Cowboy BeBop: quando la musica si fa animazione – CMM10

di Ciampax 7

C’era una volta… è così che iniziano le favole e, in generale, le belle storie. Anche io, oggi, voglio raccontarvi una bella storia, di quelle che rendono felici i cuori di appassionati di anime e manga. E anche questa, come ogni altra bella storia, inizia così…

C’era una volta una giovane ragazza giapponese che viveva per la musica e in essa vedeva la realizzazione della sua felicità. Questa giovane ragazza, un giorno, decise di comporre una epopea musicale, una storia fatta di suoni, senza parole né immagini, ma che giungesse dritta al cuore di chi l’ascoltava. C’erano poi 14 cavalieri, ciascuno armato di uno strumento musicale, che si unirono a questa giovane ragazza, per portare questa grande storia musicata in giro per la Terra del Sol Levante.
Un bel giorno, un Re giusto e lungimirante, che amava le storie di ogni genere, udì le musiche che la giovane ragazza e il suo gruppo di cavalieri portavano in giro per il Paese e decise di incontrarli. Fu così, che da quel momento, la storia musicale della giovane ragazza prese vita e le melodie assunsero le forme e i colori di una storia disegnata che venne fatta conoscere a tutto il mondo.

Come forse avrete intuito, la giovane ragazza porta il nome di Yoko Kanno, apprezzata compositrice di musiche per gli anime e la TV (sue le opening/ending di opere quali  I Cieli di Escaflowne, Wolf’s Rain, Ghost in the Shell: SAC, Aquarion), mentre il gruppo di 14 Cavalieri al suo seguito è il gruppo musicale (o meglio, di musicisti) noto come Seatbelts. E credo che tutti avrete capito, sin dal principio, che la storia musicata trasposta in disegni è quella dell’anime di Cowboy BeBop.

Prodotto nel 1998 da TV Tokyo e trasmesso in forma integrale circa un anno dopo dalla rete satellitare WOWOW (gli ultimi sette episodi erano ritenuti troppo violenti e non adatti al pubblico della nazionale TV Tokyo), Cowboy Bebop è un anime  composto da 26 episodi, più un film (dal suggestivo sotto-titolo Knockin’ on Heaven’s Door) che si riallaccia direttamente alle vicende narrate nella serie regolare.

La storia ruota attorno al personaggio di Spike Spiegel, cacciatore di taglie dello spazio, e alla ciurma della nave spaziale BeBop: Jet Black, compagno di avventure e amico di vecchia data di Spike, nonché ex-poliziotto sulle colonie terrestri di Marte; Faye Valentine, truffatrice pluri ricercata e dal passato oscuro; Edward, bambino (o bambina?) dalle incredibili doti intellettive e dal comportamento alquanto bislacco; Ein, cane di razza Welsh Corgi Pembroke, mascotte della nave e, anch’egli, dotato di qualche non specificata peculiarità. Le vicende della nave, le storie personali dei suoi membri, le avventure per acciuffare i criminali e consegnarli alla giustizia, risultano il filo conduttore di tutta la storia, che appare slegata e senza punti di comunanza. Tuttavia, nell’episodio 6, viene per la prima volta rivelato il nome di un pericolosissimo criminale, Vicious, il quale si rivelerà essere il segreto oscuro nel passato di Spike e che lo porterà a compiere un’escalation di azioni fino all’incredibile e stupefacente finale della serie.

La particolarità di questo anime, tuttavia sta nella sua colonna sonora e nel ruolo che essa riveste all’interno della storia. Tra i personaggi della favola narrata all’inizio, non ho ancora dato un nome al Re che permise a questa storia di divenire una realtà dell’animazione giapponese. Si narra (e badate bene, qui entriamo in quell’ambito di “leggenda” che gravita sempre attorno ad un prodotto famoso come quello in discussione) che una sera, in un locale di quelli tanto cari all’autore di Beck, i nostri Cavalieri si esibissero davanti ad uno spettatore di eccezione: Monkey Punch. Per quelli di voi che non sanno di chi sto parlando (vergognatevi!) dirò solo che questo signore è l’autore di uno dei personaggi più famosi di tutti i tempi: Lupin III. Cosa accadde dopo quel concerto? Si dice che Monkey Punch fosse talmente deliziato da quella musica da ideare, seduta stante, il personaggio di Spike e la sua vicenda (nel complesso) e che, preso dalla sua ispirazione, contattò immediatamente l’autrice delle musiche, al fine di poterle ascoltare tutte e poter così costruire, sulla base dei temi ascoltati, i 26 episodi dell’anime.

Ovviamente quella di sopra è una leggenda (mai smentita né confermata da nessuno dei protagonisti di questa vicenda) che ha contribuito alla fame di questo anime: fatto sta che essa ha almeno un fondo di verità. Infatti tutta la storia di Cowboy BeBop ruota attorno alle magnifiche musiche che compongono la sua OST (Original SoundTrack): forse per la loro suggestività, forse per l’incredibile mix di musiche Jazz, Fusion, Funk, con strizzate d’occhio al Rock, al Blues e, cosa davvero unica, alle vocalizzazioni a canone, forse semplicemente perché già da soli questi brani raccontavano una storia, il progetto di questa serie è stato fortemente condizionato dalla musica che la accompagna, tanto che ogni singolo episodio porta il titolo di un brano famoso nel panorama musicale mondiale (quello dell’episodio 6, Sympathy for the Devil, o del 14, Bohemian Rapsody) oppure richiama espressamente un genere (episodio 8, Valtz for Venus, oppure episodio 22, Cowboy Funk) e viene raccontato, sia nei dialoghi che nella regia, seguendo il tipo di musica proprio del brano/genere a cui si ricollega.

Potevo allora lasciarvi senza un assaggio di questa eccezionale OST? Poiché essa conta più di 40 brani è stato necessario fare una selezione degli stessi (con mio grande rammarico: avrei voluto farvi ascoltare ogni singolo brano scritto dalle geniale Yoko Kanno) ma se siete interessati, vi consiglio di recuperare la seguente versione della colonna sonora di Cowboy BeBop: è composta da ben 4 CD, i primi tre contenenti tutta la OST inframezzata da frasi tratte dai singoli episodi, più un quarto CD extra contenente il concerto dei Seatbelts del 2001. E allora via con la prima e forse più potente delle musiche che compongono questa colonna sonora: Tank!, direttamente dalla opening di questo anime eccezionale! E qui in versione integrale e in versione Live!

Continuiamo con una meravigliosa ballata che, sotto sotto, è l’essenza di tutto l’anime e, in particolare, del passato del protagonista: Rain, cantata in versione maschile e qui in versione femminile.

Un meraviglioso pezzo al pianoforte, che rende appieno la personalità della cara Faye: Piano Black!

Un altro brano che sottolinea perfettamente lo spirito dell’anime: Call Me Call Me

Ed ecco quella che forse è la musica di background più presente in tutta la vicenda: Space Lion, un pezzo che ricorda molto la colonna sonora di Blade Runner, non trovate?

Un brano molto dolce che accompagna alla perfezione la vicenda personale di Faye: Adieu.

Avrei voluto chiudere la carrellata di video relativi a Cowboy BeBop con quella che, idealmente, rappresenta la ending dell’anime: See you, Space Cowboy, tuttavia l’unica animata che ho trovato… riguarda proprio le scene finali dell’anime stesso e per evitare un mega spoiler che avrebbe condotto al suicidio di alcuni di voi o alla mia esecuzione ho preferito soprassedere!

Vi consiglio infine alcuni dei pezzi che preferisco: Doggy Dog II, Want it all Back (versione Live), The Egg and You, Elm, NY Rush, Encore un Verre e la mia preferita (adoro il sax) Sax Quartet.

Commenti (7)

  1. Quella di Cowboy Bebop la migliore colonna sonora dell’animazione giapponese, senza alcun dubbio.
    Bell’articolo.

  2. Convinto che sia uno dei migliori anime degli ultimi 20 anni, giusto una puntualizzazione, il primo episodio in cui compare Vicious, nella chiesa….dovrebbe essere il quindi non il sesto, devo controllare, ma ne sono certo al 99% uno degli episodi, insieme agli ultimi due, che piu mi sono rimasti impressi 😉

  3. La mia voglia di spoilerare la fine a tutti impellente, ma mi tratterr dal farlo poich stato Ciampax a fare la news. :asd:

  4. Che gran bell’articolo, complimenti, si vede che ti piace Cowboy Bebop!!!
    Anche io penso sia uno dei migliori anime di questi ultimi tempi, ed arrivato in italia ^__^
    Personalmente trovo che tutta la colonna sonora sia uno spettacolo, ma i pezzi che apprezzo di pi sono ‘Rain’ al femminile, l’ultima (che non hai potuto mettere) nel finale dell’episodio 26 e ‘The Garden of everything’ con Yoko Kanno, Steve Conte e Maaya Sakamoto, anche se nn son sicura sia di Cowboy Bebop.
    Bell’articolo.

  5. Una colonna sonora semplicemente meravigliosa, peraltro con collaboratori paurosi tipo Jan Garbarek o Pierre Bensusan.

    Adoro l’intro del primo episodio con il carillon di Memory, un minuto video eccezionale! http://www.youtube.com/watch?v=FqVhJwrVgrs&feature=related

    Davvero interessante la leggenda di Punch: ottimo articolo ciampax, anche se io avrei almeno citato il regista, Shinichiro Watanabe, che un grandissimo, e che, vedendo anche il ruolo della musica in Samurai Champloo (altra OST splendida), avr ben detto la sua sui Seatbelts.

  6. Grande Ciampax! Mi piaciuto molto l’articolo e l’ho linkato sulla pagina di Facebook che ho creato x il film e se volete mettere un “mi piace” mi fate anche contento. Poi l’unica che c’ in pratica, a parte quella di Wikipedia brutta.

    L’anime lo vidi ai bei tempi quando su Mtv c’era ilmeglio del meglio come Evangelion, Slam Dunk, Golden Boy ec… ma nn sono mai riuscito a vederlo al 100%.. prima o poi recuperer

  7. Pensare a Cowboy Bebop mi fa sempre sorridere….

    di certo il mio anime preferito, sotto ogni punto di vista. Sono un grande amante del rock, del jazz e del blues, ed in questo anime ho trovato una delizia per le orecchie… amo le storie adulte, di botte da orbi e di pensieri profondi, e quale anime rende meglio l’idea…

    Su una scala da 1 a 10, Cowboy Bebop si meriterebbe almeno un 15, e non dico altro 🙂

    Bell’articolo, complimenti, solo un appunto per… le musiche di CB non si fermano solo alla serie, ma anche il film ne ha davvero di bellissime… e a tal proposito io avrei proposto la canzone di apertura, Diggin’!

    In ultimo, CB nasce sotto il segno della musica gi dal titolo: il Bebop uno stile di Jazz molto in voga a cavallo degli anni ’40/’50 negli Stati uniti 😉

    Byez!

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