Motomondiale: aggiornamenti sul GP di Motegi

di tappoxxl 1


 

Riporto una dichiarazione del pilota italiano Valentino Rossi, rilasciata dopo la gara del motomondiale, classe MotoGP, disputata alcuni giorni fa a Brno, in Repubblica Ceca.

Il pilota ha espresso la sua paura per le condizioni in cui versa la zona che ospiterà piloti, meccanici e pubblico il 2 ottobre prossimo nel circuito di Motegi. Secondo il pilota la sicurezza generale non è garantita e, assieme a tutta la sua squadra, dichiara di avere paura per la propria salute. Ecco di seguito le sue parole: “Per il Giappone non è difficile da capire che ci siano pressioni sui piloti, a me non sembra una cosa molto intelligente andare vicino alla centrale nucleare fuori controllo, in una zona sismica in cui è possibile una nuova scossa di terremoto. Io ho paura, la mia squadra ha paura, mi sembra una cosa stupida, tutto il paddock ha paura, mi sembra una forzatura. Adesso dopo i test tornerò a casa e penserò sul da farsi, ma di certo non sono tra quelli che vogliono andare. Non ho parlato fino ad ora perché credevo che il buonsenso prevalesse e invece ci dicono che tutto va bene. Secondo me è anche poco rispettoso andare fin lì per una corsa in moto. Noi non facciamo un lavoro che ci obbliga ad andare in posti pericolosi perché aiutiamo la gente, questo non è il nostro mestiere. Noi facciamo uno spettacolo e a me non interessa sapere che ho una assicurazione che mi curerà se starò male, vorrei non correre questi rischi“.

Appare chiara la situazione: molti piloti hanno paura, molti meccanici temono per la propria vita, ma, a quanto pare, la direzione corse è intenzionata a far correre il GP.  Numerosi test hanno dichiarato che la situazione è stabile e sicura, ma i piloti non si fidano. La paura aleggia per tutto il paddock ed è probabile che al rifiuto di Stoner, si aggiungeranno altri piloti. Si rischia di avere un GP di Motegi con veramente pochi piloti disposti a correrlo, la direzione corse è disposta a correre questo rischio!?!

 

Commenti (1)

  1. Honda vuole vincere il mondiale, l’unico nella categoria 800cc, sul proprio circuito di casa. una questione di onore.

    E che si fotta tutto il resto, salute dei piloti, dei meccanici, dei giornalisti, e di tutto il paddock compresi.

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