Non so voi, ma quando ho saputo che Michael Jackson era morto sono rimasta inebettita. Non ero una sua fan, insomma, non accanita, le sue canzoni del resto credo che le abbiamo sentite tutti almeno una volta nella vita. Il fatto è che non mi aspettavo che potesse morire. Non so spiegarlo, è come se per me lui fosse “eterno“. Il fatto è che Michael era diventato un’icona già da molto tempo. Non voglio stare qui a parlare di lui, però, perchè credo che lo stiano facendo anche troppo persone competenti e non, e poi voglio tenere per me le mie opinioni. Credo semplicemente che persone come lui siano dei miti, già da vivi.
E un mito va celebrato, nei modi anche più bizzarri. E’ di pochissimo tempo fa, per esempio, la notizia del suicidio di una giovane fan tunisina, sconvolta dalla perdita del proprio idolo. Di modi per celebrare un mito ce ne sono tanti, e in fondo credo che anche tutte le dicerie che sono girate in questi anni fossero uno di quelli. Dalla leggenda alla trasposizione su carta il passo è breve, e del resto già altre volte volti noti del mondo dello spettacolo e non sono diventati protagonisti di un fumetto.