Jojopedia – l’Essere Supremo

di Regola 1

 

Tra la fine degli anni ottanta e l’inizio degli anni novanta Araki affrontò anche lui un tema che sempre è stato caro a tutti gli autori di shonen manga, la reale natura di un essere definibile “perfetto/supremo”. E come molti di voi già sapranno, Araki opta per una scelta che come al solito lo differenzia da molti dei suoi colleghi, contemporanei o no, facendolo comunque restare entro quei binari del genere e dei gusti del pubblico. È con Kars che il ciclo aperto in Phantom Blood, e il sanguinario destino che lega Joestar e Zeppeli alla mostruosa Maschera di Pietra, si chiude: questi non è solo l’ultimo nemico, ma in qualche modo anche il primo, in quanto creatore della Maschera stessa, un ribelle della sua stessa razza che l’ha voluta sterminare, e il primo ad aver guardato al genere umano come cavie di laboratorio attirandosi l’odio di quelli che sono stati i primi Eremiti. Con Kars tutto ha avuto inizio, e tutto deve trovare fine… Con Battle Tendency Araki chiude il capitolo della Maschera per addentrarsi in un altra complessa catena di storie che si intrecciano e sostengono l’un l’altra in modi imprevedibili, anche se, dopo vent’anni, non sarei per nulla sorpreso di ritrovare il nome di Kars, o degli Uomini del Pilastro, o riferimenti a questi esseri, nell’ottava o nella nona serie di Jojo (nona serie, che come pare abbia annunciato Araki, sarà l’ultima). È vedendo un piccolo ciclo chiudersi che bramo di arrivare a vedere quello più grosso e complesso costruito dal “mangaka sempre giovane“.

 

 

È con l’inganno che Kars arriva a completare la Maschera, appropriandosi della Pietra Rossa di Aia e usando gli stessi infrarossi intenzionalmente portati come armi da Stroheim, attivando i due artefatti e vincendo una volta per tutte la battaglia contro l’evoluzione. Kars conquista il Sole, la vita e tutto quello che riguarda la sopravvivenza ponendo se stesso come un Dio, fuori dal ciclo continuo di vita e morte che rappresenta la Natura stessa. Araki, da sempre attento al concetto di evoluzione, non crea un essere infinitamente potente, bensì uno con infinite possibilità. Di fronte a questa illimitata capacità di adattamento qualunque altro antagonista di Jojo scompare, perchè Kars è effettivamente immortale (a meno che qualcuno non voglia darsi pena di lanciarlo nel Sole): neppure Dio, Yoshikage Kira, Diavolo o Pucci potrebbero qualcosa contro un essere che semplicemente ha dimostrato di non poter essere ucciso… neppure Jotaro e il suo Star Platinum avrebbero qualche possibilità (poichè il suo Stand è simile al The World di Dio), ma forse, vista la particolare natura dei suoi poteri, Giorno Giovanna e il suo Golden Experience Requiem potrebbe sopravvivere a Kars. Eppure Joseph, che non possiede i fenomenali poteri dei Joestar della seconda metà del Novecento, esausto per i continui scontri, riesce a vincere. Quella canaglia, quella bellissima, eroica e spettacolare canaglia.

 

Mi mancheranno i trucchi con le corde di Joseph.

 

Joseph si lancia su Kars dopo che questi sconfigge con l’inganno Lisa Lisa per l’ultimo scontro, incurante del fatto di essere circondato da centinaia di vampiri e ancora stanco per il combattimento contro Whamoo. È in questo scontro che Araki rivela il legame tra i due maestri delle Onde: Lisa Lisa è la madre di Joseph (rimasta giovane d’aspetto grazie alle tecniche di Straits), ma ovviamente il gorilla non lo realizzerà avendo altro per la testa (non credo si possa biasimarlo, quando il suo avversario era Kars in persona). Messo alle strette, con la vita di Lisa Lisa appesa letteralmente a un filo, Joseph si gioca il tutto per tutto, attirando l’attenzione di tutti sulla parte superiore del suo corpo, dando fuoco alla sua sciarpa (senza reale motivo, in verità, ma dopo quante ne aveva fatte al povero Whamoo nemici e alleati si aspettavano di tutto) e facendo qualche spavalda affermazione: riesce in questo modo a legare la corda al piede di Kars e impedire che questi, tagliandola, uccida lui e sua madre. Lo scontro sembrerebbe finito quando Joseph riesce ad assestare un Overdrive, l’ultimo sudato Overdrive a Kars (questi, non essendo un guerriero non può tenere realmente testa all’uomo che ha sconfitto Whamoo in uno scontro reale), ma un solo singolo attimo di disattenzione è fatale.

Alcune delle potenzialità di Kars.

 

Joseph, come suo solito, si da alla tipica fuga che in realtà nasconde sempre un piano ben preciso. Non potendo combattere realmente Kars, in grado di trasformare parti del suo corpo in qualunque modo, Joseph opta per la più folle idea che potesse venirgli in quel momento: lo attira nei pressi dell’isola di Vulcano, e poi, usando un manichino come esca lo getta nel cratere pieno di lava con l’aereo usato per arrivare lì. A salvarlo dalla caduta, Stroheim, che lo aiuta anche a tenere bloccato il nemico dall’aeroplano. Ma Kars sopravvive anche alla lava, e mozza il braccio sinistro a Joseph.

 

 

Non sapremo mai realmente se sia stata fortuna, o istinto di sopravvivenza, o magari l’errore di Kars di usare le Onde Concentriche per sconfiggere Joseph (è in grado di usarle in quanto forma di vita “definitiva”), ma questi frappone fra se e il colpo del nemico la Pietra Rossa di Aia raccolta poco prima senza neppure averci pensato: il colpo di Kars viene amplificato ma deviato, causando una violenta eruzione vulcanica. La Dea Bendata è dalla parte di Joseph fino alla fine, e lo aiuta a mandare Kars oltre l’atmosfera, e poi in orbita intorno alla Terra dove le condizioni di sopravvivenza sono praticamente impossibili; l’immortalità di Kars si rivelerà la sua più grande dannazione, condannandolo a vagare per lo spazio per l’eternità, fino al giorno in cui la sua coscienza, non più necessaria, si spegnerà: è come se la Natura stessa volesse punire questo essere per l’arroganza mostrata, essendosi posto al di sopra del naturale corso delle cose. E Joseph sopravviverà miracolosamente anche a questo, presentandosi davanti a famiglia e amici riuniti per celebrare il suo funerale.

 

 

Questa settimana, per salutarvi, eccovi un pezzo dei The Cars, da cui Araki ha preso il nome per l’ultimo degli Uomini del Pilastro, e vi ricordo del prossimo appuntamento tra due settimane… ma non è ancora tempo di Stardust Crusader, ci sono ancora cose da dire su Battle Tendency.

[youtube 3dOx510kyOs]

 

Commenti (1)

  1. Un ottimo personaggio ed un degno nemico Kars, anche se per carisma Dio mi sembrato migliore.
    Non so perch ma ho sempre pensato che un giorno lo rivedremo (magari nella nona serie come ha detto Regola), vista la sua fine abbastanza particolare. In realt ancora vivo, sebbene sia in quello stato.

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