Nirvana – Recensione

di Rorschach 2

Un saluto a tutti i lettori di Komixjam! Oggi si continua a parlare di fumetto italiano, giusto per non scordarci che ci siamo anche noi, nel panorama della narrativa disegnata!
Il fumetto di cui vi parlo oggi è Nirvana, ad opera della coppia Emiliano Pagani e Daniele Caluri(il primo ai testi e il secondo ai disegni: detti anche i Paguri), edito da Panini Comics. Finora è uscita una prima serie di sei numeri a cadenza bimestrale ed è in corso una seconda serie, per ora al secondo numero.

Pur essendo alla loro prima opera per la ‘grande distribuzione’ fumettistica i Paguri non sono certo dei novellini, avendo pubblicato moltissimi fumetti(in coppia o da soli) sul circuito indipendente, sopratutto sul mensile satirico livornese(loro città d’origine) ‘Il Vernacoliere’.
Ed è proprio sulle pagine del Vernacoliere che abbiamo potuto leggere le avventure del loro personaggio più famoso: Don Zauker, esorcista.

che qui vediamo in tutta la sua epicità

Lo stile dei Paguri è molto forte, e non lesina cattivo gusto e scene grottesche, sia fini a se stesse che a fini satirici (spesso nei confronti della chiesa cattolica); la qualità delle storie e dei disegni è innegabile, e questo ha portato Don Zauker e i suoi autori ad avere un nutrito gruppo di fan, tra cui il sottoscritto.

E alla notizia della release di Nirvana ero perprlesso, perchè nonostante le dichiarazioni degli autori sulla libertà totale concessa loro da Panini temevo che i Paguri avessero abbassato il tiro. E loro, ovviamente, hanno fatto il totale opposto.

Cari Paguri, non dubiterò mai più di voi, lo giuro.

Nirvana infatti se la prende con tutti: dalla chiesa cattolica al calcio, dalla televisione e i telegiornali  alla polizia, e addirittura a noi lettori. E lo fa con il tipico stile irriverente della coppia Pagani-Caluri.

Ecco, tanto per fare un esempio

La storia, a grandi linee, parla di Ramiro Tango, un piccolo imbonitore che ha fatto uno sgarro al potente boss Occhionero Ronson; per evitare una morte orribile per mano dei due sicari Golem e Slobo accetta di fare da testimone chiave per incastrare il boss ed entrare quindi nel programma di Protezione Testimoni: tocca al mastodontico Ispettore Buddha inventarsi  una nuova copertura per Ramiro, che puntualmente la rovina ed ha quindi bisogno di una nuova ‘vita’ ogni volta…da questa metafora sulla reincarnazione il nome della serie.

La tipica conversazione tra Buddha e Ramiro. Dire a chi mi sembra ispirato il corpulento ispettore mi sembra superfluo…ma c’è gente che lo ha scambiato per Giuliano Ferrara. Davvero.

Questa trama viene raccontata in maniera non lineare, e nei sei numeri che compongono la prima serie ne conosciamo i retroscena: può capitare di apparire spiazzati all’inizio, ma alla fine del numero sei avremo tutto il quadro della situazione. Devo dire di aver apprezzato lo stile di narrazione(uno dei punti di forza della serie), benchè a tratti fosse un pò arduo da seguire. Per quello che riguarda lo stile di disegno, l’ho trovato piuttosto ‘cartoonoso’ rispetto ai precedenti lavori di Daniele Caluri, ma comunque apprezzabile e più che adatto alla storia che si sta leggendo.

Uno dei lavori che si trova a fare Ramiro: il commentatore a bordo panchina.

Nirvana, tuttavia, non si ferma solo alla storia a fumetti: nel numero sono presenti svariate rubriche e falsi ritagli di giornale sulla linea della storia trattata, a cura degli stessi autori; anche queste sono a tema comico-satirico, e  mi hanno ammazzato dalle risate (in alcuni casi più della storia stessa). Anche la pagina della posta, immancabile in un albo Panini, è a cura dei due autori, che hanno inventato di sana pianta (quasi) tutte le lettere prendendo in giro non poco il lettore medio. Giustamente, secondo me.

L’opera ha anche un altra caratteristica, che personalmente reputo unica: sono completamente assenti i personaggi positivi, o per cui gli autori simpatizzano. Dal protagonista(che in fondo è un cretino, per non usare un termine più volgare ma sicuramente più azzeccato) al boss a cui ha fatto il suddetto sgarro, fino all’Ispettore Buddha che in fondo vuole solo fare carriera. Non c’è un singolo personaggio che si muova per altruismo, o ideali…una visione molto nera ma sicuramente molto realistica, per quanto questo non sia palese ad una lettura superficiale.

Eppure ci viene da sorridere guardando i personaggi, perchè in fondo ci assomigliano. O, per meglio dire, i personaggi di Nirvana ricalcano in maniera agghiacciante i vizi del popolo italiano, che in definitiva è il vero bersaglio della satira dei Paguri.
La Panini ha fatto una grossa scommessa, a lasciare libertà totale a questi due pazzi(a cui si è aggiunto Bruno Cannucciari, alle chine dal numero 7). Secondo il mio modesto parere, la scommessa l’ha vinta, perchè la qualità del prodotto è davvero alta.

Commenti (2)

  1. oggi che l’anniversario della morte di Kurt Cobain, la recensione di Nirvana ci sta tutta LOL

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