Capitan America: il Soldato d’Inverno. Recensione

di bila 11

Capitan America: il soldato d’inverno in poche parole “Azione, intrighi politici internazionali, spionaggio, storia e una buona dose di mistero”

Il secondo capitolo della saga di Capitan America, nonché terzo film della FASE 2 dei Marvel Studios, è finalmente arrivato sugli schermi dei cinema italiani (per quelli americani ci vuole ancora una settimana, quindi se avete amici oltre oceano siete liberi di spoilerare loro tutto il contenuto del film), portando con sé molte risposte.

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In questi ultimi periodi ci siamo chiesti molte cose su questo film:

  • Il Soldato d’Inverno è davvero la miglior storia che la Marvel potesse usare per questo capitolo?
  • Steve Rogers sarà ancora il classico Capitan America o inizierà a farsi influenzare dall’universo Ultimate?
  • Perché Vedova Nera sì e Occhio di Falco no? … scusate ho capito che era una domanda a risposta scontata mentre la scrivevo. (comunque mi dispiace deludere tutti gli amanti di Scarlett Johansson, non credo faranno mai un film tutto su Vedova Nera)
  • Vista l’idea di creare una continuity tra film e serie tv, come infileranno l’agente Coulson nel film?
  • Ma soprattutto: perché in 10 anni la Torcia Umana è passata da Steve Rogers a Micheal Jordan?

Ad alcune di queste domande il film ha risposto egregiamente, ad altre, per fortuna purtroppo, no.

Prima di continuare vi ricordo che leggendo il seguito incapperete per forza di cosa in qualche SPOILER. Cercherò di contenermi, però non so quanto mi sarà possibile.

Passiamo al film.

Io ero in sala con la mia ragazza (ormai appassionata di cinecomics) e altre 40 persone al max (sì, sono la tipica persona che va alla prima proiezione pomeridiana per evitare il caos). Ho cercato di ascoltare le voci di sottofondo per cogliere le aspettative della platea, ma purtroppo c’era ben poco da ascoltare: pubblico muto… eccezion fatta per il ragazzino che al nostro arrivo era seduto al mio posto e sua madre che continuava a chiedersi: ma di che parla il film?

Lo Space Cinema Moderno di Roma mi ha sorpreso proiettando, prima del film, 5 minuti di “pre-show” in cui gli attori raccontavano la loro esperienza sul set e davano un loro parere del film. Un “di più” inaspettato e interessante che in qualche modo cerca di motivare il prezzo del biglietto.

Non so come lo vedrete voi, se lo vedrete, ma se non siete in un cinema IMAX potete “accontentarvi” del Real 3D. Tutti quelli che frequentano cinema e pomposi salottini iper accessoriati sono ormai d’accordo su una cosa: il 3D si chiama Avatar, tutto quello che c’è dopo è una mera imitazione. Questa affermazione può andar bene, però va ricordato che Avatar o no il 3D, se fatto bene, rimane un’esperienza godibile per il tempo del film (meno nel post film quando pensi ai soldi, spesso, sprecati). Detto questo Capitan America: il soldato d’inverno (sottolineo) visto in Real 3D non dispiace.

Pronti via eccoci a vedere il nuovo Capitan America e alla prima scena penso: “Toh, vuoi vedere che quello lì è Falcon?”. Prima scena prima vecchia conoscenza del mondo Marvel che si affaccia nel film.

Il film prosegue con un po’ di classico action militare che contraddistingue le avventure di Capitan America. La solita missioncina in cui l’americano medio esclama “Cap is Fu#*ing Cool” e il maschio medio rilancia con un “La Vedova Nera è proprio bona!” (non dite che non ci avete mai pensato, io l’ho sentito dire all’anteprima di Avengers, due anni fa, talmente tante volte da pensare si trattasse di una legge). Primi scontri di Steve Rogers che fa il figo con e senza scudo.

Trovata classicamente americana: il pirata francese (una bestione che chiamarlo pirata fa rabbrividire Jack Sparrow) che dice a Steve Rogers “sei forte con lo scudo, ma senza non sei niente”. Morale della favola se ne prende davvero tante mentre Natasha la “rossa” fa i comodi suoi con una pennetta usb. Cap si incavola, il pirata in realtà non era fuori gioco… insomma un po’ di casini standard con seguente esplosione e Capitan America che salva Vedova Nera.

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Il film prosegue e ovviamente Fury è sempre lì a tramare per il bene dell’umanità… Fury, si sa, fa sempre le cose a modo suo. Creando più casini che soluzioni. Però vedere Samuel L. Jackson interpretarlo è sempre un piacere.

Dagli ultimi piani dell’imponente Triskelion (bello come non mai) spunta un volto che difficilmente avrei immaginato in un film Marvel: Robert Redford nei panni di A.Pierce. Pierce e Fury, amici di vecchia data, tengono su un siparietto sulla loro amicizia buttandoci in mezzo un “Iron Man” che non fa mai male.

Move on… scene di Fury e Cap e miliardi di dollari (nel film) sotto forma di un arsenale S.H.I.E.L.D. pronto a dichiarare guerra al mondo. Tre helicarrier di nuova generazione armati su, praticamente, ogni cm². Cap da buon americano patriota e pieno di valori fa la morale a Fury, ma di fatto non ne ottiene nulla se non un gran mal di testa e una chiacchierata con la vecchia Peggy più di là che di qua.

Insomma niente di trascendentale che finora motivi il prezzo del biglietto.

Poi le cose iniziano a cambiare. Fury scopre che qualcosa non va e all’improvviso: “il soldato d’inverno”.

In realtà ancora non dovrei dirvelo, ma si capisce (i trailer gli han girati apposta).

Fatto sta che il buon vecchio Nick scappa (ancora non ho capito che razza di aggeggio aveva in mano… lo vorrebbero tutti i rapinatori di banche del mondo… sarà tecnologia Stark) e chi se lo ritrova a casa? Esatto: l’unico super militare con una morale (esattamente l’opposto di Fury), Steve Rogers, che in qualche secondo si ritrova a scoprire che nello S.H.I.E.L.D. c’è del marcio, cosa che per altro pensava sin dallo scongelamento.

La trama si infittisce e quel simpaticone di Nick viene crivellato di proiettili.

Inizia la prima “scaramuccia” tra Cap e Soldato d’Inverno. Il risultato? Fury muore sotto gli occhi di Vedova Nera, Maria Hill e Cap.

A me personalmente in tutto questo è mancata una presenza fondamentale: Coulson. Non c’è mondo in cui il caro agente redivivo non si sarebbe fiondato con la sua Lola da Fury. Certo le scelte di sceneggiatura non le faccio io, ma Coulson è Coulson.

In men che non si dica Cap passa da persona informata dei fatti a nemico pubblico numero uno. Qui la storia inizia a diventare interessante. Si sentono le ore passate dagli sceneggiatori a leggere i fumetti di Cap. La più improbabile delle squadre (come affiatamento) diventa l’unica interessata a sapere cosa è successo.

A questo punto serve un terzo membro del team, io avrei optato per un affidabile Occhio di Falco, e invece la scelta ricade su Falcon che per la dinamica del film è più “utile”, visto che vola.

Spesso mi chiedo dove sia Iron Man in momenti del genere, ma probabilmente sono domande a cui non avremo mai risposta.

Momento amarcord: ritorno alla vecchia base di addestramento per Cap.

Gli anni quaranta sembrano ieri, del rachitico Steve Rogers sono rimasti solo sguardo e capelli. La Romanov continua a tempestare di domande Cap (più o meno lo fa dall’inizio del film) mentre lui continua nel suo mood malinconico, almeno fino a quando non arriva una delle scene salienti del film.

Nascosto in una zona segreta dentro una base d’addestramento in disuso troviamo Arnim Zola. In sala credo di essere stato l’unico a dire, appena apparsi i monitor e la voce, “è Arnim Zola!”.

Una parola Fantastico.

Vedere Cap e Natasha ascoltare passivamente tutto quello che dice Zola è una di quelle tipiche scene “spiegone” che apre tutto un nuovo mondo per l’universo Marvel.

Ora se qualcuno di voi non si ricorda chi è Arnim Zola potete andare a rivedervi il primo Capitan America, troverete “Zola lo scienziato” indaffarato con Teschio Rosso negli esperimenti dell’Hydra.

Quindi ecco saltare di nuovo fuori l’Hydra, perché tagliata una testa ne nascono due al suo posto (Zola docet).

Hydra, Fury morto, Soldato d’Inverno, Cap e Vedova fuori legge… che volete di più per l’ultima parte del film?

A questo punto non continuerò a spoilerarvi l’ultimissima parte, ma sappiate che ci saranno esplosioni fantastiche (a noi maschietti piacciono le cose che fanno BOOM), botte da orbi e un finale davvero azzeccato.

Non so quanti abbiano letto la storia di Brubaker ma di sicuro gli sceneggiatori l’hanno fatto e si vede.

Capitan America: il Soldato d’Inverno si va a collocare là dove molti avevano previsto. Un film di passaggio che presenta un mondo più vasto e complesso di quanto avevamo visto finora. La presenza di una società segreta che da 70 anni lavora sotto traccia regala un ventaglio di possibilità ai prossimi film.

La storia del Soldato d’Inverno, poi, meriterebbe un film a parte. Un personaggio che ha solo mostrato la punta dell’iceberg. Un personaggio unico dal lato umano più che da quello supereroistico. Il rapporto tra lui e Cap è qualcosa che di sicuro vedremo approfondito nei prossimi capitoli.

Le soprese nel film non mancano e io non ho voluto rovinarvele tutte, però devo ammettere che quando Fury nomina Stephen Strange, ho avuto 3 secondi di euforia pura. Se vedrete il film mi ringrazierete per non avervi spoilerato la seconda metà. Altrimenti avreste saputo dei 2, sottolineo 2, pezzi dopo la fine del film. Uno vi lascerà l’acquolina in bocca. L’altro vi darà la giusta chiusura del film.

Ho visto questo film senza troppe aspettative, sapendo che di solito è meglio così. Non sono uno grosso fan delle storie di Capitan America, però riconosco che questo film mi ha entusiasmato. Non è Avengers, ma sa il fatto suo.

“Capitan America: il Soldato d’Inverno” è un thriller adrenalinico. Come vi ho detto all’inizio è un film di guerra dei giorni nostri. Spy story alla Jason Bourne (suggerimento di Ciampax) o lo stesso Nemico pubblico (Enemy of the state, quello con Will Smith).

Sono d’accordo con il nostro Ciampax che mi ha detto che: “un po’ come con il primo Iron Man, chiunque si rechi al cinema per assistere a questo spettacolo ne uscirà colpito e soddisfatto”.

Se per Avengers potevo usare espressioni come “una figata pazzesca” per questo film sono obbligatori toni più modesti perché lo scopo del film non è farvi saltare sulle sedie (in realtà ci provano, ma non ce la fanno… ad eccezione del 3D che in una scena mi ha fatto abbassare la testa di colpo; ero talmente preso dalla scena che quella pallottola l’ho schivata per miracolo), ma quello di dirvi:

“Ora avete tutto il necessario per entrare nella Fase 2. Benvenuti”

Commenti (11)

  1. In pratica fin’ora ho letto solo commenti positivi 🙂 Stasera lo vedr e ti far sapere.. ‘sti Russo comunque vera rivelazione, chi se l’aspettava..

    1. I fratelli Russo hanno fatto un lavoro meticoloso. Onestamente tutto pu essere fatto meglio, in qualsiasi film, per credo ci si possa accontentare.

  2. Gran bel film.
    Cap sempre Cap; Nick Fury sempre lo stesso “una ne faccio e cento ne penso (in previsione futura)”; solo Vedova si modifica un tantino, alla fine.
    Che si sia cultori del genere, o novizi che vanno al cinema a vedere un film d’azione, vale decisamente il prezzo del biglietto ed il tempo speso in sala.

    1. Il personaggio di Vedova stato affrontato meglio, anche perch non che potevano mettersi a raccontare Falcon… Cap lo conosciamo, quindi per esclusione dovevano “darci qualcosa”.

  3. non vedo l’ora di andare a vederlo!!!!

  4. Visto, film veramente eccellente, sul podio con Avengers e Iron Man oper quanto riguarda i Marvel Studios e sicuramente miglior Cinecomic Action di sempre. Veramente incredibile..

  5. The Winter Soldier non dovrebbe essere il terzo film della fase 2? Non il secondo: “Iron Man 3”, “Thor – The dark world” e “Captain America – The winter soldier”.

    1. Ho visto ora l’errore, hai ragione. Ho appena corretto. Grazie

  6. Ho visto il film e adesso ho solo un quesito…. Come la infilano la storia in Marvel’s Agents of Shield? Perch dopo Iron Man 3 una puntata (e molto di pi) del telefim giravano intorno al progetto Extremis, mentre dopo Thor – The Dark World, seppur solo in minima parte, le azioni del film si riflettevano nell’episodio che usciva in quei giorni.. Ma erano comunque sempre dei finali che con lo shield non c’entravano un gran ch… Ma con un finale del genere, non capisco proprio come possa continuare il telefilm! Magari dalla prossima puntata vedremo altro (ovviamente se c’ totale continuit tra capitan america e il film standing ovation per Marvel)

    1. Il sottotitolo della serie ora “Uprising” [rivolta], quello della prossima stagione potrebbe essere “Refounding”. Un UCM senza SHIELD non un UCM.

    2. Io ho una mezza idea… Poi di certo a casa Marvel hanno gi pianificato la storia per i prossimi anni

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