Outbreak Company & Noucome – Doppia Recensione!

di Regola 1

 

Quest’oggi il titolo della recensione dedicata agli anime in corso potrebbe avervi spiazzato… perchè due titoli? Era diverso tempo che volevo provare qualcosa di diverso… recensire due serie (anzi, all’inizio volevo fare tre!) in parallelo, dando le informazioni di entrambe e facendo spiccare le loro caratteristiche evidenziandone le differenze… e ho scelto questi due tra gli anime in corso. (Speriamo questo tipo di approccio possa risultare gradito, perchè mi piacerebbe rispolverarlo in futuro senza comunque abusarne.)

Outbreak Company nasce come light novel nel 2011 per mano di Ichiro Sasaki, autore che lavora per la casa editrice Kodansha; l’anime arriva due anni e sette volumi dopo, realizzato dalla Feel, uno studio che ha un decennio di storia, legato allo Studio Pierrot ma a modo suo indipendente, e collabora con altri soprattutto per la realizzazione di sequenze animate (negli ultimi anni hanno lavorato a Mayo Chiki!, due serie di Minami-ke e Papa no Iukoto o Kikinasai!) Gli episodi previsti sono dodici.

NouCome, abbreviato di Ore no Nonai Sentakushi ga, Gakuen Love Come o Zenryoku de Jama Shiteiru (Le mie scelte mentali stanno interferendo con la mia commedia romantica scolastica), nasce come light novel, edita da Kadokawa Shoten e scritta da Takeru Kasukabe, che ci lavora dal 2012. L’anime è realizzato dallo studio Diomedea, che ha prodotto Campione! e sta lavorando anche a Gingitsune (in corso), mentre ha collaborato in molte serie minori dal 2005, anno in cui è stato fondato (da un gruppo staccatosi dallo Studio TAC). Dieci gli episodi previsti.

Protagonista di Outbreak Company è Shinici Kano, uno studente giapponese che dopo una cocente delusione amorosa decide di ritirarsi nella sua stanza e coltivare la sua passione per manga e anime; prima di diventare un hikikomori però, prova un test attitudinale per un lavoro, e superandolo a pieni voti viene scelto… ma non si tratta di un lavoro per niente normale! Shinici viene trasportato in un mondo parallelo e “costretto” a diventare ambasciatore e promotore della cultura giapponese in questo mondo fantastico, dove esistono magia, nani, elfi e chissà quali creature; il suo compito è fare gli interessi del Giappone, prima nazione ad aver trovato i vortici che permettono il viaggio tra le dimensioni, il quale non vuole sprecare quest’opportunità di guadagnare e ottenere risorse. Ma ben presto Shinici si renderà conto che la vera barriera da superare non è quella linguistica, bensì le differenze fra le due culture, che non hanno assolutamente nulla in comune; ma egli è ottimista che col tempo, e con la diffusione della cultura otaku si riuscirà a costruire una futura convivenza tra le popolazioni dei due mondi.

Kanade Amakusa invece è il protagonista di NouCome, un normalissimo ragazzo afflitto da una crudele maledizione che gli sta poco a poco rovinando la salute, mentale e sociale: in qualunque momento potrebbe sentire nella sua mente una voce che gli offrirà due opzioni tra cui scegliere, e si tratterà sempre di due scelte che porteranno a situazioni particolarmente imbarazzanti. Ovviamente Kanade non può rifiutare di operare una scelta, e per questo opta sempre per il male minore… ma scelta dopo scelta ha finito per essere considerato uno tra gli studenti più strambi del suo istituto. Fino al giorno in cui Dio, in persona, lo contatta telefonicamente e gli annuncia che se completerà tutte le assurde missioni che gli verranno inviate periodicamente, potrà essere liberato dalla maledizione definita come “Scelta Assoluta”; per aiutarlo gli è stata inviata Chocolat, ma la ragazza caduta letteralmente dal cielo è assolutamente inutile… A complicare ulteriormente la vita di Kanade, molte di queste missioni possono essere più complicate o imbarazzanti delle situazioni in cui si ritrova per colpa della “Scelta Assoluta”.

Entrambi questi anime mi stanno piacendo… fin’ora sono usciti tre episodi di NouCome e quattro di Outbreak (non sono ancora riuscito a vedere il quarto, comunque), e sebbene siano entrambi dello stesso genere, con elementi harem, moe, sovrannaturali e umoristici, hanno comunque alcune caratteristiche che li differenziano l’un l’altro. Innanzitutto, in Outbreak c’è il personaggio di Myousel.. una maid mezzelfa, quanto può essere geniale quest’idea!? Questo personaggio, come attrattiva, è in grado di spazzare via tutti gli altri del suo anime e competere con quelli di NouCome poichè al momento questo anime si è focalizzato solamente sulla “kuudere” Yukihira. Anche il modo in cui fanno ridere le due serie è differente: Outbreak ammicca chiaramente alla cultura otaku, riempiendo gli episodi con riferimenti ad altri manga ed anime di successo, come l’oramai noterrimo Shingeki no Kyojin, di cui compaiono addirittura delle inconfondibili pagine del manga (il manga, non l’anime! Outbreak non si preoccupa dei diritti di copyright perchè fa pubblicità indiretta a un altro prodotto Kodansha), per non parlare delle decine di riferimenti ad altri titoli più o meno noti che fanno la loro sfilata, a volte come manga, altre come anime, altre volte come action figures. Diventa, per gli appassionati come il sottoscritto, un’attesa della prossima citazione o una gara con se stessi, per dimostrare che “le conosciamo tutte”; ma per lo spettatore occasionale (ammesso che uno spettatore occasionale decida di guardare anime del genere) appaiono indubbiamente come tanti elementi inutili. NouCome invece gioca sull’assurdità delle situazioni in cui il protagonista si ritroverà coinvolto, e per ora il ritmo è decisamente buono perchè gli episodi sono una successione di eventi senza necessariamente un filo conduttore che, se strappano una risata, lo fanno per la mole di dettagli che arricchiscono la scena. Basti pensare al motivetto che risuona dal cellulare del protagonista quando Dio lo chiama per la prima volta (il quarto Movimento della Sinfonia del Nuovo Mondo… tutti l’abbiamo sentita almeno una volta nella vita)… e tanti altri elementi messi a caso, sparati nello schermo a una rapidità tale che mandano in tilt il cervello, che si arrende nel suo tentativo di “comprendere tutto“, e si diverte.

Outbreak Company.

 

Yukihira di NouCome.

Laddove Outbreak ha alcuni momenti di serietà, NouCome è quasi sempre delirantemente serio, nella sua feroce descrizione della terribile vita del protagonista (che davvero, non ha fatto niente di male), e per certi versi molto più genuino nella sua assurdità, sebbene il primo episodio sia stata una vera e propria lotta contro il desiderio di premere Alt+F4, sia perchè non si riesce a capire dove voglia andare a parare, sia perchè la presenza di tizie strambe ha risvegliato in me la paura di essere incappato in un altro Denpa Onna… la pazienza, tuttavia, in questo caso ha pagato. Tuttavia, proprio per la sua natura meno “squilibrata” Outbreak risulta essere meglio costruito, soprattutto dal punto di vista delle musiche, che in NouCome trovo possano arrivare a stonare con quello che è il tema della scena. Dal punto di vista grafico, inoltre, Outbreak con i suoi toni pastellati e i colori meno accessi (un po’ come in Oreshura) mi risulta più gradito rispetto a NouCome, le cui tinte sono forti, luminose, accese… adatte all’anime, insomma.

Dio al telefono… e penso che molti riconosceranno quell’icona… (NouCome)

In definitiva, due titoli che tendono ad attirare lo stesso tipo di pubblico, ma che per ora procedono su binari ben distinti, il materiale nei primi episodi è sempre tanto e si nota anche dal fatto che lo spazio per i fanservices è limitato (sono presenti ma non ancora abusati), e spero vivamente che così resti per le prossime puntate, nonostante il tipico calo che sempre minaccia queste brevi serie intorno al settimo/ottavo episodio.

Commenti (1)

  1. Bella recensione, come sempre e sopratutto complimenti per gli approfondimenti iniziali per farci capire da dove vengono fuori queste opere tra autori studi di produzione e curiosit varie.

    Grazie e complimenti per la cultura.

    – Noucome : Ho visto solo il primo episodio e personalmente mi ha intrattenuto oltre le ( basse ) aspettative. La scena per guadagnare tempo, sulle scelte dell’umanit mi ha fatto molto ridere. Mi basta una commedia divertente.
    Spero non finisca come in ” il gatto di pietra e il principe pervertito ” ( o na roba simile ) dove alla comicit era accompagnata / appiccicata una narrazione spesso troppo seriosa e a mio parere noiosa che poco centrava col genere.

    – OBC : Carino … a me st piacendo davvero molto. Mi ha sorpreso positivamente, sono stati aggiunti degli elementi come la lingua diversa, le classi sociali ecc … che danno un tocco di vita alla storia e mostrano che l’autore ci abbia pensato un minimo e sinceramente si vede pure un po di cuore. Per carit nulla di che, per p un’anime molto leggero, carino di vedere e sopratutto divertente cogliere i riferimenti ( e PRICIARSI quando cogli le citazioni ahah ).
    Ultima nota, che sar na stron*a pure questa … ma avere il protagonista che dice fin da subito ” non voglio fare quelle cose perch mi sento in’imbarazzo ” gi una scusante pi lecita che avere milioni di protagonisti inspiegabilmente cos omosessuli XD

    Bella recensione.

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