Science Comics, comunicare la scienza a fumetti

di bila 4

Entrando in un negozio di fumetti a chi non è mai capitato di vedere una copertina o un titolo che vi abbia fatto pensare: “Questo deve essere di fantascienza”, oppure, “Ah, questo è uno di quelli con i super poteri , il solito scienziato che dopo un esperimento si ritrova a essere un super eroe”.

Bisogna ammettere che se non fosse per la scienza (diventata poi sempre più fantascienza) i fumetti non avrebbero ottenuto lo stesso successo che invece hanno avuto negli ultimi 60 anni (e più). Pensate a Superman, emblema del fumetto mondiale con i suoi 76 anni di onorato servizio, un extraterrestre esteticamente simile a noi, eppure dotato di poteri incredibili che lo rendono un uomo d’acciaio. Poteri che Jerry Siegel e Joe Shuster (creatori del personaggio) hanno cercato di giustificare utilizzando concetti scientifici.

Action Comics #1 cover by Joe Shuster

Superman però non è l’unico caso, l’intero pantheon fumettistico straripa di personaggi e storie che strizzano l’occhio alla scienza. Un altro esempio potrebbe essere Hulk, il Golia verde simbolo degli effetti negativi dell’energia nucleare, il mite scienziato che si trasforma in un mostro a causa delle radiazioni. Questo fumetto ha diffuso il concetto dei Raggi Gamma, negli Stati Uniti e nel mondo, a un pubblico che non ne aveva mai sentito parlare.

Un esempio più recente, che da noi è conosciuto quasi esclusivamente per la serie animata, sono I Simpson. Le bizzarre avventure della famiglia di Springfield sono costellate di riferimenti scientifici, mai troppo approfonditi né troppo pedanti, la scienza nei Simpson è lì e, se non hai l’occhio abituato a riconoscerla, potresti anche non rendertene conto, perché questo è quello che Matt Groening (il creatore) e lo staff (che comprende numerosi Ph.D scientifici) vogliono (vi consiglio di leggere “La Scienza nei Simpson” di Marco Malaspina).

Tuttavia la scienza nei fumetti si è dovuta piegare alla necessità di far cassa, diventando uno strumento in grado di integrare la sceneggiatura, trasformandosi così in quella che tutti conosciamo con il nome di Fantascienza. Quest’ultima, una sorta di Scienza 2.0, rivisitata e “writer friendly” ha aperto un nuovo mondo agli autori, non più costretti alla ricerca di veridicità (ecco quindi la nascita a pioggia di personaggi con super poteri, ognuno dei quali diverso dall’altro in base alla fantasia dello scrittore).

Un passo indietro per la scienza ma un grosso passo avanti per l’editoria a fumetti che in questo modo ha superato ogni confine imposto dalla realtà.

Ciononostante la scienza, ma soprattutto chi crede che di scienza, quella vera, si possa parlare nei fumetti, non si è arreso e ha continuato a remare controcorrente fino alla nascita di un genere che oggigiorno i più chiamano “fumetto scientifico” (Science Comics). Un fumetto in cui i concetti scientifici non si piegano alla sceneggiatura, ma la accompagnano. Questo ha dato origine a fumetti come Logicomix (in cui si raccontano le avventure della vita del logico matematico e filosofo Bertrand Russell), Enigma – La strana vita di Alan Turing (in cui Tuono Pettinato e Francesca Riccioni raccontano come fosse una lunga fiaba la storia del padre dell’intelligenza artificiale), Ultima lezione a Gottinga (di Davide Osenda), Feynman (di Jim Ottaviani) e molti altri.

L’importanza del fumetto scientifico e, di conseguenza, della comunicazione della scienza attraverso i fumetti è stato il motivo che ha spinto anche il Cnr italiano (Consiglio Nazionale delle Ricerche), per mezzo di Roberto Natalini a dare vita a Comics & Science, un progetto che con la collaborazione di fumettisti italiani (Leo Ortolani, Tuono Pettinato, ecc.), scienziati, divulgatori e figure del mondo del fumetto (come Andrea Plazzi, un nome che certamente molti di voi conosceranno) si impegna, organizzando conferenze e realizzando fumetti, a dimostrare e diffondere l’idea che la comunicazione della scienza attraverso i fumetti sia possibile.

Una persona che crede in questa possibilità è il sottoscritto, tanto da aver scelto di realizzare una tesi di master in giornalismo scientifico che parla proprio di questo. Vi chiedo perciò un piccolo aiuto, 5 minuti del vostro tempo (anche di meno) per rispondere al questionario qui sotto che diventerà parte del mio lavoro di tesi. Grazie a tutti da parte di Komixjam, ma soprattutto da parte mia.

 

Commenti (4)

  1. si chiama hard science fiction, di cui il padre isaac asimov.

    1. scusami puoi spiegarti meglio?
      grazie in anticipo
      conosco l’hard science ficiton ma non si pu dire che i science comics siano riconducibile al genere in questione.

      1. beh c’ una certa analogia tra la fantascienza letteraria e quella sui fumetti. abbiamo libri in cui la scienza solo uno sfondo per avventure fantastiche, mentre altri in cui la scienza la parte principale. Asimov il pi grande esponente, ti cito 2 romanzi in cui la scienza la protagonista:
        neanche gli dei, ispirato da un dibattito con uno scrittore che invento di sana pianta un isotopo di plutonio che non pu esistere, quando lo fece notare gli rispose che era una “licenza poetica”. Asimov fu cos geniale da trovare una spiegazione in un universo parallelo con una forza nucleare maggiore.
        correnti dello spazio, un ricercatore fa una scoperta allarmante sul futuro di un pianeta strategico della galassia, in questo pianeta si produce una preziosa seta che tutta la galassia cerca invano di imitare. ma il segreto di questa seta legato al suo terribile futuro.
        che tu racconta una storia con disegni, parole o immagini in movimento per me non cambia.

      2. Grazie per le spiegazioni.
        Il tuo punto di vista interessante, per c’ una cosa: nei fumetti scientifici si parla di scienza vera, qualcosa di conclamato, che viene spiegato per mezzo dei fumetti,
        Che, a mio parere, credo sia diverso dall’utilizzo della scienza come “spalla” per la costruzione di una storia.
        Nei Science Comics sono la scienza, e la spiegazione di concetti scientifici, a fungere da protagonisti veri, non si piegano alla necessit della sceneggiatura, ma la sceneggiatura che deve adattarsi a raccontare la scienza per quella che .

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non verrà pubblicato.

You may use these HTML tags and attributes: <a href="" title=""> <abbr title=""> <acronym title=""> <b> <blockquote cite=""> <cite> <code> <del datetime=""> <em> <i> <q cite=""> <s> <strike> <strong>