C Per Cartoni – Avatar: La Leggenda di Korra (Libro 3: Cambiamento)

di Rorschach 5

Per questo nuovo appuntamento con C per Cartoni torniamo ad occuparci di un prodotto di animazione di indubbio successo: sto parlando di Avatar: La Leggenda di Korra,  di cui ho già parlato in precedenza e giunta alla sua terza stagione.

Quando vi avevo fatto vedere il trailer di questo ‘Change’ avevo detto che le aspettative c’erano.  Ridotte rispetto al passato, data la mia opinione sul personaggio di Korra, ma c’erano. E devo dire che non sono state deluse…tutto l’opposto.

Gli sceneggiatori, infatti si sono dati una bella svegliata.  Ed hanno fatto tutto quello che avrebbero dovuto fare nei primi due libri, con una serie di soluzioni che si possono benissimo definire vincenti.

Soluzione vincente numero uno:  la ripresa di alcuni ambienti della prima serie, più l’inserimento di nuovi. Se i primi due libri di Korra erano ambientati solo nella metropoli Republic City ed in minima parte nei due poli, questa terza parte ha un respiro più ampio, dispiegandosi in tutto il mondo. Che è il mondo di Avatar, in tutto e per tutto. Quindi rivediamo la città di Ba Sing Se, i templi dell’Aria, addirittura la stessa locanda nel deserto comparsa in un episodio di Aang. E non è una banale riproposizione: quei luoghi infatti si sono evoluti (anche se in maniera minore rispetto alle ambientazioni di Republic City), sono cambiati in base a quel che è successo tra le due serie e nelle prime storie di Korra. Ed a quei luoghi se ne aggiungono un paio nuovi di zecca, molto interessanti. E tutto insieme dà la sensazione di globalità che aveva la storia di Aang (indubbiamente uno dei suoi punti forti), senza costituirne uno scimmiottamento e rimanendo fedele alla storia che si vuol raccontare.

Con il ritorno in scena, anche se come personaggio più che secondario, di Zuko della prima , storica serie,

Soluzione vincente numero due: il cattivo. Perchè si sa, per fare una buona storia ci vuole un buon antagonista. E se questo non riesce, o se la figura dell’antagonista viene sminuita,la storia stessa appare fiacca. E’ il caso di entrambi i cattivi della precedenti di Korra, il primo perfetto fino al finale ed il secondo fin troppo telefonato. Discorso diverso per l’avversario di questa serie ed i suoi compagni:

a parte il loro essere squisitamente classici (e per me i cattivi anni Ottanta sono i migliori), questa volta non c’è nessuna sbavatura o caduta di stile, e le loro azioni sono ben gestite fino alla fine.

Probabilmente il miglior cattivo di tutte le serie di Avatar.

Soluzione vincente numero tre: il gruppo di coprimari. Uno dei difetti (purtroppo non dipendente dalla serie in se) de ‘La Leggenda di Korra’ è sempre stato il poco numero di episodi a disposizione, che permetteva una caratterizzazione limitata del nuovo Team Avatar. Ed il fatto che ci si è concentrati molto su Korra non aiutava. In ‘Cambiamento’, oramai i personaggi secondari li conosciamo. E quindi possono evolvere anche loro, sia in maniera ‘fisica’ che in maniera caratteriale: viene loro concesso più spazio, ed almeno i tre coprimari principali (Mako, Bolin ed Asami) riescono ad uscire dal loro ruolo di macchiette rosa o comiche ed a prendersi il posto che gli spetta.

Soluzione vincente numero quattro: la protagonista. La storia, infatti, smette di darle ragione su tutto. E grazie a questo Korra fa quello che non aveva fatto nelle prime due serie: cresce. Si ritrova a che fare con le conseguenze delle sue scelte (sia positive che negative), ne compie alcune altre in maniera responsabile…e ne paga il prezzo. Sopratutto, Korra in questa serie smette di pestare i piedini e di impuntarsi sulle sue decisioni. E questo permette di costruire una storia che non si pieghi a quel che vuole la protagonista.

Detto in breve, questo terzo libro a cui farà seguito un quarto, sviluppa in maniera soddifacente tutto il potenziale che La Leggenda di Korra aveva, mantenendo nel contempo tutte le caratteristiche che l’avevano resa famosa: ironia dosata al punto giusto (e sopratutto ironia che non fa salire i nervi), combattimenti coreografati splendidamente e via discorrendo. In poche parole, la prova tangibile che dagli errori si impara. E dispiace che gli ascolti siano andati male al punto che gli ultimi episodi siano andati in onda solo online…speriamo che questo non influenzi il quarto libro.

Menzione d’onore per questo personaggio del gruppo di antagonisti…ma probabilmente l’ho adorato solo perchè mi ricorda Machete.

Commenti (5)

  1. Mi dispiace dirlo, ma personalmente i cattivi di questa stagione li ritengo i peggiori di tutti. Mi viene da pensare una sola parola: spreco. Avevano un enorme potenziale tutti e quattro, gi a partire dal design.
    Vorrei evitare di fare spoiler per cui chi non ha ancora visto la stagione farebbe meglio a fermarsi qui.
    A vederla, la dominatrice del fuoco aveva mille caratteristiche: era una donna combustione, andando a riprendere il personaggio della serie “classica”, era alta come un lampione, era pettinata da moicana e aveva la storia d’amore con uno del gruppo. La dominatrice dell’acqua che usava il suo elemento come braccia, il tizio della terra, nonostante il design non fosse particolarmente originale, aveva un potere spettacolare. Il leader invece non lo sopportavo. Sinceramente lo preferivo con i capelli e la barba, inoltre non so se l’ho trovato strano solo io, ma lui si scopre improvvisamente dominatore dell’aria, eppure sa padroneggiare il dominio alla perfezione sinceramente la cosa mi ha dato fastidio. Quindi, appena li ho visti ho pensato: che fi***a questi qui la delusione l’ho avuta per due motivi, oltre al gi citato leader:
    1- i quattro non vengono caratterizzati abbastanza, sono piatti, non hanno una differenza di personalit l’uno dall’altro.
    2- la loro motivazione: eliminiamo i leader del mondo rovesciando i governi, cos tutti saranno liberi. se qualcuno mi avesse detto una cosa del genere, io gli avrei riso in faccia. Fin dall’antichit gli umani si riuniscono in comunit, stabiliscono delle regole per convivere ed eleggono qualcuno che le faccia rispettare. Persino gli animali lo fanno, anche se in maniera diversa. Questa motivazione una vera e propria utopia, e non nel senso che difficile raggiungerla, ma una volta fatto va tutto bene, una utopia proprio perch una volta raggiunto lo scopo, questo non pu durare.
    Almeno gli altri cattivi ti davano il dubbio sulle loro azioni, questi hanno una motivazione stupida almeno dal mio punto di vista.
    Per quanto mi sia piaciuta questa serie e questa stagione, il loto rosso mi ha deluso profondamente. Ma per il resto condivido quanto detto nell’articolo.

    1. Ovviamente ognuno ha la sua opinione, per cui non questiono sul merito delle tue. Ho soltanto due appunti:

      1) Io personalmente adoro i cattivi ‘anni ottanta’, vale a dire quelli con un’ottimo impatto visivo, una potenza non paragonabile agli altri personaggi (i domini potenti, ed il fatto che viene padroneggiata un’arte in poco tempo) ed una differenza pi nello stile che nel carattere. E’ un’archetipo di personaggio che pu piacere o non piacere.
      Per le motivazioni, personalmente le ho adorate. Alla fine, non si discostano troppo dai movimenti ‘anarchici’ o rivoluzionari tanto per…certo, possono essere privi di fondamento ‘logico’, se vogliamo. Ma funzionano benissimo a livello di caratterizzazione. Ovviamente queste sono solo le mie opinioni personali.

      2) Queste invece no: a livello tecnico e di storia, questi cattivi funzionano a meraviglia. Plausibili le loro azioni (al netto della motivazione che pu piacere o non piacere), plausibili i loro passi, plausibili i loro scontri con i protagonisti. Sempre in ottica di sceneggiatura, Zaheer e compagni funzionano come un orologio svizzero e continuano a funzionare fino alla fine senza andare incontro a forzature.
      Cosa che Amon ed Unalaq non facevano: il primo perdeva tutta la sua aura di onnipotenza (e commetteva azioni stupide alla fine della storia), ed il secondo veniva sconfitto alla fine con una costruzione logica quanto mai dubbiosa.

      1. beh certo, dal punto di vista della sceneggiatura non discuto, si muovono bene, ed in effetti non fanno la ca****a di Amon nel finale, ma per quanto mi riguarda preferisco i personaggi ben caratterizzati, anche se con un impatto grafico minore. Poi vabb, i loro poteri erano spettacolari, mi hanno deluso solo sulla caratterizzazione e sulle motivazioni, per il resto il loro ruolo lo svolgono alla grande.

  2. Questa mi manca da vedere. mi sono fermato ad Aang. Merita?

    1. Se clicchi sulla tag compare il mio articolo dove spiego tutto in maniera esaustiva. In breve? Per meritare merita. I primi due libri non sono all’altezza di Aang, questo si. Ma comunque un prodotto di indubbia qualit.

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