L’addio di Max Bunker alla serie Alan Ford, pseudonimo di Luciano Secchi, ha segnato la fine di una delle gestioni più longeve del fumetto mondiale. Tra il 1969 e il 2026, l’autore ha firmato oltre 80.000 pagine, diventando uno dei creatori più prolifici di sempre. Ad aprile, Bunker ha annunciato il suo ritiro, cedendo il testimone a partire dal numero 681 al figlio Riccardo Secchi.

La normale evoluzione di Alan Ford
C’è quindi un passaggio di testimone generazionale ma fondato sulle stesse orme precedenti. Infatti Riccardo Secchi, nato nel 1962, vanta una solida carriera nel settore, iniziata negli anni Ottanta proprio nella redazione di Alan Ford e proseguita come direttore di SuperComics. Dopo aver ideato la serie Gabriel, ha collaborato stabilmente con la Sergio Bonelli Editore per testate storiche come Nathan Never, Dylan Dog e Zagor.
Dalla fine degli anni Novanta scrive anche per Disney, firmando storie memorabili per Topolino, inclusi i recenti progetti in cui i personaggi classici interpretano i supereroi Marvel. Accanto alla scrittura, Secchi è docente di sceneggiatura a Milano ed è stato autore per la televisione. Raccogliere l’eredità di Alan Ford rappresenta una sfida complessa.
La serie, creata a fine anni Sessanta da Bunker insieme al celebre disegnatore Magnus, racconta le rocambolesche avventure di un giovane grafico scambiato per agente segreto e arruolato nel bizzarro Gruppo T.N.T. Inizialmente il fumetto faticò a conquistare il pubblico a causa del suo tono grottesco, che scardinava le regole tradizionali delle storie di spionaggio. Il successo arrivò dopo due anni con la nascita di Superciuk, l’iconico antieroe che ruba ai poveri per donare ai ricchi.
Il nuovo corso guidato da Riccardo Secchi debutterà con l’albo intitolato Ritorno alle origini, disegnato da Luka Bonardi e pubblicato da 1000VolteMeglio Publishing. Il nuovo sceneggiatore ha espresso la chiara intenzione di recuperare lo spirito originario della saga, puntando sulla satira sociale e sull’umorismo nero che ne hanno decretato la fortuna.
L’ispirazione principale arriverà dalle prime annate e dalla celebre trilogia di Superciuk, sebbene l’autore intenda valorizzare l’intera storia della testata, senza limitarsi ai soli primi numeri disegnati da Magnus. Per Secchi, lo stile del padre resta un modello di straordinaria modernità, caratterizzato da un racconto asciutto e da una profonda introspezione psicologica.
Nel suo bagaglio formativo restano fondamentali anche i confronti con figure come Antonio Serra e Davide Catenacci. Gestire una narrazione corale e stratificata come quella di Alan Ford, capace di trasformare l’avventura in una feroce farsa sociale, rappresenta una prova difficile ma stimolante. Vedremo come se la caverà nella veste di successore del padre, anche se buon sangue non mente.