Coppelion – Recensione Anime

di Regola 3

 

Radunatevi signori e signore, il balletto delle serie autunnali ha inizio: ad aprire le danze eccovi Coppelion.

Perchè ho scelto Coppelion, per iniziare a parlarvi delle serie autunnali? È presto detto: il primo motivo è legato al fatto che ogni settimana potete trovare l’episodio sottotitolato in italiano sul sito della Popcorn Tv (la mia diffidenza verso i sottotitoli in italiano è nota, ma non ho avuto niente in particolare da ridire sulle traduzioni effettuate); il secondo è legato al fatto, che, causa la particolare struttura di questo anime preferisco parlarvene adesso che si è visto poco piuttosto che rimandare e rischiare, involontariamente, di guastarne la visione presentando una visione sì più completa, ma meno affascinata. Perchè posso dire che Coppelion, dai tre episodi per ora trasmessi, mi sta affascinando. Coppelion nasce come manga, pubblicato su Monthly Young Magazine, rivista di tipo seinen della casa editrice Kodansha (stessa rivista su cui esce xxxHolic e Psychometrer), dal 2008: del manga esistono attualmente 19 volumi, ed è probabile che l’idea di animarlo fosse covata da diverso tempo, ma si è dovuto attendere l’arrivo di Shingo Suzuki e della GoHands. Il regista, che ha già firmato K e Mardock Scramble è forse uno dei pochi che avrebbe potuto adattare pienamente in versione animata il paesaggistico Coppelion.

Coppelion è ambientato nel 2036, venti anni dopo una catastrofe che ha reso Tokyo una città fantasma inabitabile a causa della presenza di radiazioni che rendono la vita impossibile. Tuttavia, in questo scenario post-apocalittico, ci sono comunque persone che ancora vivono (per scelta, o perchè intrappolate) nella desolata e abbandonata capitale, e il corpo speciale Coppelion è stato creato appositamente per trarre in salvo queste persone da un ambiente nel quale, per sopravvivere, sono necessarie particolari attrezzature protettive, e di produzione di ossigeno e di cibo non contaminati. Ibara, Aoi e Taeko, le Coppelion, sono tre ragazze nate in laboratorio modificate geneticamente per sopravvivere senza nessuna attrezzatura particolare nella contaminata Tokyo, in modo da trovare i superstiti che ancora si nascondono in complessi costruiti tra le macerie, e trasportarli fuori attraverso rapide operazioni militari. Le tre ragazze, vagando da sole per Tokyo, a poco a poco ricostruiranno la storia di questo disastro, che è anche la storia della loro origine.

Quali sono queste cause non è poi tanto chiaro, trall’altro, infatti sembra che questa forma di radiazione sia particolarmente letale solo per il genere umano: lo stato della vegetazione, e la presenza di forme di vita animale, come lupi, in Tokyo, fanno pensare che la causa sia qualcosa più complesso di un fall-out radioattivo. Le cause di questo disastro, poi si vanno a intrecciare sia con la vita di tante persone, sia che con le macchinazioni di governi e organizzazioni prive di scrupoli, che rendono Coppelion uno dei lavori post-apocalittici più curiosi che mi sia mai capitato davanti.

Aldilà delle tre ragazze in divisa scolastica, le tre protagoniste di questa vicenda, figure che sono oramai un appeal quasi necessario nell’animazione giapponese (con lunghe e ampie inquadrature delle loro gambe e gonne mosse dal vento; ma di mutande non se ne vedono; vi ricordo che Suzuki ha firmato anche Seitokai Yakuindomo), Coppelion è un anime che consiglio per la sua capacità di trasportarvi in un’esperienza “visiva” particolarmente affascinante: la caratteristica che rende questo anime “bello da vedere” sono i fondali, gli ambienti, i palazzi decadenti coperti di vegetazione. Una città rovinosa, in cui non ci sono forme di vita (umana) e in cui gli effetti dell’abbandono sono visibilissimi, bellissimi, al punto che in alcuni punti ho messo in pausa per osservarli per bene. Se vi affascina l’urbanistica, la costruzione di scenari e ambienti Coppelion è qualcosa che potreste decisamente gradire, indipendentemente dalla trama. Unica vera pecca che ho notato, ma legata soprattutto a quelli che sono i miei gusti personali, è l’eccessivo risalto che viene dato alle figure umane per creare il contrasto (soprattutto quando le animazioni si fanno elaborate) attraverso l’uso di spessi bordi neri, che fortunatamente vengono meno nei primi piani. Una scelta tecnica inevitabile, poichè animare figure umane sotto fondali di questo genere è indubbiamente un’operazione che necessita una grande cura, e per fortuna, nonostante questo risalto, il risultato finale non è poi tanto male.

 

Commenti (3)

  1. Sembra interessante quest’anime. Spero per che non vada a finire come High School of the Dead, buone premesse, ma pessimo tutto il resto.

  2. visivamente quest’anime certamente uno spettacolo. la trama promette bene anche se la seconda puntata stata gestita malissimo. difatti son rimasto sconcertato dal caos e dalla differenza col primo episodio (il regista era in ferie??). fortunatamente si sono ripresi con la terza, ora aspetto la quarta sperando solo che migliori e non ricada nel flop.

  3. Io non mi faccio grandi aspettative, per ora lo prendo come una galleria di sfondi belli da vedere, se la trama sar buona e gestita bene sar qualcosa di pi.

    Sono un p scettico, comunque, perch si tratta di un manga che ha all’attivo 19 volumi, e una serie di 12 episodi adatter molto poco.

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