L’attentato alla metropolitana di Tokyo

di jpk 5

[Akito89: Una notizia-approfondimento di uno delle nostre nuove reclute, è davvero promettente. Buona lettura.]

Qualche settimana fa, a Tokyo si è svolta una cerimonia presso la stazione metropolitana di Kasumigaseki in cui il popolo giapponese ha ricordato uno degli episodi più dolorosi della sua storia.

Il 20 marzo del 1995, fra le 7:50 e le 8:11 del mattino, cinque membri della setta religiosa “Aum Shinrikyo” si addentrarono nella rete metropolitana di Tokyo. I criminali si mischiarono tra la moltitudine di individui che a quell’ora si recava al lavoro e lasciarono sui vagoni dei convogli diversi sacchetti di plastica contenenti un potente gas nervino allo stato liquido con lo scopo di disperderlo nel ambiente. Il Sarin (nome del composto chimico in questione) è classificato come un’arma chimica di distruzione di massa; l’intossicazione può avvenire per inalazione e attraverso contatto cutaneo. Grazie all’aspetto inodore ed incolore oltre all’estrema volatilità della sostanza, si spiega perché il bilancio delle persone colpite fu così alto: più di 6000 feriti, parte dei quali riportarono danni permanenti, e 13 deceduti, tra cui due dipendenti della metropolitana il cui sacrificio evitò la strage in una delle stazioni prese di mira dai terroristi.

Da allora, ogni 20 marzo alle 8:00 di mattina, nelle cinque stazioni colpite dagli attentatori viene osservato un minuto di silenzio, in cui impiegati della metropolitana, passeggeri e parenti delle vittime ricordano il triste avvenimento.

Quest’anno è giunto il sedicesimo anniversario della catastrofe e 21 impiegati della Tokyo Metro Co. si sono riuniti a Kasumigaseki. Takahashi Shizue, vedova di uno degli impiegati morti durante l’attentato, ha detto: “Ci sono ancora tante vittime dell’attacco che sono costrette a letto e sono sotto trattamenti terapeutici. Per favore non dimenticateci”.

Recentemente è stata resa definitiva la condanna a morte di Tsuchiya Masumi, ex membro anziano della setta religiosa, che insieme a Chizuo Matsumoto, fondatore della setta e mente dell’attacco terroristico, portano ad 11 il numero dei responsabili della strage che sono in attesa di essere giustiziati.

[via|newsdalgiappone]

Commenti (5)

  1. Murakami Haruki ha anche scritto un libro a riguardo intitolato “Underground”, in cui raccoglie interviste e testimonianze sia dei sopravvissuti sia di alcuni membri della setta 🙂

    1. Davvero?? sembra interessante… sai se � stato pubblicato anche in Italia??

      1. si si,e si trova anche abbastanza facilmente nelle grandi librerie!

  2. Ottimo, grazie per l’informazione ragazzi.

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