Gli Inguardabili – Maken-Ki!

di Regola 1

Buon anno a tutti, grandi e piccini, maschietti e femminucce, appassionati di fumetto occidentale e/o orientale, questo è l’appuntamento settimanale con Gli Inguardabili e i timori che alcuni di voi potrebbero avere sono fondati: neppure le vacanze natalizie mi fermeranno dal parlarvi di anime la cui visione, personalmente, sconsiglio. Poi, ricordo, ognuno di noi è libero di valutare di guardare e valutare con occhio proprio.

Per iniziare bene questo 2013 ho deciso di parlarvi di una serie la cui visione mi ha profondamente frustrato: Maken-ki! Battling Venus. Quelli tra voi che conoscono la serie già staranno anticipando le mie pesanti critiche all’esagerato abbondare di fan-service, momenti e clichè ecchi presenti nei vari episodi, dodici, e nell’OAV che è stato prodotto (che per inciso non ho mai avuto voglia di vedere), ma dal mio punto di vista non è questo il grande difetto che mi porta ad inserire questo prodotto nella serie de Gli Inguardabili. Come ripeto sempre, essere ecchi non è un difetto, è semplicemente un genere… il problema è legato alla trama.

 

Maken-ki! Battling Venus è un anime classificato come shonen, ecchi, e harem: tre parole che vengono spesso usate, vuoi perchè una grossa fetta dei prodotti di animazione sono di questi generi, vuoi perchè alcune di queste serie possono essere tanto belle quanto pessime (e se questo è il caso finiscono in questo spazio). Siamo in pratica di fronte a un anime con un protagonista maschile, circondato da un gruppo di personaggi femminili più o meno interessate a lui che vengono spogliate o mostrate senz’abiti abbastanza spesso e senza alcun motivo apparente ai fini della trama. Difatti, Takeru Ohyama, il nostro protagonista, si iscrive all’esclusiva scuola superiore Tenbi senza minimamente informarsi sulle caratteristiche dell’istituto, interessato solo a trovarsi una fidanzata: la Tenbi, infatti, era una scuola femminile diventata mista da poco, e data per tanto la natura da cacciatore dell’uomo molti la considerano un perfetto “terreno di caccia”. L’Istituto Tenbi non è però una comune scuola, ai suoi studenti viene infatti insegnato l’utilizzo della magia attraverso strumenti chiamati Maken: il protagonista scopre essere incompatibile con ogni tipo di Maken, ma non per questo privo di poteri… come si scoprirà ben presto, Takeru è infatti in grado di “rubare” attraverso la bocca l’energia di coloro che usano i Maken, amplificando spaventosamente le sue capacità fisiche (e diventando stranamente, una persona seria). Un pò come succede anche in Inferno&Paradiso quindi, la scuola diventa teatro di lotte e duelli personali: molti studenti combattono fra di loro facendo uso dei loro Maken. Per evitare che qualcuno si faccia seriamente male uno dei compiti del Comitato Studentesco è anche quello di arbitrare questi scontri, e Takeru entrerà a farvi parte mosso dalla convinzione che le ragazze non dovrebbero ne combattere ne essere ferite.

Takeru&Haruko

Tre le figure femminili più spesso al fianco di Takeru, e non solo perchè i quattro vivono nello stesso appartemento dei dormitori Tenbi, abbiamo: Haruko Amaya, amica d’infanzia di Takeru e considerata lo studente più forte, ricopre anche il ruolo di vice presidente del Comitato Studentesco; Inaho Kushiya legata al protagonista da una promessa che questi non ricorda, si autoproclama come fidanzata di Takeru; Kodama Himegami, la misteriosa ragazzina dotata di misteriosi poteri, che ha giurato di uccidere Takeru perchè questi ha visto il marchio che porta sul petto… ad Himegami tocca anche il ruolo di “loli” in questa serie dove la forme femminili sono più che abbondanti. Himegami, che non è neppure una persona normale, è connessa in qualche modo col gruppo Kamigari e la Venus Unit: i cattivi della serie, che hanno come obiettivo la resurrezione di Yamata no Orochi, e la conseguente distruzione dell’Istituto Tenbi.

Tutto questo s’intreccia anche con il tetro passato di Takeru: la madre è morta in misteriose circostanze, e il padre non ha fatto niente per salvarla attirandosi pertanto l’odio e il disprezzo del figlio. Ma ovviamente le cose non stanno come il protagonista le vede, come appare chiaro da una divergenza di opinioni tra questi e Inaho all’inizio della serie: la ragazza ricorda cose che questi ha dimenticato.. continuando finirei a parlarvi del manga, e non più della serie animata i cui dodici episodi sono perlopiù un’introduzione a quella che è la trama vera e propria.

Takeru&Inaho

Il problema, a mio avviso, è proprio questo: Maken-ki! possiede una trama che non ha niente da invidiare a molti altri shonen ecchi, perchè provvista di tutti gli elementi tipici di questo genere, ma è rallentata e guastata da un numero eccessivo di fan service, che a momenti ne fanno quasi un hentai. Guardando questo tipo di serie mi sorge sempre il dubbio quali sia l’elemento principale e quello subordinato: gli autori, vogliono mostrare nudità e attirano più pubblico mettendo scene action, oppure vogliono creare una storia action e per questioni di marketing devono inserire anche sproporzionate forme femminili? La risposta potrebbe sembrare abbastanza ovvia (la verità sta sempre nel mezzo), eppure a volte penso che determinate idee andrebbero tenute ed elaborate in contesti diversi, e Maken-ki!, del quale ho veramente apprezzato la trama, sarebbe dovuto essere tra questi. Invece la visione è stata eccessivamente pesante, anche per uno come me, che sono un appassionato di commedie scolastiche e non dal tono ecchi.

Takeru&Himegami

Intendiamoci: mangaka e studio di animazione giapponesi producono lavori stilisticamente giapponesi per un pubblico giapponese (forse considererei un’eccezione lo Studio Ghibli); ciò che noi occidentali possiamo fare è operare una cernida di tutte le opere che vengono dal sol levante e stabilire quali possano essere di nostro gusto (nostro personale, per quanto riguarda poi le dinamiche di mercato che portano un manga o un anime in Italia è un’altra storia), ed è questo uno degli altri obiettivi di questo mio spazio settimanale.. tuttavia, qualcuno di voi potrebbe adorare anime di questo genere e laddove io vedo uno spreco di idee, trovarebbe una delle sue opere preferite. Esistono parecchi anime (e manga) di questo genere, con toni ecchi più o meno accentuati, e ho sempre pensato che Maken Ki!, gestito in maniera differente, non avrebbe niente da invidiare ai manga di Oh Great! (Inferno&Paradiso, Air Gear) o ad anime quali To Aru Majutsu no Index (serie in cui la trama è più centrale rispetto agli elementi ecchi) o Mahou Sensei Negima (che trall’altro possiede adattamenti animati davvero inguardabili…)

 

Voglio tuttavia chiudere questo primo Inguardabile del 2013 con un augurio di speranza: la seconda serie è stata annunciata tempo fa e dovrebbe uscire nei prossimi mesi. Questa seconda serie comincerà a trattare la storia dal punto in cui, dopo la lettura del manga, ritengo sia la parte veramente interessante, e sebbene anche essa ricca di momenti ecchi spero vivamente che a differenza della prima serie questi non siano il punto focale della narrazione. Mi andrebbe bene vi fosse un onesto “50-50”, per così dire. Come avete notato non mi sono lanciato in una descrizione accurata delle figure femminili, come vengono trattate e disegnate, penso le poche immagini che ho scelto siano più che sufficienti per farsi un’idea (è stata dura evitare di scadere nel VM18), non credo fosse un argomento centrale visto il motivo per cui ho deciso di parlarvi di Maken Ki! Detto questo, vi saluto, alla settimana prossima con Gli Inguardabili che vi anticipo, tratterà una serie la cui visione da parte mia è stata veramente sofferta..

E anche questa è fatta…

Commenti (1)

  1. Recensione davvero ben fatta complimenti! Per non sono d’accordo sul paragone con Index, serie la cui seconda stagione animata ben pi inguardabile di Maken-ki e nemmeno del un paragone incrociato con i manga di Oh! Great che potranno anche essere carini ma non hanno mai un finale decente mentre in Maken-Ki abbiamo ancora questa speranza. Il manga molto ecchi, cosa che per i miei gusti non affatto una pecca, e come dici tu la trama meglio sviluppata. Ma non credo che sia inguardabile, c’ molto di peggio… anche di produzioni estremamente sopravvalutate…

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