Age of Ultron 3 – La Recensione

di Rorschach 2

Benvenuti alla recensione del nuovo numero dell’attuale crossoverone Marvel, l’era di Ultron! (Testi di Brian Michael Bendis, disegni di Bryan Hitch) Recensione che sarà un pò più corta delle altre due, perchè questo numero 3 dell’edizione italiana contiene solo il numero 5 della testata statunitense, più un gradevole tie-in sul ‘figlio’ di Ulton, il membro dei Runaways Victor. Prima di cominciare, la solita raccomandazione: prego gli eventuali commentatori di evitare qualsiasi spoiler o allusione sul proseguo della storia, limitandosi a parlare di quanto accaduto fino ad ora (cioè degli albi pubblicati in Italia). Pena, la cancellazione immediata del commento.

Al solito, lo spoiler alert

 

 

 

 

E andiamo ad incominciare, come al solito con la giusta colonna sonora (di un album che parla delle macchine che assumono il controllo…appropriato, direi)

 

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Quello che i miei colleghi che recensiscono manga chiamerebbero ‘capitolo di transizione’: gli eroi sopravvissuti (un filino meno disperati, un filino più determinati) arrivano alla loro destinazione nella Terra Selvaggia, solo per scoprire che qualcuno li aveva già preceduti:

Nick Fury, ex direttore dello S.H.I.E.L.D. Si tende a dimenticare che la sua versione ‘classica’ è più una superspia che un comandante militare. Logico, quindi, che sia sempre un passo avanti.

Se c’è una cosa di cui puoi essere sicuro a proposito di Nick Fury, è che ha  un piano pronto all’occasione (O meglio dire, diciotto). Sempre. E questa volta non fa eccezione: in quel bunker custodisce praticamente un’arsenale degli equipaggiamenti dei supereroi/supercriminali…

…come l’ascia del defunto Ares, o l’ennesima copia dell’armatura Mark II di Iron Man, che Bendis ama alla follia(gliel’ha fatta indossare ad ogni occasione, in pratica)

compresa la piattaforma temporale del Dottor Destino: un’occasione per mandare una squadra nel futuro, da dove Ultron dirige la sua offensiva, e fermare il robot una volta per tutte. Un tentativo al limite del suicida, ma l’unico rimasto.

Ma una volta che la squadra è partita Wolverine decide di riattivare la macchina del tempo, ed usarla per fermare le cose alla base: uccidendo il creatore di Ultron, vale a dire il Vendicatore Hank Pym, prima che questi crei il robot…e non intende farsi fermare da nessuno.

‘Attiva la macchina del tempo…e per la cronaca, non ti sto chiedendo il permesso’. Questo è il Logan che adoro.

Che dire…questo numero da un lato l’ho adorato, dall’altro ho storto il naso parecchio. I motivi delle mie perplessità sono presto spiegati: fin da quando lo scorso numero si era teorizzata la possibilità dei viaggi nel tempo inizio a temere il rischio che qualcosa venga cambiato e che questo futuro (benchè si tratti del normale Universo Marvel) venga cancellato.

Ogni autore, infatti, applica la propria teoria dei viaggi nel tempo, e per Bendis vale il discorso del ‘continuum’: il tempo è un’entità che può essere modificata alterando determinati fatti. L’uccisione di Hank Pym come da piano di Wolvie vorrebbe quindi dire (in base alle normali leggi di causa-effetto) l’eliminazione di Ultron dal continuum, perchè questo non verrebbe mai creato.

Immagine tratta da una recente storia dei Vendicatori di Bendis, dove questa toeria veniva spiegata. Si può intravedere sul foglio la scritta ‘Ultron War’, per la cronaca.

Ora, io non so come andrà. Ma come dicevo prima, la probabilità che tutto questo venga annullato e si torni al normale status quo è alta. E questo, nonostante non mi pregiudichi la lettura della storia o il suo apprezzamento, è comunque motivo di fastidio perchè tutte quelle morti sarebbero annullate, perderebbero di valore all’interno della continuità narrativa (pur rimanendo momenti importanti della storia in se). E sono sicuro che ci sono molti lettori che la prenderebbero molto peggio di me. Rimane da vedere come si evolverà la cosa, ed io sinceramente spero soltanto che, nel processo, ci sia una storia degna di essere letta.

E per ora le mie aspettative in questo senso non sono disattese: in questo capitolo ho potuto vedere un Nick Fury in grande spolvero e sopratutto un Wolverine che si ricorda di essere Wolverine. Che smette di essere la macchietta a cui troppo spesso si è ridotto negli ultimi tempi e si riappopria del ruolo di ‘badass’ che si impunta a risolvere la situazione a modo suo, e poco importa se gli altri sono contro. Quasi un ritorno alle origini del personaggio; e tra l’altro è la prima volta che Bendis utilizza Logan come personaggio pensante e principale, dopo averlo fatto rimanere relativamente sullo sfondo per un tempo molto lungo, vale a dire quasi tutta la sua gestione.

Tirando le somme, abbiamo due piani disperati per fermare un Ultron quantomai inarrestabile, e che nemmeno si è visto fino a questo punto (e forse questo lo rende ancora più terrificante): per dirla con Bob Dylan (o con Alan Moore, se preferite), ‘Un animale selvaggio ruggisce, due cavalieri si avvicinano, il vento comincia ad ululare’.

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Tradotto, ci stiamo avvicinando ad un momento di grande climax.

Commenti (2)

  1. Senza spoilerare nulla, vi dico che per me, la parte bella della saga finisce con questo volumetto.

    Posso dire che dalle ceneri di questa miniserie in USA uscita una nuova testata (non dico il nome perch altrimenti spoiler), beh, probabilmente, una delle peggiori serie Marvel della storia (forse anche peggio dell’orrida Fearless Defenders)

    1. – comunicazione di servizio- cancellata la seconda parte del commento contenente allusioni al proseguo.

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