Annunciata la terza stagione per The World God Only Knows

di Regola Commenta

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Mercoledì è stato annunciato sulla doppia edizione della rivista Weekly Shonen Sunday della Shogakukan che verrà prodotta la terza serie animata tratta dal manga The World God Only Knows e non solo: infatti mentre i fan aspettano ancora la seconda parte dell’OAV Tenri-hen, è stato annunciata la produzione di un altro OAV spin-off che vedrà come protagonista Nakagawa Kanon, la idol che compare nel manga disegnato e sceneggiato da Tamiki Wakaki.

Le prima serie animata è stata trasmessa nella stagione autunnale del 2010, la seconda nella primavera del 2011, mentre il manga viene pubblicato dal 2008 e i capitoli finora prodotti sono stati raccolti in 19 volumi; l’edizione italiana è a cura della Star Comics (attualmente al nono volume).

 

Il manga di Tamiki Wakaki racconta le disavventure di Katsuragi Keima, un ragazzo di diciassette anni che si fa chiamare “Dio della Conquista“, ma è interessato a arricchire il suo vastissimo “harem” esclusivamente di ragazze virtuali: è infatti, probabilmente, il più grande esperto mondiale di gal games (simulatori di appuntamenti, che a differenza degli eroge non hanno contenuti sessuali). Un giorno però firma un contratto che lo vincolerà a un Demone del Nuovo Inferno, la pasticciona Elsie, con la quale si vedrà costretto a catturare gli spiriti maligni che si annidano nel cuore delle ragazze: Keima non può che sottoporsi a questa assurda caccia per evitare di perdere, letteralmente, la testa, ma ha dalla sua parte oltre diecimila conquiste (virtuali) che può utilizzare per sviluppare strategie per “conquistare” queste ragazze colmando il loro cuore d’amore, scacciando così lo spirito che le possiede.

Elsie, un Demone…

The World God Only Knows è probabilmente il manga che seguo con più entusiasmo tra quelli iniziati negli ultimi anni (non ne faccio mistero), non solo un manga sentimentale, ma anche umoristico: Wakaki per molte delle sue gag fa riferimento al mondo e al linguaggio dei videogiochi, ma anche a ogni forma stereotipata di umorismo che nei decenni si è avvicendato nel panorama fumettistico nipponico, non risparmiandosi neppure rimandi a manga e anime di successo. La storia è intricata ma sempre lineare, un continuo susseguirsi di colpi di scena e soluzioni improvvisate dal protagonista sempre più costretto ad ammettere che la realtà sa essere imprevedibile e non noiosa a differenza dei videogiochi che tanto acclama. Il difetto delle prime due serie animate, di qualità elevata, era però di procedere troppo lentamente nella narrazione: essendo una storia basata su colpi di scena e battute averle troppo diluite (praticamente 3/4 episodi a conquista quando le più semplici potrebbero durare al massimo uno) ha reso la serie animata meno  interessante rispetto al manga.

[Fonti \ ANN]

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