Reply To: Concorso Jump!

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Hai mai pensato di scrivere un libro per imparare a disegnare? C’è tanta gente che forse vorrebbe imparare, ma i libri esistenti ora come ora son vecchi, fai conto che quello che ho casa ha ancora il prezzo a lire -.-”
Potresti provare.

Mi permetto di correggerti, ma hai guardato in giro? Io non vedo altro. E sì, paro di guide anche “manga”, che tra fascicoli in edicola, libri e altro c’è abbastanza roba da riempire una libreria.

Vorrei farti presente anche di tener conto lo stile di disegno. Ho visto i nomi degli autori dell’esperimento Kodansha postati da te e ho visto qualche loro disegno. Nessuno di loro ha uno stile che si avvicini al manga. Sopratutto l’Italiano Igort. Va direttamente fuori dalle regole del manga. Devono sapere che i Giapponesi usano i retini e non china diluita con acqua per fare un grigio spento
Una roba simile farebbe storcere il naso anche a me, infanga la cultura manga.

Anche qui vorrei correggerti. Non è vero che il manga è chiuso in standard che se non segui non pubblichi. Per farti qualche esempio banalissimo: Toriyama di Dragonballe non usava retini, Fuyumi Soryo (che Studio Mejo ha incontrato, se non ricordo male, tra l’altro è la mia mangaka preferita in assoluto -e ha pure risposto alla mia mail un anno o due fa-) non usa il pennino, ma penne a china, le comunissime rapidograph che puoi trovare in qualsiasi cartoleria italiana e che, per esempio, fanno anche usare a scuola. Ti so dire pure la marca, cioè la Sakura Pigma Micron, che io non sopporto e nonostante questo in cartoleria continuano a rifilarmela.
Dicevo, altri esempi di mangaka non proprio canonici: Inoue in Vagabond è quanto di più vicino agli standard occidentali che io abbia mai visto.
Ora non mi viene in mente altro, sono in vuoto mentale da vacanza, però se ci tieni dopo guardo un po’ cos’ho in libreria di “anomalo”.
In ogni caso non c’è dubbio che esistono dei canoni giapponesi, però diciamo che non sono così fissi. Forse l’unica vera chicca che, per gusti personali, mette i manga una mezza spanna avanti gli altri fumetti che ho letto è l’impostazione delle tavole. La narrazione visiva dei manga è tra le più efficienti che io abbia mai letto. Poi vabeh, stendiamo un velo pietoso sulla mia ignoranza in campo, ma io non disdegnerei un Dylan Dog con impostazione manga (non parlo di stile, ma di vignette).

Poi, detto sinceramente, tra un Pratt e un Kishimoto io sceglierei sempre e comunque Pratt.

Mi fermo qua, anche perché le mie idee sul fumetto vagano tra l’ignoranza e l’idealismo, e qualcuno potrebbe anche sentirsi tirato in causa.