Age of Ultron 2 – La Recensione

di Rorschach 1

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Benvenuti alla recensione del numero due dell’ennesimo  attuale crossoverone Marvel, Age Of Ultron!

Come accaduto per il numero uno, una piccola raccomandazione: prego gli eventuali (e benvenuti) commentatori di evitare qualsiasi commento con spoiler ed allusioni al proseguo della trama. Come da titolo, si parla solo del numero 2 dell’edizione italiana, che corrisponde ai numeri 3 e 4 di quella statunitense.

Ed ora, andiamo a incominciare!

 

Anche se ho cercato di evitarli, metto comunque lo spoiler alert. Non si è mai sicuri.

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Nuovo numero e nuova colonna sonora ma stesso team creativo, cioè Brian Michael Bendis e Bryan Hitch (lo sceneggiatore rimarrà lo stesso in tutti i numeri, il disegnatore cambierà). La storia riprende da dove l’avevamo lasciata, con i pochi eroi di New York rimasti che cercano di riorganizzarsi, di raccogliere informazioni e di mettere a punto un piano. Le notizie che L’Uomo Ragno ha portato fanno rimettere in piedi Capitan America, che però sembra un’ombra di se stesso, anche per i piani che elabora: non l’ho mai visto così disperato.

Il piano di raccolta informazioni sembra riuscire, ma porta ad un vero e proprio colpo (allo stomaco) di scena: a quanto sembra Ultron non solo ha vinto,  ma è svariati passi davanti ai nostri eroi. Che non sono mai stati così umiliati, così battuti su tutta la linea. Ma sono eroi, e se c’è una cosa che non fanno è arrendersi. Anche di fronte alla fine del mondo.

A New York come in altre città: abbiamo modo di vedere cosa combinano Moon Knight e la Vedova Nera a S.Francisco, ed un pugno di altri a Chicago. Ed alla fine del volume, i sopravvissuti si riuniscono…forse, con un modo per salvare il salvabile.

Ho detto ‘sopravvissuti’ non a caso: in questi due numeri, i supereroi muoiono. Di una morte eroica, o inutile, o patetica, ma muoiono. Quasi non sembra un fumetto Marvel, ma l’Attacco dei Giganti (o una sessione di gioco di ruolo con Regola come Master). Da un lato, è una cosa spettacolare, dall’altro fa storcere il naso. Perchè situazioni del genere, così apocalittche, avvengono in albi che o sono speciali, o si rivelano essere realtà alternative…invece, come si continua a ripetere, Age Of Ultron è ambientata nel normale Universo Marvel (e forse è proprio il fatto che avvengano così tante morti qui a renderle così particolari). Che ci si inventi un modo per rigirare la frittata? Io una possibile scappatoia l’ho vista, conoscendo l’autore, ma avrò modo di parlarne in seguito.

E parlando dell’autore, raramente ho letto di un Bendis così ispirato. Hitch lo aiuta moltissimo in questo senso, ma siamo a livelli di storytelling elevatissimi. Come quando in due vignette, in due sole vignette ci fa capire tutto lo stato d’animo di un personaggio, di un Luke Cage che sostituisce Occhio di Falco come ‘protagonista’ di questo numero.

Solo due vignette. In una parola: meraviglioso.

E proprio a proposito di questo, in Age of Ultron è resa splendidamente la coralità del racconto: un personaggio in primo piano in un numero precedente ora sta sullo sfondo, in maniera del tutto naturale: questo mi fa ben sperare che tutti i personaggi coinvolti avranno la loro parte. Quale sarà, lo vedremo nella prossima puntata.

Commenti (1)

  1. E’ difficile commentare senza spoilerare qualcosa per me che ho letto tutta la miniserie, posso solo dire, che fin qui era piaciuta anche a me.

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