Studenti giapponesi all’estero in calo

Secondo i dati diffusi mercoledì scorso dal Ministero dell’istruzione, sempre meno studenti giapponesi decidono di studiare all’estero. Dopo aver raggiunto la cifra più significativa nel 2004, con 82.945 studenti che hanno deciso di vivere un’esperienza accademica all’estero, si è verificato un calo continuo del numero di studenti che decidono di mettersi alla prova confrontandosi con una realtà formativa e culturale diversa dalla propria. Nel 2008 il numero è sceso dell’11% rispetto al 2007. Di questi, 29.264 hanno studiato negli Stati Uniti (in calo del 13,9% rispetto al 2007), 16.733 in Cina (in calo del 10,2%) e 4.465 in Gran Bretagna (in calo del 21,7%).

Vivi Sendai – Buone Feste!

Sakuya_Kira ci propone uno speciale natalizio per Vivi Sendai.

Salve a tutti, come avete passato il Natale?
Io piuttosto bene, sono stato in discoteca fino alle 7 di mattina (beh, sì, insomma, in Giappone non è che sia molto forte la tradizione del cenone di Natale :biggrin: )!

Lo strano caso del Gundam arancione

 Ormai è diventata quasi una barzelleta da cui nemmeno io posso esimermi dal parlarvi. Avete presente tutti quegli stereotipi che si sentono in giro sui cinesi che copiano, sui cinesi che che censurano? Bene, questa volte dobbiamo confermarli tutti in questa vicenda abbastanza assurda.

Ad inizio dicembre alcuni siti hanno iniziato a riportare le immagini della costruzione che potete vedere in foto: un robot alto 15 metri circa di un bruttissimo colore arancione. Anche se sembra ripescato dal fondo del mare completamente arrugginito pure un cieco si accorgerebbe di una certa somiglianza di questo modello con i mecha della serie Gundam, anzi per la precisione ricorda molto un Gundam particolare avvistato invece a Tokyo. Circa un anno e mezzo fa, infatti, per celebrare i 30 anni della serie venne costruito a Tokyo un modello di Gundam alto 18 metri e addirittura “funzionante”. L’enorme riproduzione dopo il periodo di esposizione nella capitale giapponese è risorto a Shizuoka dove sarà possibile ammirarlo ancora per un po’ (10 gennaio 2011).

Naruto per Uniqlo, ecco le T-shirt e il DVD

 Il famoso brand Uniqlo, di cui ci aveva già parlato la nostra Redruby, è conosciuto anche per il connubio tra il mondo dei manga e quello della moda. Non poteva quindi mancare una collaborazione con uno dei manga più famosi degli ultimi tempi: Naruto.

One Piece, un ristorante e un’auto per la Going Merry e la Thousand Sunny

 Che un manga di successo come One Piece venga poi utilizzato per creare ogni sorta di prodotto e merchandise ad esso ispirato è cosa ormai nota. Dalle action figure, ai vari prodotti di cartoleria ai più disparati gadgets, ogni scusa è buona per sfruttare la fama e il successo commerciale del manga. E se ben ricordate l’anno scorso è stata persino costruita una Going Merry a grandezza naturale.
Tra le ultime trovate in questo ambito ecco spuntare dunque un locale che piacerà a chi, non solo è un grande fan di Cappello di Paglia e della sua ciurma, ma è anche una buona forchetta: si tratta del ristorante One Piece Going Merry-G?.

Giappone, i libri più letti del 2010

Un modo per immergersi e capire un po’ più a fondo come funziona un dato Paese è quello, tra le altre cose, di capire la cultura e le tendenze più moderne in essa come quella dell’editoria. Senza dubbio il Giappone è una grotta colma di tesori quando si parla di letteratura classica ma non è da sottostimare quella attuale.

Un’opportunità per dare un’occhiata a questo aspetto lo permette la Tohan, uno dei più grandi distributori editoriali giapponesi. La compagnia ha pubblicato i risultati delle vendite avvenute dal Dicembre scorso a Novembre di quest’anno.

Partendo dal quinto in classifica parliamo di 1Q84 di Murakami Haruki, un romanzo best seller pubblicato in tre volumi dalla casa editrice Shichosha. Un libro dalla trama surreale dove il mistero, la morte, l’eros e la speranza si intrecciano fino a formare un tessuto narrativo davvero particolare. Una curiosità è data dalla pronuncia giapponese del titolo “ichi kyuu hachi yon” dove la lettera Q ha la pronuncia del kanji di 9 facendo risultare la sequenza numerica 1984, un chiaro riferimento alla famosa opera di George Orwell.

La quarta posizione ha dell’incredibile e movimenta un po’ le prospettive letterarie con la guida “Pokemon Monsters: Black and White” il manuale per il videogioco della famosissima serie anime, edita dalla MediaFactory. Non c’è molto da dire su questo, conferma solo la presenza di una media di lettori molto varia e sicuramente imprevedibile.

Corazzata spaziale Yamato, uscito il live-action, in arrivo altre novità

 Scriviamo oggi di un titolo certamente non troppo conosciuto (quantomeno da me) ma che invece merita particolare attenzione visto che stiamo parlando del capostipite del filone fantascientifico creato da Leiji Matsumoto e in una prospettiva più ampia rappresenta comunque una pietra miliare del genere: Corazza Spaziale Yamato. Forse il suo autore ci sarà maggiormente noto per opere più famose come Galaxy Express 999, Strazinger e il leggendario Capitan Harlock, tutti titoli che hanno riscosso nel mondo un successo straordinario e che hanno collocato Leiji Matsumoto fra le personalità più importanti non solo del mondo fumettistico ma della cultura giapponese in genere, visto che il governo lo ha recentemente premiato con un riconoscimento ufficiale: Cavaliere di IV Classe dell’Ordine del Sol Levante.

Tokyo approva il decreto censorio di anime e manga

Mi sono interessato alla vicenda del cosiddetto decreto anti-lolicon (anche se come definizione non è proprio calzante) e così anche voi avete seguito con me tutta la vicenda fino alla protesta delle case editrici di cui vi avevo parlato qualche giorno fa, ma a quanto pare ogni protesta è stata vana visto che siamo giunti alla fine di questa epopea: l’Assemblea metropolitana di Tokyo ha infatti approvato definitivamente questa disegno di riforma.

Editori giapponesi boicottano il Tokyo International Anime Fair per protesta

L’immagine centrerà ben poco ma è la prima che mi è venuta in mente per rappresentare quello di cui andremo a parlare. Ricordate la faccenda della riforma dell’Ordinanza sul sano sviluppo dei minori? Alla fine dell’articolo vi avevo accennato di come questo tentativo di riforma trovasse larga opposizione un po’ fra tutti i soggetti coinvolti. Se i mangaka, attraverso le loro associazioni, erano riusciti ad ottenere un incontro con i rappresentanti del governo di Tokyo le case editrici giapponesi hanno annunciato forme di protesta più incisive a testimonianza appunto di quanto questo decreto possa essere “pericoloso” per l’editoria stessa.

Vivi Sendai – I Matsuri della Tohoku Daigaku

Direttamente dal Giappone torna sulle pagine di Komixjam il nostro Sakuya_Kira con il suo Vivi Sendai!

Bentornati amici e amiche!
Questa settimana, per farmi perdonare dell’assenza e del riposo dalle traduzioni (scusate ma sono indaffarato e svogliato :unsure:) vi regalo una doppia puntata sui Matsuri (che possiamo tradurre come Festival) dell’Università Tohoku che mi ospita.

Candy Candy ritorna con un nuovo romanzo

 A furia di leggere e portarvi gli articoli di Haru mi son lasciato contagiare: anche io ora mi metto a parlare di shojo. Dalla mia però ho una qualche attenuante visto che protagonista di questo articolo sarà uno dei pilastri dello shojo e forse il più rappresentativo di  quella che potremmo definire “prima generazione”, parliamo insomma di Candy Candy. Nate sulle le pagine di un manoscritto, adattato prima come manga e poi soprattutto come un corposo anime che ha segnato l’infanzia di più di una generazione (purtroppo anche la mia), le infinite vicissitudini dell’orfanella della Casa di Pony si arricchiscono ora un nuovo finale. Il mese scorso, infatti, dopo ben 32 anni dalla pubblicazione del primo romanzo la scrittrice Kyoko Mizuki (pseudonimo di Keiko Nagita) ha deciso di ritornare sulla sua più importante creazione pubblicando un nuovo libro in due volumi: Candy Candy: Final Story.

Tokyo discute l’Ordinanza sul sano sviluppo dei minori

Spesso ci si lamenta di come in Italia manga e anime vengano visti in un’ottica negativa, quasi come prodotti deviati di una società considerata lontana dalla nostra non solo culturalmente ma addirittura moralmente. Alieni con un sistema di valori troppo degenere per i falsi puritani con cui purtroppo dobbiamo convivere. Un atteggiamento, che sia chiaro, non è tipico del nostro Paese ma è comune un po’ a tutto il mondo occidentale  e che ha portato spesso a ingiustificate censure basate spesso più sul pregiudizio che su effettivi contenuti “inappropriati”. Oggi però vorrei parlarvi ci una vicenda che dimostra come nemmeno il Sol levante sia  il luogo ideale che molti immaginano.