Hells Bells: tributo Italiano ai Cavalieri dello Zodiaco

di Ciampax 9

Una cosa fondamentale del mondo dei manga Giapponesi consiste nelle “fan-art” che vanno dalla realizzazione di storie “alternative” alle saghe più famose, fino alla realizzazione delle versioni “hentai” (in gergo tecnico, doujinshi) delle stesse. Anche in Italia, soprattutto negli ultimi anni, questo fenomeno ha iniziato a vedere auto-produzioni spesso di una certa rilevanza, in particolar modo nella direzione delle versioni “parodistiche” di opere note (per citarne una, “Kenshemo il Guerraiolo” della defunta Zero Press). Su questa linea, si inserisce un ottimo progetto (a mio parere, avendolo letto tutto) della Cyrano Comics: Hells Bells, una raccolta di storie “serie e non” che ruotano attorno al mondo di una delle saghe più note e longeve della “fumettografia” mondiale, quei “Cavalieri dello Zodiaco” creati da un tale Masami Kurumada anni ed anni fa (e se non sapete chi sono, vi coniglio di andare a leggere il mio speciale “I Cavalieri dello Zodiaco: ieri, oggi, domani“).

Il filo conduttore delle storie “serie” di Hells Bells si fonda su un progetto che lo stesso Kurumada sta portando avanti (ed è quasi giunto alla conclusione) in Giappone: ispirandosi alla serie “prequel” Episode G, i “fan-artist” coinvolti nel progetto (nelle persone di Gabriele Bagnoli, Enrico Martini, Michele Righetti) mettono su un insieme di storie brevi, dal titolo sibillino “Episode S“, all’interno delle quali un gruppo di cavalieri creati ex-novo (e dalle fattezze degli stessi autori) accompagnano il cavaliere della Medusa Algor (direttamente dalla serie classiche) in un’avventura che, piano piano li porterà a scontrarsi con il “male” incarnato e a scoprire la “doppia natura” del Sommo sacerdote (che, per chi conosce la serie classica, è la causa primaria da cui prendono il via le vicende della storia pensata da Kurumada). Un grande plauso va alla sceneggiatura: sebbene vengano palesemente inventate situazioni ed armature (e relativi Santi) questo ciclo di brevi storie risulta perfettamente integrato con le storie concepite da Kurumada (e collaboratori vari) e, terminata la lettura, fanno nascere il desiderio di riprendere in mano i volumi dei Cavalieri ed immergersi nel loro mondo, proprio perché il prequel funziona e rende perfettamente l’idea di cosa possa essere accaduto prima della fuga dal Grande Tempio di un giovane Santo del Sagittario per salvare la neonata Saori, incarnazione della dea Atena.

Tuttavia una critica va fatta: sebbene i disegni siano realizzati molto bene, in alcuni punti il tratto risulta confusionario e non ben definito, quasi infantile, e questo fa perdere forza a delle sequenze che, altrimenti, risulterebbero molto più avvincenti. C’è da dire, tuttavia, che una tale critica andrebbe fatta allo stesso Kurumada che, da poco tornato a lavoro su queste storie con la saga di “Next Dimension“, ha presentato delle storie sì affascinanti dal punto di vista della sceneggiatura e, tuttavia, assolutamente non rinnovate nel tratto e nel disegno in generale, che risultano fermi all’ultimo capitolo della saga Classica, pubblicato ben 20 anni fa (o anche qualcosa di più)!

Di genere lievemente diverso le altre tre storie “serie” di questa raccolta. Nella prima, di cui non sono riuscito a comprendere il titolo, Needle e Daimon, gli autori, ci presentano due cavalieri di bronzo (uno è quello del lupo, l’altro non ho ben capito se sia inventato ex-novo o una libera rielaborazione di quacuno esistente) impegnati in una missione di salvataggio nel marzo del 2011 in Giappone (vi dice niente questa data?) nella prefettura di Iwate: messi alle strette da un mostro selvaggio, i due verranno aiutati da una vecchia conoscenza della serie classica, ora nuovo Santo della costellazione dell’Ariete (e quando capirete chi sia, vi verranno due lacrime agli occhi per la bellissima citazione!).

Nella seconda storia, “Il predestinato”, l’atmosfera si fa più cupa e l’autore, Emiliano Fiumara, si cimenta in un racconto dai toni Bramstokeriani alla “Dracula” (intavolando un racconto ambientato in un manicomio inglese, dalla struttura fatiscente, all’interno del quale è confinato il protagonista in una versione moderna del fedele servitore Renfield) nel mostrarci come e perché vengano scelti i 108 Specter a servizio di Ade: a mio parere, una trovata davvero geniale e una storia che, nelle sue poche pagine, rende appieno il tormento e la “malvagità” nascosta all’interno dell’animo dei 108 uomini che, volenti o nolenti, per la loro predestinazioni, sono chiamati ad indossare i Surplice demoniaci.

La terza storia, infine, dai toni più leggeri (ed anche qui, non ho compreso il titolo) trasporta gli eroi classici in un mondo alternativo dove Seiya e Co. sono membri di una associazione calcistica studentesca e disputano una partita (nel più perfetto stile “Holly & Benji”) a suon di… tiri segreti basati sulla forza del Cosmo! Citando liberamente proprio i primissimi episodi del manga “Capitan Tsubasa”, l’autore ci presenta una squadra, formata dai giovani Cavalieri di bronzo della Guerra Galattica, pronti ad ammettere tra le loro fila un appena arrivato “Seiya” per fronteggiare la squadra rivale capitanata da “Ikki”!

Il volume, di 160 pagine, è corredato, inoltre, di una lunga ed interessante intervista a Masami Kurumada, di alcuni servizi speciali sul manga, sulle sue varie incarnazioni e sui videogames ad esso ispirati; un’intervista a Carlo Trevisan, realizzatore di un film “live-action” sui Cavalieri dello Zodiaco (che vi consiglio di guardare sul sito del regista stesso, Saint Seiya Live-action); due racconti di Enrico Martini (une dei due un po’ “banalotto”, ma comunque godibile, l’altro invece molto interessante); alcune illustrazioni dei vari autori del volume (di cui vedete, sparse in questo articolo, delle tavole) e una presentazione dei vari fan-artist coinvolti, in cui potrete trovare vita, morte e miracoli di chi ha contribuito a realizzare questo notevole progetto. Chiudono il volume (e a mio parere sono le cose più geniali presenti, non me ne vogliano gli altri autori) due serie di strisce comiche, realizzate da Sparker ’08 (potete vedere altri suoi lavori al sito www.thesparker.com) e dal duo Rafael Koff/Pedro Leite. Nelle storie da una pagina di Sparker, incentrate sulla figura di “Seiasus” versione super-deformed e bambocciona dell’amato/odiato protagonista della serie classica, assistiamo alla narrazione alternativa e parodistica delle vicende del cavaliere della Costellazione del Cavallo Alato, dagli allenamenti per l’investitura a Cavaliere, fino alle prime fasi della Guerra galattica (e di cui, a lato, potete ammirare la prima storia dal titolo “Seiasus l’Invincibile“).Le strisce del duo, invece, concentrano la loro attenzione su faccende più “delicate” e introspettive: potremmo intitolarle come “Tutto quello che Kurumada avrebbe voluto rivelarci sui Santi, ma non ha avuto il coraggio di fare!”, e analizzano in modo dissacrante e ricco di umorismo alcuni fatti salienti della storia classica, rivelandoci retroscena e verità che avremmo solo potuto immaginare. Di fianco, una delle tipiche strisce del duo, che mette in evidenza come il passaggio da una saga all’altra (o dal manga all’anime, volendo) non è detto che colpisca tutti i personaggi!

Prima di chiudere, un commento personale su questa opera: in Italia, spesso e volentieri, sono alla ribalta quasi sempre le grosse case editrici e, nella maggior parte dei casi, vuoi per una difficoltà di pubblicizzazione, vuoi per “ignoranza” dei lettori (che magari dovrebbero riuscire a farsi strada tra centinaia di migliaia di titoli diversi) titoli come questo, che rappresentano di per sé una grande sfida e un lavoro portato avanti con il cuore, a prescindere dal ritorno di immagine o di guadagno, restano nel dimenticatoio e non ricevono il giusto “onore” che sarebbe dovuto. Mi auguro che, dopo aver letto questa breve presentazione, siate invogliati ad acquistare questo volume, non tanto perché fanatici del mondo dei Cavalieri o desiderosi di leggere, con i vostri occhi, le storie di cui vi ho accennato, ma piuttosto per dare un giusto riconoscimento ad una forma di fumetto, quello italiano, che nonostante abbia delle limitazioni o risulti “meno avvincente” rispetto ad opere provenienti da altri Paesi, ha sempre saputo sfornare storie interessanti ed ha avuto, come rappresentanti. autori di tutto rispetto.