, a causa di rimaneggiamenti vari alla storia, Kurumada diede forfait e del progetto, che sembrava molto promettente, non se ne fece niente. Il film non è male, anche se suona un po’ di “già visto” (Apollo appare nel terzo lungometraggio della serie classica): ciononostante, possiamo ritenerci felici che la cosa non sia stata portata avanti, dal momento che questo fatto ha costretto il nostro abile disegnatore a rimettersi ai pennelli per realizzare il manga Next Dimension e narrare, così, di suo pungo gli eventi di questa epica storia.

In conclusione
La storia dei Santi di Atena meriterebbe forse un intero volume dell’Enciclopedia Treccani per essere narrata e sviscerata completamente: tanti i riferimenti, tante le citazioni, tante le idee che Kurumada ha messo insieme. Per quanto spesso possa sembrare ripetitiva, o se non altro ciclica, l’opera risulta una delle più belle mai realizzate, ricca di pathos, di colpi di scena e di caratterizzazioni non banali dei personaggi (cosa che, sfortunatamente, non capita con i cavalieri di bronzo, molto stereotipati, ma soprattutto con i cavalieri d’oro, a mio parere i veri protagonisti della storia).
I vari anime, serie e film, vantano tutti un filo conduttore, nella persona di Shingo Araki come character designer: vi rimando alla pagina di wikipedia per vedere il suo vastissimo curriculum!
Per finire, vi lascio con la sigla dell’ultimo arrivato nel parco “animazione” dedicato ai Cavalieri: la opening di Lost Canvas, giunto attualmente al sesto episodio, di cui taccio volutamente una analisi e che vi invito a seguire e commentare. Ci leggiamo alla prossima, gente!

Commenti (10)

  1. Ciampax comanda con gli articoli cos. Farne riguardo Saint Seya ottimo!

  2. Da segnalare anche che nell’anime le armature volavano e si mettevano da sole!
    Belli questi articoli, waiting the next!

  3. bell’approfondimento!

    c’ una cosa che volevo far notare della saga….

    quando i santi affrontano le 12 case i cavalieri d’oro cattivi sono tutti quelli relativi ai segni d’acqua…
    questo mi ha fatto accendere una lampadina con la saga di nettuno…

    chiss…

  4. Boh…sar ma resta il fatto che quella di Asgard pur essendo un volgare filler ripiudiato persino da Kurumada stesso rimane comunque la mia serie preferita.

  5. Dio non mi fare pensare a quella maledetta interruzione sul pi bello alla quinta casa…
    ricordo che ricominciarono da capo tutta la serie, di nuovo con tutti i filler, e una volta arrivati di nuovo l ricominciarono il tutto per la terza volta, stavo impazzendo!!!

  6. Grande Ciampax! Credo di poter dire tranquillamente che la saga di Asgard pu essere considerato come la migliore saga filler della storia, o almeno fra le primissime xk molto bella davvero… questa info la ignoravo totalmente e mai ho dubitato tanto che fatta bene.
    Il mio parere su Hades ke abbia tantissimi elementi per tirar fuori una saga favolosa oltre che moolto pi lunga di quei poki episodi fatti. Ognuno lo vedevo troppo sbrigativo e veloce, nn si riusciva ad enfatizzare pienamente tutte le vicende.
    Volevo chiederti una cosa:

    su Wikipedia lessi che nella serie di Ade oltre ai vari errori come cecit e bende varie agli occhi che non c’entravano nulla (fra sirio e crystal), durante la realizzazione ci furono dei problemi economici x cui decisero di risparmiare i costi e togliendo qualke piede o nascondendo gli occhi ogni tanto a qualcuno. Non ricordo bene queste cose, ma tu ne sai qualcosa??

    Inoltre, anke se nn questo l’articolo adatto, volevo chiederti quando il momento in cui le vendite all’epoca cominciarono a calare e la Shueisha spinse Kurumada a finire prima la storia (l’ho letto su un sito dei cavalieri dv c’ una sua biografia)

    I cavalieri d’acciaio sono filler?? xk li ho sempre visti come una grossa stonatura…

    p.s. volevo permettermi di aggiungere al tuo articolo ke i 6 episodi di Elisio sono stati comprati gi da parecchio dalla Mediaset e la Yamato ha l’accordo cn questa x la commercializzazione, solo ke nn si sa la Mediaset ke stia combinando e nessuno dei doppiatori (soprattutto Ivo ke mi pare stato direttore del doppiaggio con Hades) sa qualcosa

  7. hai dimenticato di dire che nell’anime le armature dei 5 personaggi principali sono completamente stravolte, sono fatte prendendo pezzi qui e pezzi l, ad esempio Seiya non ha mai portato un elmo di pegasus, ma solo diademi.

  8. Il pi grande ORRORE nella serie animata dei Santi questo:
    il Cavaliere d’Argento dei Ghiacci (Costellazione della Corona Boreale) il maestro di Hyoga.
    Questo rende toglie ogni pathos allo scontro tra Hyoga e il Cavaliere d’Oro dell’Acquario.

    1. Perfettamente d’accordo! Quanto odiavo quel tizio, tu manco lo sai!

  9. Che l’anime fosse orribile assolutamente vero. Che sia servito in italia per far conoscere SaintSeya indiscutibilmente una sacra verit.
    Per Asgard … una serie dove i nemici sono cosi ben caratterizzati da risultare superiore per pathos a qualsiasi altra serie animata dei Saint: forse solo The Sanctuary nella parte finale allo stesso livello.

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