Kyoukai no Kanata – Recensione Anime

di Regola 2

 

È arrivato infine il momento di parlare anche di questa serie, Kyoukai no Kanata, e con essa la Kyoto Animation torna protagonista su Komixjam… lo so, ne abbiamo parlato fino alla nausea nell’ultimo anno con il commento a Tamako Market e Free!, ma vogliate accettare questa breve recensione, strana anche per gli standard del sottoscritto, insieme al fatto che quest’autunno abbiamo deciso di mettere da parte questo Studio e commentare altro. Ma un articolo Kyoukai no Kanata se lo sarebbe meritato a prescindere, non perchè sia il miglior anime dell’anno, della stagione o altro, non perchè il sottoscritto ha visto la sua esistenza rovinata dalla KyoAni sin dai tempi di Fumoffu, ma perchè Kyoukai no Kanata è davvero un bell’anime.

È sempre la solita storia” direbbero in molti, eppure, fin dai primi minuti sebbene fossi estasiato da quelle che sono le animazioni e i dettagli che rendono famoso questo studio di produzione… ebbene, nonostante quest’esibizione di tecnica ho notato che in Kyoukai no Kanata sono state utilizzate e metabolizzate tutte quelle tematiche e piccole caratteristiche che i fan del “moe” elevano, esagerando un tantino nel loro entusiasmo, all’essenza più pura dell’animazione. La KyoAni di Kyoukai no Kanata è diversa, è un’entità conscia del potere dei suoi messaggi e dei suoi simboli, rafforzati in qualche modo dopo Free!, e non ha più paura ad ostentarli in modo che non siano solamente intuibili in base ai gusti e i desideri dello spettatore. Eh si, è tutto messo in bella vista: passione per le meganekko, siscon, lolicon, c’è spazio per far sognare gli appassionati di BL (Boys Love) e GL (Girls Love), ma anche per quelli che vorrebbero essere calpestati da una figura autoritaria, una sorella maggiore, c’è anche una mamma dal seno prosperoso sempre in cosplay. Ci sono, sparsi qua e la, simboli fallici posizionati in modo da essere facilmente individuabili per gli interessati. “È sempre la solita storia” per chi non ha voglia di fermarsi ed analizzare questa serie con un po’ di attenzione.

La trama di quest’anime, come ho già avuto modo di dire precedentemente, è definibile come “una storia semplice raccontata bene“. È necessaria un po’ di pazienza nella prima fase, quella in cui i personaggi e questo particolare modo di intendere il sovrannaturale vengono presentati, perchè poi la vicenda venga sviluppata per bene, dal punto di vista degli unici due personaggi che veramente contano, i due protagonisti, Mirai e Akihito: bisogna aspettare il decimo episodio per avere sul tavolo un numero sufficiente di elementi per valutare. Non bisogna neppure avere troppa fretta, perchè guardare un anime KyoAni significa soprattutto volersi godere qualche episodio tranquillo, con scene di vita quotidiana, umoristiche… tutto quello che potrebbe essere definibile come “nichijou” (vita quotidiana). La KyoAni ha quasi rispolverato il fanservice per questa serie, eppure ne ostenta uno tutto suo, quasi fosse naturale. E questa attesa paga come sanno fare solo i buoni investimenti, perchè con undici episodi all’attivo su dodici totali, ho avuto modo di constatare che in qualche modo Kyoukai no Kanata è arrivato dritto al punto, ha colpito nel centro, non mi ha lasciato col terrore che il finale fosse un semplice ritorno allo status quo: no, i personaggi hanno percorso una strada, e sicuramente, il dodicesimo episodio, il traguardo, attesterà la loro crescita. Perchè recentemente i portabandiera del “moe” stavano prendendo un po’ troppo la strada delle serie che, con la scusa “non si deve per forza parlare di grandi temi“, non vanno a parare da nessuna parte. (N.B.: per il sottoscritto l’ultimo anime veramente valido della KyoAni prima di Kyoukai no Kanata era Chuunibyou Demo Koi ga Shitai!)

Erano anni che volevo un anime del genere, e ho avuto esattamente quello che mi aspettavo. La storia di Akihito, il “mezzo-demone” immortale amante delle ragazze con gli occhiali (mi ricorda qualcuno…), di Mirai, la cacciatrice maledetta dai poteri del clan più potente, quindi temuto e odiato, e dei loro amici umani e non alle prese con i problemi di tutti i giorni quali spese domestiche, affitti da pagare e demoni (chiamati youmu nell’anime) che infestano terrazze mi ha divertito e appassionato quanto bastava. Kyoukai no Kanata, come dicevo, non è l’anime più bello dell’anno o di sempre, è una bella serie, di quelle che ti rimangono, che non richiedono una passione e un amore esclusivo da portare avanti per mesi o anni, ma che si conquista un posto in quel cassetto della memoria con l’etichetta “bei ricordi“. Non mi aspetto un annuncio per una seconda serie, non m’interessa per il momento perchè la prima mi basta. Qual’ora avremo un seguito spero che ci sia un messaggio, perchè l’essenza stessa del fanservice è “mostrare senza motivo reale“, ed è questo uno studio che ha sempre prestato particolare attenzione a codesta dinamica cercando di non rimanervi prigioniera. L’hanno modernizzata loro, dopotutto. (Vi ricordo che per parlare di altre serie in corso, recensite o meno, oltre al nostro spazio sul blog abbiamo aperto anche una discussione sul nostro forum.)

Commenti (2)

  1. Sono in disaccordo riguardo l’inizio: a me sembrava un anime che ripercorreva i soliti schemi narrativi nel dettaglio, non l’ho abbandonato al primo episodio per la simpatia di Mirai ( troppo buffa quando si ingozza, cerca modi di pagare l’affitto o si collega a qualche social network col cellulare per i suoi scleri). Ma gli ultimi 2 -3 episodi hanno cambiato la mia idea. Eccoci alle spieazioni, e anche ai saluti. Intuitivamente, credo che si trattino di addii, non ci vedrei bene una seconda serie.

  2. Veramente un bell’anime! Concordo in pieno con la recensione, il finale secondo me stato un p troppo tirato per la good ending e ci sono alcune cose che non penso abbia spiegato bene, ma talmente consistente che gli si perdona tutto.

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