Riflettori su… Soul Eater, la conclusione

di Regola 4

 

Salve a tutti, terminano le vacanze e torna anche l’angolo mensile Riflettori, con l’appuntamento conclusivo incentrato sul manga di Soul Eater: qualora non aveste avuto modo di leggere questo manga vi sconsiglio di procedere visti gli elementi spoiler qui presenti, o al limite, se avete letto il manga ma non la sua trattazione, potete indietro e leggere le prime due parti. Soprattutto visto che l’ultima parte, come avevo previsto fin dall’inizio, andrà ad occuparsi della conclusione del manga avvenuta con il capitolo di Agosto.

Soul Eater è un manga che è riuscito con molto poco a emozionarmi con la sua battaglia finale: il momento della verità, che per certi versi è quello che il lettore attende e teme sin dal momento in cui la storia comincia ad appassionarlo, può essere a volte più semplice da gestire (dal punto di vista della sceneggiatura, perlomeno) di quanto lo sia stato il percorso dei personaggi. Maka, Soul e i loro compagni arrivano infine allo scontro finale col Kishin, che sul manga viene gestito in modo diverso rispetto a come era stata impostata la prima versione di questa battaglia nell’anime: di maggior importanza nel manga il Sangue Nero (Black Blood), creato da Medusa, in grado di rendere qualunque nemico molto più pericoloso di quanto possa già essere. Nello scontro finale Maka e Soul “salvano” un’altra volta Crona dalla follia del Kishin, riescono ad assestare il colpo decisivo al nemico con l’ultima risonanza, fuggendo poi dalla Luna dove si svolgeva lo scontro finale. Alla fine in Soul Eater sembrerebbe che non si sia risolto granchè, che il nemico non è stato ancora sconfitto, lasciato a meditare vendetta su questa buffa caricatura del nostro satellite naturale, oramai ricoperto dal Sangue Nero.

Tuttavia i personaggi vivono in un mondo completamente differente da quello descritto all’inizio del manga, mondo che hanno creato con le loro stesse mani: con Kid che diventa il nuovo Shinigami tante cose cambieranno, e il futuro del mondo verrà lasciato in mano al genere umano. Non solo, la secolare guerra contro le streghe è terminata, e Soul Eater Evans verrà ricordato come l’ultima Death Scythe, ma la follia del Kishin non è stata ancora del tutto sconfitta e la Paura continuerà a minacciare la vita sulla Terra. Ciò che i personaggi tramanderanno sarà il Coraggio, necessario per affrontare anche la più buia disperazione, in preparazione del giorno in cui la follia tenterà nuovamente di corrompere il mondo con i suoi oscuri tentacoli. Tuttavia, sempre nella sua intenzione di guardare al futuro, Ohkubo decide di chiudere lasciando aperta una riflessione sulla maternità (simboleggiata dal seno), che dopo tutta la follia e la paura globalmente trasmessa, è il primo messaggio positivo che viene inviato al genere umano.

Al sottoscritto il finale è piaciuto. Ohkubo è riuscito pienamente nel compito di dare un degno finale alla sua saga, con uno scontro finale emozionante e coinvolgente, schivando perfettamente il rischio di allungare il brodo (sebbene i manga con periodicità mensile non vadano incontro a questo problema, tipico delle pubblicazioni settimanali). Non ha neppure dimenticato di inserire il più classico degli elementi presenti nella conclusione di uno shonen manga: lo sguardo al futuro, diverso dal lieto fine, che lascia spazio all’immaginazione e ad altre infinite avventure che non verranno raccontate. “Owari“, la parola utilizzata alla fine di un manga, non indica la fine della storia quanto il termine del compito del narratore. Tutti, grandi autori e quelli che nessuno ricorderà, l’hanno usata o la useranno; semmai, a cambiare saranno le circostanze in cui questo avviene: Ohkubo fa parte di quel gruppo di autori che ha potuto portare avanti e chiudere la sua storia prendendosi il tempo necessario per fare le cose per bene, ma sono questi i momenti in cui è bene ricordare che non è sempre così (uno di quelli che ritengo tra i migliori manga degli ultimi anni, Psyren di Iwashiro, è stato infatti chiuso prematuramente, sempre con finale aperto). La tematica della conclusione di un manga non è mai stata tanto attuale quanto queste ultime settimane, con Bleach e Naruto che tendono verso l’epilogo (e sono guarda caso due manga con i quali Soul Eater ha degli elementi in comune): si potrebbe considerare Soul Eater come un allenamento prima di affrontare effettivamente la conclusione di questi due manga, difatti, nella mia decennale esperienza come lettore se c’è una cosa che ho imparato, e che mi ha permesso di connettere tutte le opere che ho letto, è proprio questo stile di concludere le loro storie tipico dei giapponesi, figlio di particolari tradizioni letterarie e necessità editoriali. Magari, lettori più giovani con meno opere all’attivo, potrebbero non notare questo modo comune di agire. Eppure è così che funziona: Kenshiro si avviava verso il deserto per affrontare altre centinaia di battaglie, Goku volava via con Ub verso nuove avventure (anche se è risaputo che Toriyama concluse il manga perchè stanco di lavorarvi)… potrei citare decine di finali, magari ne avete in mente anche voi, ma vorrei evitare spoiler ulteriori e pertanto mi sono limitato a questi che sono, per certi versi, due dei manga più rappresentativi di sempre.

Quest’oggi partendo dal finale di Soul Eater siamo andati a finire a “come finiscono i manga“: la questione, molto complessa, meriterebbe maggiore attenzione, eppure per oggi mi fermo qui, e rimandando ogni altro approfondimento per quando terminerà uno dei caposaldi della Shueisha, Bleach (io ho già avuto modo di dire a ciampax come penso finirà), vi saluto con la prima sigla di chiusura dell’anime sugli shinigami in stile Square Enix, I Wanna Be.

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Commenti (4)

  1. Ma il finale del manga molto diverso da quello dell’anime? 🙂

    1. moltissimo! Tu non immagini neanche quanto!

  2. A me il finale mi ha lasciata un po’ “vuota”… speravo in qualcosa di meglio, forse perch fuorviata dal finale dell’anime… Diciamo che speravo in un ruolo maggiore per Maka XD ma d’accordo comunque con il finale classico degli shonen… : )

  3. Non mi è piaciuto il finale dell’anime.. Si sono fissati con il voler far passare un messaggio positivo e la conclusione dello scontro col kishin ne ha risentito parecchio.

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