Salve a tutti! Come sono andate le vacanze? Spero bene, ma ho notato che non ci avete abbandonati nemmeno per un giorno! Eccoci quindi al primo articolo dell’anno sulle videosigle e direi di cominciare col botto, vi parlerò quindi di uno dei cartoni animati più belli mai trasmessi, forse quello che preferisco di più: Daitarn III.
Siamo nel primo decennio del XXI secolo, il Professor Haran Sozo, uno dei più grandi scienziati della terra, decide di trasferirsi su Marte per ampliare i suoi studi fino al punto di creare un androide capace di agire con volontà propria, il Meganoide. Purtroppo tale androide sfugge al controllo del Dottor Haran uccidendo il suo creatore con la moglie e il figlio più grande. Soltanto il piccolo Banjo riesce a fuggire sulla Terra a bordo di cinque missili comprendenti un magnifico robot chiamato Daitarn III, l’ultima invenzione del Professore prima di morire.
Per ora tutte le attenzioni del mondo Marvel sono puntate sul Dark Reign e di conseguenza sui Dark Avengers; oggi è stata pubblicata l’ennesima intervista al disegnatore della regular dei Vendicatori Oscuri. Mike durante l’intervista è parecchio avaro di dettagli sulla testata, come era naturale aspettarsi, però per tutti coloro i quali amano il disegno viene spiegato l’uso che fa delle ombre e come riesce a rendere veramente unici i suoi disegni.
Spesso e volentieri quando leggiamo un qualsiasi comics ci immedesimiamo nel protagonista e ne sugiamo le gesta con moltissima passione, sapendo che lui è l’eroe o a seconda dei gusti il cattivo. Nel “mondo delle meraviglie” la prima opera a cambiare radicalmente questo punto di vista del lettore è stata Marvels di Alex Ross e Kurt Busiek; questa volta il punto di vista non era più quello del protagonista della storia, ma di un uomo comune che attraverso il suo occhio vedeva a tutto tondo gli “effetti collaterali” delle azioni dei super-eroi. Credo che Marvels fosse un piccolo Must in casa Marvel e che tramite la sua lettura si potessero capire meglio i punti di vista di coloro i quali