Chūnibyō Demo Koi ga Shitai! – Recensione Anime

di Regola 1

Esiste una strana forma di “malattia” chiamata “sindrome della seconda media” che colpisce molti giovani, di per se direttamente non dannosa e pericolosa ma che porta i giovani in questione ad assumere improvvisamente comportamenti stereotipati, probabilmente ispirati da un eccessivo quantitativo di anime visti e manga letti. I giovani con questa sindrome cambiano radicalmente personalità, iniziando a parlare in modi insoliti, comportandosi come depositari di poteri e maledizioni indicibili che andranno usate per missioni altrettanto stralunate…

 

Prima che iniziate a preoccuparvi, andando a controllare le condizioni di parenti, amici e conoscenti di quell’età, voglio tranquillizzarvi dicendovi che questa sindrome è stata creata dalla fantasia di Torako, autore della light novel Chūnibyō Demo Koi ga Shitai! (che vuol dire più o meno “voglio un appuntamento indipendentemente dalla mia adolescenziale illusione di grandezza”), da cui è stata tratta una serie animata attualmente in corso (al settimo episodio mentre leggete queste righe). Probabilmente ispirato dal sempre più frequente fenomeno dell’alienazione giovanile, dello sviluppo di paranoie e comportamenti stereotipati, Torako ha deciso di scrivere questo breve racconto, che al giorno d’oggi, è costituito soltanto da due volumi, mentre l’animazione è opera della Kyoto Animation (fatto non strano poichè la novel venne premiata da una commissione dello studio di produzione nel 2010).

Il “temuto” Wicked Eye di Rikka.

Protagonista della storia è Yuta Togashi, un ragazzo che durante gli anni delle scuole medie ha sofferto di una forma molto seria di questa sindrome: vantava di essere un essere superiore e si faceva chiamare Dark Flame Master. Guarito dalla sindrome ha però cominciato a vedere il suo passato come estremamente imbarazzante, da cui la decisione di iscriversi a una scuola superiore lontana in cui ricominciare da zero con nuove amicizie…se non fosse che dal primo giorno di questa sua nuova vita incontra Rikka Takanashi, sua coetanea, nel pieno di un preoccupante caso di “sindrome della seconda media“… la quale assiste in una scena in cui il povero Yuta riporta per un attimo in auge la sua natura di Dark Flame Master, cercando da quel momento in poi di ricondurlo nel mondo immaginario fatto di occhi malevoli, poteri sconvolgenti, nemici mortali e intriganti segreti. Vani i tentativi di Yuta di sviare l’interesse di Rikka, ma il ragazzo (di buon cuore, come tutti i protagonisti) non riesce proprio ad abbandonare la ragazza e le sue stramberie: proprio perchè a suo tempo aveva avuto gli stessi problemi, sa quanto possa pesare la solitudine alle vittime della sindrome.

Una pozione del mana.

Una commedia romantica targata Kyoto Animation: uno studio di animazione che non fa un uso smodato del fan service, producendo lavori che chiudendo un occhio e forse dopo un paio di birre si possono definire ecchi, ma che punta sul cosiddetto “moe“. Invece di disegnare mutandine, in pratica, si adoperano per rendere i personaggi (femminili e maschili) estremamente carini, non solamente nelle forme del viso, ma anche nelle proporzioni fisiche: credo che molte persone, guardando disegni del genere, provino lo stesso stimolo che si ha quando molto stanchi, ci si protende ad abbracciare il cuscino. Stavolta lo studio si è superato: era riuscito a rendere “moe” i personaggi con Hyouka e K-On!, ma questa volta le luci, i colori, ma soprattutto la realizzazione degli occhi (che personalmente, sono un qualcosa di spettacolare) candidano questo anime come il più “carino” dell’anno.

 

Perchè guardare Chūnibyō Demo Koi ga Shitai!?

Se non vi bastano i splendidi disegni, le animazioni degne di nota (caratterizzate da un frame molto alto, come quasi tutte le serie prodotte dalla Kyoto Animation), troverete anche un anime che vi porterà spesso a non sapere come reagire: seguondo la narrazione perderete, come la protagonista, il contatto con la realtà ed entrerete in un mondo fantasioso ed assurdo. Chu-2 (come viene anche chiamato dai fan) è una commedia romantica che spiazza lo spettatore, personalmente ho trovato difficoltà a reagire in maniera corretta a determinate scene. A volte ridevo, in altre i deliri paranoidi della protagonista mi agghiacciavano, preoccupavano: per me questo è sinonimo di un ottimo lavoro, poichè la possibilità di empatizzare e mettersi nei panni del protagonista è garantita. E potrebbe valere la pena guardarla anche per quelle poche volte in cui una scena comica ben orchestrata vi farà pensare “eppure queste persone che vivono in un mondo così lontano dal nostro, si adoperano più di molti altri per essere felici”.

Commenti (1)

  1. Secondo me la “sindrome delle scuole medie”, sebbene diversa da quella descritta nella storia esiste davvero!! (e, di norma, non si guarisce ma si peggiora) -___-“”

    ps) ormai penso sia normale comportarsi nel modo “sbagliato” guardando un anime… tipo cominciare a ridere verso met serie di “Another” ! XD

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