Avere quarantasei anni e sentirli poco (o troppo, a seconda dei punti di vista).
Questo è lo spirito che apre il nuovo ciclo di storie dell’inossidabile Uomo-ragno di quartiere.
In USA è stato presentato il volume della “bestia”: Amazing Spider-Man #666 che mostrerà ai lettori una nuova storyline dedicata al ragno stavolta impegnato non con lutti particolarmente sofferti (come quello che si presenterà con il #655) ma con una vicenda dai risvolti oltre che “imbarazzanti” anche…catastrofici (in entrambi i casi parliamo a nome degli abitanti di Manhattan).
Parliamo nuovamente di Fear Itself stavolta concentrando la nostra attenzione sulle succose rivelazioni del prologo della saga chiamata Book of the Skull, che come immagini potete vedere essere proprio il Teschio Rosso per eccellenza.
Blake Masters non è un nome che di sicuro salta subito alla mente ma in america sappiate che è considerato uno sceneggiatore, autore e produttore televisivo molto rispettato e tenuto in grande considerazione.
Famoso soprattutto per due serie televisive: Law&Order: Los Angeles (spin-off della divisione crimini della città degli angeli) e Brotherhood, una serie trasmessa da noi sul canale satellitare Fx che racconta la storia di due fratelli legati dal sangue ma divisi dalla vita: uno è un criminale, l’altro un politico che lotta contro la malavita del Rhode Island.
Forse non tutti lo sapete ma il personaggio Ghost Rider della Marvel Comics latita nelle edicole americane da due anni buoni, da quando la serie del 2009 di Jason Aaron è stata chiusa in seguito ad un abbandono lento e costante di lettori interessati alle avventure del centauro scheletrico.
The only thing we have to fear is fear itself – Franklin Delano Roosevelt
Il 32esimo presidente degli Stati Uniti d’America aveva citato questa frase in riferimento alla tremenda crisi economica che il paese aveva attraversato durante il suo mandato.
Oggi Marvel Comics utilizza quella frase per anticipare e preparare il terreno per la nuova saga crossover dell’universo Marvel che vedrà protagonisti indiscussi la triade dei potenti: Thor, Capitan America ed Iron Man ma non mancherà di ospitare tutti gli altri esponenti della razza superiore, dagli x-men fino all’uomo-ragno.
Nel bel mezzo dell’uragano Fear Itself (maxisaga Marvel di cui parleremo prossimamente) i supereroi del passato sono pronti ad invadere il presente dell’Heroic Age con un cambio non solo di look ma anche di status.
Cercando comunque di rimanere fedeli a quanto visto in passato, gli autori acclamati per il gruppo mutante degli Alpha Flight riportano nello scenario suburbano delle metropoli anche l’eroe greco per eccellenza: Ercole (o se preferite Hercules).
La parodia di una parodia. Il programma che non guarda in faccia nessuno, neanche le divinità letterarie.
Signori questo è South Park alla sua quattrodicesima stagione televisiva.
Perché parlare di questo show di cui tutti, almeno una volta hanno visto o sentito qualcosa? Ogni tanto fa sempre bene ricordarci che c’è un organo al di sopra di ogni censura che sfotte qualunque cosa abbia un cervello (o non lo abbia) ma oggi parliamo di una trilogia di South Park o meglio una serie di tre episodi più una sorta di “prequel” introduttivo e come nella nostra migliore tradizione parliamo di…supereroi.
Una ragazza come me cade sempre in piedi… –Catwoman (dal film “Catwoman”)
Il successo di Catwoman come personaggio ri-lanciato da Tim Burton porta alla rivalsa anche il personaggio di Selina Kyle nei fumetti ma soprattutto nell’intrattenimento d’animazione.
La prima apparizione della donna-gatto nei cartoon risale al 1968 anno in cui in america veniva lanciato lo show “Superman & Batman Hour” ossia un’ora di avventure animate con protagonisti alternativamente Superman e l’uomo pipistrello, non era concesso molto spazio ovviamente vista la quantità esagerata di villain che lo show poteva permettersi inoltre lo stile della donna era legato principalmente al costumino verde e ai sordidi piani per il furto di questo o quell’altro prezioso perciò, possiamo tranquillamente dimenticarci di quella piccola performance.
La doppiatrice Jane Webb dette la voce a Catwoman in quello show.
Di tutt’altro avviso era lo show del 1970 The New Adventure of Batman della Hanna&Barbera dove appaiono molti villain classici tra cui la famosa ladra che fa la sua comparsata in quattro episodi, stavolta apparendo ben più di una semplice macchietta.
Sei il secondo uomo che mi uccide questa settimana, però me ne restano ancora altre 7 di vite. –Catwoman (dal film “Batman Returns”)
Chi non ha mai amato saltare sui tetti, vestirsi di lattex nero e combattere pipistrelli cresciuti senza genitori?
Ok forse non sono proprio tanti quelli che desiderano una vita così però forse, Selina Kyle nei fumetti che portano il nome del suo alleato/avversario Batman, deve aver trovato queste cose molto allettanti.
Benvenuti nello speciale dedicato alle otto vite vite di Catwoman, nata nel 1940 e pronta ad affilare le sue unghie per il nuovo millennio.
Questo articolo implica degli eventi che in Italia si vedranno solo tra qualche tempo, anche se ormai tutto il mondo sa cosa è successo ai Fantastici Quattro.
Cercando di rimanere il più possibile Spoiler-Free, cercherò di annunciarvi la notizia che da Marzo la serie fumettistica iniziata nel 2003 e sbocciata durante l’attività di Jonathan Hickman ai testi, chiuderà i battenti forse per sempre per fare largo ad una nuova serie, realizzata dagli strascichi dei “sopravvissuti” della vecchia formazione…e nuovi ingressi.
Molto triste l’annuncio che fanno le maggiori testate del settore, noi non potevamo essere da meno e rendere noto la scomparsa di Joanne Siegel, vedova di Jerry Siegel il co-creatore del personaggio di Superman.
La donna è scomparsa questo 14 febbraio all’età di 93 anni, portandosi dietro il peso di vittorie e sconfitte ed una grande avventura iniziata con il marito.
Joanne infatti è stata la musa che hai ispirato la realizzazione dei lineamenti di Lois Lane, giornalista d’assalto del Daily Planet cui l’uomo d’acciaio prestava servizio sotto le spoglie di Clark Kent, anni prima che la donna diventasse la moglie del kryptoniano.
Superman creato nel 1938 da Jerry Siegel e Joe Shuster è arrivato fino ai nostri giorni ma la sua paternità è stata sempre contestata dopo che Siegel e Shuster avevano concesso i diritti interamente alla DC Comics che anni dopo licenziò Siegel lasciandolo nella disperazione.
Ed accanto all’uomo, sempre la moglie, amorevole e compassionevole, Joanne evita una morte prematura al marito che voleva suicidarsi per la mancanza di un impiego poi riprende un’equilibrio dopo che Jerry viene assunto come dattilografo e scrive alcuni cartoni animati per Hanna&Barbera, successivamente viene contattato nel 1971 dal direttore dell’epoca di Topolino che gli commissiona alcune storie per Disney Italia che appaiono negli anni successivi sulle riviste Almanacco Topolino e Topolino.
La tristezza del marito però prosegue verso la fine degli anni ’70 quando la Warner Bros acquisisce tutti i diritti su Superman dalla DC Comics e si prepara a lanciare l’uomo d’acciaio al cinema, la famiglia Siegel si coalizza contro la Warner chiedendo perlomeno una parte del diritto di creazione di Superman e la ottengono con una sorta di vitalizio permanente.
Jerry Siegel e Joe Shuster, i padri di Superman
Negli anni ’80 la DC Comics chiede a Jerry Siegel di creare una storia in collaborazione con altri autori per l’ipotetico “finale” di Superman, consigliato dalla moglie l’uomo rifiuta e la storia esce sotto il nome di Alan Moore nel settembre 1986.
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