Jojopedia – Scontro finale!

di Regola 6

 

Non ci saranno mai più, in tutto Jojo, un protagonista e un antagonista così vicini, così presenti e sentiti come Jonathan e Dio. Ho usato come titolo di questo appuntamento un’affermazione che rimanda direttamente a un certo tipo di evento, ma bisogna tenere presente che tutta la prima serie è una continua lotta tra questi due personaggi, che finiscono per combattersi anche attraverso le scelte di vita che fanno, vignetta dopo vignetta, dalla prima all’ultima. Non tutti i manga sono vengono strutturati in questo modo, esiste l’altra maniera, che consiste nel crescere i personaggi portandoli ad affrontare sfide sempre più difficili contro nemici sempre diversi… in questo caso, per come la vedo io, essi mirano a un obiettivo e non a sconfiggere una determinata persona (e lo shonen moderno ha fatto di questa cosa che definisco “obiettivo” uno dei suoi aspetti di principale successo). Sembra quasi che con alcuni interventi, negli ultimi appuntamenti, voglia forzare una visione dicotomica nel modo di approcciarsi allo shonen manga, poichè è una visione personale che mi viene particolarmente in aiuto quando si tratta di questo genere di fumetto… ma scusatemi se questa settimana, visto il tema, mi prendo il permesso di aprire una parentesi dal sapore di metafumetto.

Le storie strutturate ad obiettivo tendono a trattare gli antagonisti principali in modo diverso, subordinato a una trama che favoreggia la riuscita del protagonista; l’altro tipo, invece, pone l’antagonista di fronte al protagonista presentandone una visione a tutto tondo. Potremmo quasi dire, ma è una generalizzazione grossolana, che nel primo caso i cattivi non hanno uno scopo se non la distruzione e il disordine fine a se stesso, nel secondo sono mossi invece da obiettivi opposti a quelli del protagonista. Non esiste, a mio avviso, un manga che possa essere piazzato precisamente in uno di questi due gruppi, primo perchè sarebbe una banalizzazione, secondo perchè queste sono dinamiche narrative che quindi vengono usate in base a quelle che sono le capacità e i gusti dello sceneggiatore. È ovvio che io preferisca ampiamente i cattivi presentati dettagliatamente e arricchiti da un profilo psicologico ben curato, ma non disdegno neppure i nemici alla Tarkus (come dicevo nel precedente appuntamento), anzi, come dissi ritengo siano bellissimi se opportunatamente utilizzati e dosati. Qual’è dunque la ricetta perfetta per un antagonista principale? Se proprio volete la mia personalissima opinione non dipende necessariamente dal profilo psicologico nè dalle ragioni che usa per giustificare il suo operato (ogni cattivo deve essere caratterizzato da un operato sbagliato, anche quando mosso da buone intenzioni), e per certi versi neppure dallo stile grafico. Per me dipende tutto dal ritmo con cui l’autore ci racconta questo personaggio, da come lo inserisce nell’intreccio e lo fa diventare il perno centrale della storia insieme al protagonista, con il quale è coinvolto in una strana danza circolare. L’importante non è quanto sia sensato tutto il discorso sopra questo personaggio, ma quanto sia effettivamente trascinante la sua figura costruita attraverso pagine e pagine di discussioni che lo riguardano direttamente, facendolo apparire senza neppure disegnarlo. Non tutti i grandi antagonisti sono stati inseriti dal primo capitolo come in Phantom Blood, ma non per questo le loro figure vengono sminuite: esistono specifici tempi narrativi che modulano la percezione del lettore, facendogli arrivare messaggi dal fumettista al massimo del loro evocatorio significato. Tempistica, quindi: tempo necessario per introdurlo, per conoscerlo e poi per combatterlo… se qualcosa non va con questo ritmo il messaggio non può fare presa con tutta la sua forza.

Vi propongo esempi di antagonisti che ritengo riusciti proprio per una spettacolare gestione dei tempi narrativi: Raoh (Hokuto no Ken), Freezer (Dragon Ball), Crocodile (One Piece), Benares (3×3 Occhi), Makoto Shishio (Rouroni Kenshin).

Tutto questo per dire che i tempi degli scontri tra Jonathan e Dio sono gestiti magistralmente: probabilmente è solo un caso, o semplicemente solo talento, non penso Araki avesse in mente tutte queste riflessioni sul ritmo narrativo quando scriveva. Come ho già detto, penso si concentrasse e impegnasse per dare il massimo, ed è qualcosa che tutti i mangaka fanno (e quando così non è, vi assicuro che si nota ndRegola) perchè la cosa che più di tutte temono è quella di deludere i loro fan.

Il vampiro gentiluomo più carismatico del mondo dei manga.

Per meglio spiegarvi questa mia riflessione ho preso i volumi di Jojo dalla mia epica libreria e, armato di foglio e matita mi sono appuntato alcune cose costruendo questo schema:

  • Dio appare al primo capitolo;

  • il primo confronto serio, la rissa nel salone della villa Joestar avviene tra il quarto e il quinto capitolo;

  • Dio diventa un vampiro al dodicesimo capitolo e il seguente primo vero scontro mortale dura fino al sedicesimo;

  • sebbene sempre al centro dei discorsi riappare al venticinquesimo, e ha un breve confronto con Zeppeli e Jonathan fino a metà del capitolo successivo;

  • lo scontro finale (Fire&Ice – Jonathan e Dio) dura ben sei capitoli, dal trentanovesimo al quarantaquattresimo, sebbene ci sia una breve pausa nel penultimo capitolo della serie, per le nozze tra Jonathan ed Erina.

Facendosi due calcoli si nota come gli intervalli che Araki usa nella prima serie per ricaricare il suo climax narrativo sono pressochè costanti e ben calibrati come possono essere i saliscendi delle montagne russe. Altro elemento che volevo portare alla vostra attenzione è il fatto che Dio, scontro dopo scontro, sembra essere sempre un passo avanti a Jonathan (sebbene questi la spunti sempre). Proviamo a riprendere in considerazione lo schema di sopra:

  • alla sua prima apparizione Jonathan è un ragazzo viziato inferiore a Dio sotto tutti gli aspetti;

  • Dio viene messo a dura prova da Jonathan dopo aver disonorato Erina, ma a differenza dell’avversario ha maggior risoluzione, il fatto che tiri fuori il coltello dimostra che è disposto a uccidere;

  • quando Jonathan trova la risoluzione necessaria Dio diviene un vampiro immortale;

  • Zeppelie e Jonathan si lanciano contro Dio per abbatterlo con le Onde Concentriche ma Dio ha sviluppato il potere del congelamento, fatale per coloro che praticano la Via dell’Eremita;

  • nello scontro finale, quando Jonathan trova il modo di colpire Dio con le Onde senza restare vittima del congelamento, questi ha ancora dalla sua parte il suo attacco più letale, lo Space Ripper Stingy Eyes, con cui vince “definitivamente” la partita sulla nave dove avviene lo scontro finale. Tenete presente che questo attacco, che consiste nel sparare fluido vitale di vampiro attraverso la pupilla a una pressione tale che perfora facilmente la carne, viene chiamato in questo modo da Straits all’inizio della seconda serie ed è stato tenuto col nome inglese anche nella versione italiana del manga (come tanti altri colpi).

Dio nella terza serie.

Ovviamente tutto questo era possibile con Phantom Blood (ed entro un certo limite anche con Battle Tendency) perchè questa serie è composta da quarantaquattro capitoli da una ventina di pagine; nelle serie successive il ritmo di Araki è comunque sempre molto serrato ma vista la lunghezza i climax narrativi sono gestiti in altro modo. Ciò non toglie che Dio è il miglior cattivo mai creato da Araki: non posso fare a meno di adorare personaggi come Yoshikage Kira, Diavolo e Pucci (soprattutto il primo e il terzo ndRegola) ma allo stesso tempo è come se tutta l’opera di questo mangaka fosse influenzata dalla figura del primo personaggio ad essere comparso nella prima serie… Dio Brando influenza anche le serie di Jojo in cui non compare! Un personaggio che negli anni è cambiato: nella terza serie è un antagonista molto classico senza obiettivo specifico… anzi, ripensandoci, è quasi come se voglia farsi i fatti suoi ma il destino ha reso inevitabile lo scontro con i Joestar (per il problema sofferto dalla madre di Jotaro). Addirittura negli anni ci vengono mostrati aspetti diversi di Dio, come la comparsa di suo figlio Giorno… cosa resa possibile probabilmente dal corpo di Jonathan Joestar di cui Dio si impossessa alla fine; diventa addirittura un intellettuale edonista nei flashback di Pucci nella sesta! (Se permettete la parentesi, questa cosa mi ha molto ricordato l’effetto voluto da Anne Rice nella costruzione del suo personaggio di maggior successo, Lestat, descritto come un mostro senza pregi nel racconto di Louis e, perl’appunto, come un intellettuale edonista nel secondo libro Scelti dalle Tenebre.)

Dio nella sesta serie.

Il personaggio di Dio Brando meriterebbe sicuramente diversi articoli, ma preferisco diluire la trattazione di questo personaggio nel corso della Jojopedia stessa. Come penso alcuni avranno già notato sono stati trattati praticamente tutti gli espetti principali della prima serie, ma non ho ancora finito, ci sono altre cose da dire prima di passare a Battle Tendency. Vi saluto con Karamiau Unmei, bellissimo pezzo della colonna sonora della versione animata del 2012 di Phantom Blood!

[youtube fkaXKp1ZKug]

 

Commenti (6)

  1. Sicuramente Dio il miglior cattivo, e probabilmente pure il miglior personaggio di JoJo ( dico probabilmente perch io ho una predilizione per Joseph).

  2. Mi trovo ampiamente d’accordo con l’analisi dell’articolo. In effetti la cosa che pi colpisce questo confronto costante tra Jonhatan e Dio durante tutto Phantom Blood, che porta ad un maggior “avvicinamento” del lettore nei confronti dell’antagonista. Questa una cosa che non in tutti gli altri manga presente.
    La sfida continua fra Jonhatan e Dio bella anche per la presenza massiccia del personaggio di Dio all’interno dell’opera, in virt della quale, Dio non sar mai un cattivo spuntato da chiss dove e con chiss quale motivazione assurda.

  3. concordo sulla “profondita” di DIO….ed io spero….e credo…che prima o poi ritorner…forse ci vorranno altre 3-4 serie….ma haraki lo fara’ resuscitare il qualche modo…

    io lo credo fermamente

    1. Araki ha confermato che chiuder con la nona (Jojolion l’ottava).

      1. maddai!!!!…non lo sapevo….la nona???…mah!!

      2. Quindi dopo Jojolion, dovremmo aspettarci la saga conclusiva e magari un ritorno, come antagonista, di Dio? Vedremo…

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