Era il lontano 1983, un anno prima che Alan Moore iniziasse a lavorare sull’idea di “Watchmen”, quando nel panorama dei manga fece la sua comparsa l’ormai celeberrimo “Hokuto no Ken”, divenuto poi famoso in Italia con il nome di “Ken il guerriero”. Inizialmente pubblicato proprio sulle pagine dello Shonen Jump, rivista di fumetti che ancora oggi si distingue per manga eccezionali del calibro di Naruto, One Piece o Bakuman, e successivamente raccolto in 27 volumi, “Hokuto no Ken” raggiunse subito il successo dovuto in parte anche alla maturità dei contenuti affrontati.
La storia ideata da Tetsuo Hara e Buronson (pseudonimo di Yoshiyuki Okamara), infatti, si colloca in una data imprecisata, sul finire del ventesimo secolo, dove un ennesimo conflitto mondiale ha portato la civiltà umana sull’orlo dell’autodistruzione; l’olocausto nucleare ha devastato l’ecosistema del pianeta azzurro e sterminato gran parte della popolazione mondiale, costringendo i pochi superstiti a vivere in piccoli insediamenti urbani, facili vittime di eventuali bande di predoni e criminali della peggior razza.
A causa della “Settimana d’Oro” [G?ruden U?ku
Oggi sono stato attirato, ed a dire la verità mi ha anche fatto parecchio ridere, un articolo che esamina i costumi di Wolverine dalla sua prima apparizione sino ad oggi. La cosa curiosa, e che forse non tutti sanno, è che Wolverine nasce come nemico di Hulk prima che Chris Claremont decidesse di farlo diventare un membro degli X-Men. Durante la sua prima apparizione data 1974 infatti il nostro Canadese preferito portava il costume giallo e blu, solo che inizialmente le “orecchie”
Spesso ci è capitato di analizzare albi che hanno suscitato particolare interesse in noi lettori, spesso si è trattato di albi di prossima lettura, ma sicuramente il fiore all’occhiello della stagione Marvel in Italia è stato quello che ha rilanciato il Dio del tuono. Credo che la lettura di questa serie sia stata una piacevole conferma di un artista che ha saputo ricreare un mito. Sicuramente creare un ritorno come quello di Thor era una impresa abbastanza difficile, sia per il peso specifico del personaggio sia perchè far tornere un personaggio dalla morte in maniera decente non è mai cosa semplice. J.M Straczynski ci è riuscito alla grande e dando saggi di grandissima scrittura. L’invenzione di Loki donna ingannatrice non è che l’ennesimo colpo di genio